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Una lite sui controlli di sicurezza per iPhone 6 alla Foxconn si conclude in tragedia

Con l’avvicinarsi della data di rilascio di iPhone 6 Foxconn, il colosso cinese che si occupa dell’assemblaggio degli smartphone, ha inasprito le misure di sicurezza per evitare che trapelino informazioni riservate sul prodotto. Proprio questi controlli straordinari – secondo le ricostruzioni dei media cinesi, riportate da Patently Apple – sarebbero la causa di un omicidio avvenuto nello stabilimento di Shenzen. Durante il turno di notte dello scorso 21 agosto è scoppiata una lite tra un operaio impiegato sulla catene di montaggio e una delle guardie responsabili dei controlli. Il lavoratore si sarebbe allontanato dal suo posto di lavoro per andare nello spogliatoio e, una volta fermato per essere passato con lo scanner, sarebbero iniziate a volare parole grosse, con il diverbio trasformatosi in fretta in lite e conclusosi con l’accoltellamento dell’uomo da parte del vigilantes, che poi ha ammesso il suo crimine.

Un solo episodio di questo tipo, in un centro di produzione che ha un numero di addetti pari agli abitanti di una città italiana di medie dimensioni, non basta per poter essere preso da cartina di tornasole sulle dinamiche e le condizioni di lavoro in cui si trovano i dipendenti di Foxconn, ma senza dubbio può aiutare a rendere l’idea della pressione cui sono sottoposti a ridosso di una scadenza importante come il lancio di un bestseller come iPhone 6. Solo per far fronte agli ordinativi da parte di Cupertino, Foxconn, oltre ad aver modernizzato la linea con l’installazione di 10mila robot, avrebbe assunto 100mila nuovi lavoratori.
Una ricerca della Fair Labor Association diffusa solo pochi giorni fa, raccontava le numerose violazioni alle normative sul lavoro in due stabilimenti di un altro grande fornitore cinese di Apple, Quanta. Tra le infrazioni – oltre un eccessivo numero di straordinari, con settimane lavorative di 60 ore – anche l’eccessiva durezza dei capi turno nei confronti di operai che per lo più hanno contratti a termine e vengono impiegati solo nei diversi periodi dell’anno di picco di richieste da parte dei committenti occidentali.

Da segnalare che Apple è l’unica azienda tecnologica ad aver aderito alla Fair Labor Association e che più volte si espresso contro certe prassi lavorative cinesi, anche compiendo controlli diretti negli impianti di produzione dei suoi fornitori.
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