Lo smartphone si caricherà lasciandolo nella tasca dei jeans

I nostri vestiti potrebbero presto essere sfruttati per ricaricare telefoni e altri accessori grazie a un nuovo tipo di tessuto sviluppato da uno scienziato dell’australiana Università Deakin, in grado di accumulare l’elettricità sulla falsariga di quanto accade con le batterie. Il tessuto, riferisce il sito neozelandese Stuff, incorpora un nanomateriale denominato MXene, flessibile, extra-forte e […]

Batteria in esaurimento

I nostri vestiti potrebbero presto essere sfruttati per ricaricare telefoni e altri accessori grazie a un nuovo tipo di tessuto sviluppato da uno scienziato dell’australiana Università Deakin, in grado di accumulare l’elettricità sulla falsariga di quanto accade con le batterie.

Il tessuto, riferisce il sito neozelandese Stuff, incorpora un nanomateriale denominato MXene, flessibile, extra-forte e superconduttivo. “Immaginate di avere una maglietta in grado di immagazzinare energia” ha spiegato il Dr Shayan Seyedin​, alla guida di un team che ha sviluppo il nuovo sviluppo; “si potrà avere energia sempre con sé tutto il tempo”, affermando ancora che “rivoluzionerà l’industria dell’abbigliamento”.

Il Dr Shayan Seyedin con la fibra MXene
Il Dr Shayan Seyedin con la fibra MXene

Il nanomateriale in questione è conosciuto da tempo e anche sul sito di Intel ad agosto di quest’anno è apparso un documento che ne parla. Questo nanomateriale è ben conosciuto per le elevate proprietà conduttive, generate dalla struttura stratificata del materiale, in cui gli ossidi si alternano con strati di carbonio e metallo. Tecnicamente il MXene ha una superficie porosa, per cui gli ioni che trasferiscono l’energia possono penetrare gli elettrodi più facilmente rispetto alle batterie tradizionali. E, soprattutto, il gran numero di aperture implica la possibilità di assorbire più ioni e quindi più energia. Yury Gogotsi, Research Group Leader di Intel ha spiegato che ricerche in corso permetteranno di sviluppare batterie in grado di essere caricate e scaricate in pochi secondi e allo stesso tempo di immagazzinare più energia rispetto ai super condensatori tradizionali.

Il Dr Shayan Seyedin​s immagina che un giorno sarà possibile integrare, ad esempio nel taschino di una maglieta, il nanomateriale e un sistema di ricaricare wireless. Basterà tenere il telefono in tasca per avviare velocemente la ricarica. L’idea di indumenti simili non è del tutto nuova: Google e Levi’s hanno collaborato per creare una giacca in tessuto denim con controlli sensibili al tocco e connettività Bluetooth, creata grazie alla tecnologia del Project Jacquard di Google, che integra fibre tessili e sensori intelligenti.