Settemila oppure quattordicimila euro per un Mac Studio M5 Ultra: raddoppiare il budget non significa ottenere un computer due volte più veloce. La differenza più importante non è nemmeno nel processore, ma nei 96 o 256 GB di memoria unificata.
Per uno studio grafico, una società di produzione video o un’azienda che vuole utilizzare l’Intelligenza Artificiale in locale, capire dove si trova il proprio collo di bottiglia è quindi molto più importante che scegliere semplicemente la configurazione più costosa e in certi casi potrebbe essere più vantaggioso spendere la stessa cifra del modello più costoso con due modelli che costano la metà.
Il nuovo Mac Studio M5 Ultra permette di costruire workstation profondamente diverse partendo dalla stessa architettura. Una configurazione con 96 GB di memoria e SSD da 2 TB costa 7.249 euro; salendo al chip M5 Ultra completo, a 256 GB di memoria e SSD da 4 TB si arriva a 14.179 euro.
Quasi il doppio.
Ma dove finiscono realmente quei 6.930 euro aggiuntivi e, soprattutto, quali lavori consentono di svolgere?
Mac Studio M5 Ultra da 7.000 e 14.000 euro a confronto
| Caratteristica | M5 Ultra circa 7.000 € | M5 Ultra circa 14.000 € |
|---|---|---|
| CPU | 30 core | 36 core |
| GPU | 64 core | 80 core |
| Neural Engine | 32 core | 32 core |
| Memoria unificata | 96 GB | 256 GB |
| Banda memoria | 1,2 TB/s | 1,2 TB/s |
| SSD | 2 TB | 4 TB |
| Prezzo | 7.249 € | 14.179 € |
Il primissimo dato utile è nella banda della memoria: 1,2 TB al secondo su entrambe le macchine.
È un dato particolarmente importante per i Large Language Model, abbreviati in LLM, cioè i grandi modelli linguistici utilizzati per chat, programmazione, ricerca nei documenti e agenti di Intelligenza Artificiale. In questo approfondimento abbiamo spiegato cosa significano sigle come 70B, 405B, 1T, Q4 e RDMA e perché memoria e banda diventano centrali nell’AI locale.
Durante la generazione del testo questi modelli devono leggere continuamente miliardi di parametri dalla memoria. Per questo la velocità con cui CPU e GPU possono accedere ai dati può contare tanto quanto il numero dei core.
Quanto costa realmente il processore M5 Ultra più potente
Raddoppiando il prezzo del computer non si sta pagando soprattutto il passaggio da 30 a 36 core CPU.
Partendo dalla configurazione M5 Ultra con 30 core CPU, 64 core GPU, 96 GB e 2 TB da 7.249 euro, il passaggio al chip superiore con 36 core CPU e 80 core GPU costa circa 1.430 euro.
In pratica si ottiene:
- 20% di core CPU in più, passando da 30 a 36;
- 25% di core GPU in più, passando da 64 a 80;
- lo stesso Neural Engine a 32 core;
- la stessa banda memoria di 1,2 TB/s.
La struttura del nuovo chip è particolare: come abbiamo spiegato nel nostro articolo sull’architettura quad-die di M5 Ultra, Apple combina più elementi di calcolo attraverso UltraFusion per costruire un processore destinato ai carichi professionali più pesanti.
I 1.430 euro aggiuntivi hanno quindi senso soprattutto per chi riesce a sfruttare molti core contemporaneamente.
Rendering 3D, effetti video, elaborazione GPU, generazione di immagini, calcolo scientifico e alcune fasi dell’elaborazione AI possono beneficiare in modo evidente degli 80 core GPU.
La differenza è più contenuta in lavori meno parallelizzati. Una delle prime prove indipendenti effettuate sul vero M5 Ultra da 30 core mostra infatti che in Geekbench il modello completo da 36 core si colloca circa il 10% più avanti nel test multicore, mentre le prestazioni single core sono sostanzialmente analoghe.
Il 20% di core CPU in più non si traduce quindi automaticamente nel 20% di velocità in ogni applicazione.
Anche per l’AI gli 80 core GPU non significano necessariamente il 25% in più
Lo stesso principio vale per l’Intelligenza Artificiale: nel cosiddetto prompt processing, cioè nella fase in cui il computer legge e interpreta il testo fornito al modello, più potenza GPU può produrre vantaggi consistenti.
Durante la generazione dei token, invece, molti LLM diventano fortemente dipendenti dalla banda della memoria.
Un token è l’unità nella quale il modello suddivide il testo: può essere una parola corta, una parte di parola oppure un segno di punteggiatura.
Quando il limite diventa leggere continuamente i pesi dalla RAM, entrambe le versioni M5 Ultra dispongono degli stessi 1,2 TB/s.
Per questo gli 80 core GPU possono essere molto utili senza necessariamente trasformare un modello che produce 50 token al secondo in uno da 62 o 65 token al secondo.
Chi vuole approfondire il rapporto fra Apple Silicon, memoria unificata e modelli locali trova una panoramica completa nel nostro articolo sull’AI locale sui Mac.

Il Mac Studio M5 Ultra da 96 GB è già una workstation AI molto potente
I primi test del modello con 30 core CPU, 64 core GPU e 96 GB permettono già di avere qualche indicazione concreta.
Un proprietario ha provato Qwen 3.8 27B, un LLM da circa 27 miliardi di parametri, utilizzando MLX, il framework sviluppato da Apple per il machine learning sui Mac con Apple Silicon.
Con una quantizzazione a 4 bit ha misurato:
- 544,7 token al secondo nell’elaborazione del prompt;
- 54 token al secondo nella generazione;
- 206 millisecondi prima del primo token.
Utilizzando la versione a 8 bit:
- 433,1 token al secondo sul prompt;
- 32,6 token al secondo in generazione;
- 259 millisecondi prima del primo token.
La quantizzazione riduce la precisione numerica con cui sono memorizzati i parametri del modello. A 4 bit il modello occupa meno spazio e generalmente gira più velocemente; a 8 bit richiede più memoria ma conserva una rappresentazione numerica più precisa.
Per un’azienda interessata a coding, ricerca nei documenti, trascrizione, automazione e agenti AI, sono già prestazioni che consentono un utilizzo interattivo molto rapido.
Perché allora spendere altri 7.000 euro?
La risposta è soprattutto una: 256 GB di memoria unificata.
Il salto di prezzo va scomposto.
| Aggiornamento | Costo indicativo |
|---|---|
| M5 Ultra 30/64 → 36/80 | +1.430 € |
| 96 GB → 256 GB | +4.400 € |
| SSD 2 TB → 4 TB | +1.100 € |
| Incremento complessivo | +6.930 € |
La voce dominante è evidente.
Più di metà della differenza viene spesa per aumentare la memoria da 96 a 256 GB ed è proprio questo componente a cambiare maggiormente ciò che il computer può fare.
96 GB e 256 GB: la differenza tra velocità e possibilità
Immaginiamo un modello AI che, insieme alla propria cache e al contesto, occupi 50 o 60 GB: entra comodamente in entrambe le macchine.
La versione da 14.000 euro può elaborarlo più velocemente grazie agli 80 core GPU, ma la differenza non è proporzionale al prezzo: entrambe possono alimentare il processore con una memoria capace di 1,2 TB/s.
Consideriamo invece un modello che richiede 120, 150 oppure 180 GB: sul Mac da 96 GB il problema non è più essere qualche punto percentuale più lenti visto che il modello non entra nella memoria disponibile.
Con 256 GB può invece essere mantenuto interamente nella memoria unificata insieme alla cache necessaria per una finestra di contesto molto ampia.
Per chi lavora con modelli di queste dimensioni, i 4.400 euro dell’upgrade della RAM comprano quindi una capacità operativa che il modello inferiore semplicemente non possiede.
Quando bastano 96 GB
Per uno studio grafico che utilizza Photoshop, Lightroom, Illustrator, applicazioni di impaginazione e contemporaneamente un LLM locale da 20-30 miliardi di parametri, 96 GB sono già una dotazione molto elevata.
Lo stesso vale per una software house che utilizza modelli locali per coding, analisi del repository, documentazione e automazione.
Anche nel video il modello da 96 GB può essere sufficiente per una vasta gamma di lavori 4K e 6K, compresi Final Cut Pro, Premiere Pro e DaVinci Resolve, mentre i motori multimediali dell’M5 Ultra accelerano in hardware formati come H.264, HEVC, ProRes e ProRes RAW.
I 256 GB acquistano valore quando questi carichi iniziano a sommarsi: grandi timeline 8K, Fusion, compositing, rendering, modelli AI residenti e numerose applicazioni aperte contemporaneamente.
Quando i 256 GB diventano un investimento produttivo
La configurazione da 14.179 euro comincia ad avere una giustificazione molto più concreta in questi casi:
- LLM che superano comodamente la capacità dei 96 GB;
- modelli con quantizzazione meno aggressiva;
- finestre di contesto estremamente grandi;
- più modelli AI mantenuti contemporaneamente in memoria;
- server AI locale destinato a più servizi;
- grandi scene 3D e VFX;
- progetti 8K molto complessi;
- dataset che devono rimanere disponibili senza continui spostamenti tra RAM e SSD.
Tom’s Hardware ha provato proprio la configurazione M5 Ultra da 36 core CPU, 80 GPU, 256 GB e 4 TB come una workstation aziendale, verificando sia carichi AI sia rendering, transcodifica video e stress prolungati.
Nel test Cinebench ripetuto dieci volte, le prestazioni sono rimaste sostanzialmente stabili e la CPU ha registrato una temperatura media di circa 78 °C.
Per una workstation che deve elaborare dati per ore è un’informazione più significativa di un singolo picco di benchmark.
L’alternativa Amazon: 96 GB, 1 TB interno e un SSD Thunderbolt 5
C’è poi una terza strada.
Il Mac Studio M5 Ultra con CPU 30 core, GPU 64 core, 96 GB di memoria e SSD da 1 TB disponibile su Amazon utilizza lo stesso processore e la stessa memoria della configurazione Apple da 96 GB presa come riferimento. Cambia soltanto lo spazio interno.
Ne avevamo già parlato nell’articolo dedicato ai Mac Studio M5 disponibili su Amazon e al loro impiego con l’AI locale.
Rispetto alla configurazione Apple da 2 TB si rinuncia quindi a 1 TB di SSD interno, ma è possibile spostare gran parte dello storage su Thunderbolt 5 senza rinunciare a CPU, GPU, memoria unificata o banda da 1,2 TB/s.
Thunderbolt 5: il nostro test con TerraMaster D1 Pro
Abbiamo provato direttamente questa strada nella recensione del case TerraMaster D1 Pro Thunderbolt 5, installando al suo interno un SSD NVMe Samsung 990 Pro.
Collegato a un Mac con Thunderbolt 5 abbiamo misurato circa 7.000 MB/s in lettura e circa 6.600 MB/s in scrittura. Nell’uso quotidiano con librerie fotografiche, file di grandi dimensioni e montaggio video la differenza percepita rispetto allo storage interno può diventare molto ridotta.
Il TerraMaster D1 SSD Pro Thunderbolt 5 viene venduto senza disco e può essere abbinato, per esempio, a un Samsung 990 Pro da 4 TB.
In questa configurazione il Mac Studio Amazon avrebbe quindi:
- 1 TB SSD interno;
- 4 TB SSD Thunderbolt 5;
- 5 TB complessivi;
- la possibilità di sostituire o riutilizzare in futuro il disco esterno.
Cosa si perde rispetto all’SSD interno
Lo storage interno del nuovo Mac Studio rimane una soluzione migliore quando servono massime prestazioni, latenza minima e completa integrazione.
Sulle configurazioni con SSD interno da 4 TB i benchmark internazionali hanno misurato velocità nell’ordine dei 13 GB/s, quindi circa il doppio di quanto abbiamo rilevato con un buon SSD Thunderbolt 5 esterno.
Va inoltre ricordato che Apple aveva inizialmente indicato PCIe 6.0 nelle specifiche del nuovo Mac Studio, riferimento poi rimosso. Abbiamo ricostruito la vicenda nell’articolo Apple si corregge: dal Mac Studio sparisce il PCIe 6.0.
L’SSD interno conserva vantaggi concreti per:
- cache e file temporanei molto pesanti;
- scratch disk sottoposti a scritture continue;
- grandi trasferimenti ripetuti;
- timeline 8K non compresse particolarmente impegnative;
- dataset utilizzati continuamente;
- swap di sistema in presenza di forte pressione sulla memoria.
Ha inoltre una latenza inferiore, non occupa una porta Thunderbolt e non dipende da cavo, controller esterno o collegamenti che possono accidentalmente essere rimossi.
Il vantaggio del disco esterno è però altrettanto concreto: può essere sostituito, spostato su un altro computer e aumentato di capacità senza dover cambiare il Mac.
Per l’AI il disco esterno penalizza soprattutto il caricamento
Supponiamo che un modello AI occupi 50 GB.
Se si trova sull’SSD Thunderbolt 5, inizialmente dovrà essere letto a una velocità inferiore rispetto allo storage interno; una volta caricato nei 96 GB di memoria unificata, però, la generazione dei token dipende soprattutto dai 1,2 TB/s della RAM, non dai 6 o 7 GB/s dell’SSD.
Per un modello che viene caricato una volta e rimane operativo per ore, il disco esterno incide quindi soprattutto sul tempo iniziale di caricamento.
Lo scenario cambia se la memoria viene esaurita e il sistema è costretto a utilizzare continuamente lo storage come estensione della RAM.
Un SSD da 4 TB non trasforma 96 GB in 256 GB
È un punto essenziale:la memoria unificata dell’M5 Ultra raggiunge 1,2 TB/s, cioè circa 1.200 GB al secondo.
Un eccellente SSD Thunderbolt 5 lavora nell’ordine di 6-7 GB/s: le due risorse non sono intercambiabili.
Un disco esterno da 4 TB può contenere centinaia di gigabyte di modelli AI, ma se quello che vogliamo utilizzare richiede 130 GB contemporaneamente in memoria, avere terabyte di storage non risolve il problema.
Ed è proprio qui che i 256 GB del Mac da 14.000 euro acquistano valore.
Tre investimenti molto diversi
| Configurazione | Costo | Punto forte | Limite |
|---|---|---|---|
| M5 Ultra 30/64, 96 GB, 2 TB Apple | 7.249 € | equilibrio tra prestazioni, memoria e storage interno | 96 GB possono limitare i modelli AI più grandi |
| M5 Ultra 30/64, 96 GB, 1 TB Amazon + SSD TB5 4 TB | 6.699 € + storage esterno | 5 TB complessivi, storage sostituibile e stessa potenza CPU/GPU | disco esterno più lento dello storage Apple interno |
| M5 Ultra 36/80, 256 GB, 4 TB | 14.179 € | grandi modelli e workload pesanti su un singolo nodo | costo molto elevato |
E con 14.000 euro si possono comprare anche due Mac Studio
A questo punto il confronto cambia ancora.
Due Mac Studio M5 Ultra da 96 GB e 2 TB acquistati da Apple costano complessivamente 14.498 euro, praticamente la stessa fascia del singolo 256 GB/4 TB da 14.179 euro.
Due configurazioni standard da 96 GB e 1 TB al prezzo di listino di 6.699 euro ciascuna arrivano invece a 13.398 euro prima dello storage esterno.
Sulla carta avremmo:
| 1 × M5 Ultra 256 GB | 2 × M5 Ultra 96 GB | |
|---|---|---|
| CPU | 36 core | 60 core complessivi |
| GPU | 80 core | 128 core complessivi |
| Memoria | 256 GB unificati | 192 GB divisi tra due computer |
| Banda memoria | 1,2 TB/s | 1,2 TB/s su ogni nodo |
| Lavori indipendenti | una macchina | due macchine contemporaneamente |
Quando due Mac possono essere l’investimento migliore
Se ogni modello AI entra comodamente nei 96 GB, due computer permettono di eseguire due carichi completamente indipendenti.
Uno studio potrebbe dedicare un Mac all’Intelligenza Artificiale e continuare a montare video o lavorare in Photoshop sull’altro.
Un’azienda potrebbe distribuire le richieste dei dipendenti su due server.
Una software house potrebbe avere un modello dedicato al coding su una macchina e un secondo agente per documenti, test o automazioni sull’altra.
In questi casi le due memorie non devono comunicare tra loro e ogni M5 Ultra può sfruttare localmente l’intera banda da 1,2 TB/s.
Per throughput complessivo, più utenti o più lavori contemporanei, questa configurazione può risultare molto più produttiva del singolo computer da 256 GB.
Due Mac da 96 GB non sono però un Mac da 192 GB
Le memorie rimangono separate.
Un modello da 150 GB non può essere semplicemente caricato come se i due computer formassero un’unica macchina.
Apple permette però di distribuire l’inferenza AI su più Mac attraverso MLX.
Con Thunderbolt 5 è inoltre disponibile RDMA, Remote Direct Memory Access, tecnologia che permette di trasferire dati direttamente tra le memorie dei computer riducendo il lavoro della CPU e del sistema operativo.
Il nostro approfondimento su M5 Ultra, RDMA e cluster di Mac Studio spiega nel dettaglio perché questa possibilità diventa interessante quando un singolo modello supera la memoria di una macchina.
Il cluster funziona, ma non equivale a una memoria unificata più grande
Distribuendo il lavoro su più nodi è possibile aumentare capacità e throughput, ma la comunicazione tra le macchine ha un costo.
La memoria locale dell’M5 Ultra lavora a 1,2 TB/s, mentre Thunderbolt 5 dispone di una banda molto inferiore. RDMA riduce drasticamente copie, latenza e intervento della CPU, ma non può rendere la memoria del secondo Mac equivalente a quella interna al primo.
Per questo due Mac da 96 GB possono collaborare su uno stesso modello, mentre un singolo Mac da 256 GB rimane generalmente più semplice ed efficiente quando tutto il lavoro riguarda un unico grande modello.
Quale configurazione scegliere in base al lavoro
| Utilizzo | Configurazione da valutare | Motivo |
|---|---|---|
| Studio fotografico e grafico | 96 GB / 2 TB | RAM già molto abbondante e prestazioni Ultra complete |
| Grafica con grandi librerie | 96 GB / 1 TB + SSD TB5 | molta capacità esterna senza rinunciare a CPU e GPU |
| Video 4K/6K e AI | 96 GB | Media Engine e 1,2 TB/s sono già molto potenti |
| Video 8K, VFX e grandi composizioni | 256 GB / 4 TB | più GPU, RAM e storage interno molto veloce |
| LLM da 20-70B quantizzati | 96 GB | molti modelli rientrano già nella memoria disponibile |
| LLM oltre i 96 GB effettivamente necessari | 256 GB | il modello può restare su un singolo nodo |
| Molti utenti AI contemporanei | 2 × 96 GB | due server possono lavorare indipendentemente |
| Un unico enorme modello AI | 256 GB | meno complessità e niente comunicazione tra nodi |
Prima di spendere 14.000 euro bisogna capire cosa manca
La differenza fra i due Mac Studio M5 Ultra è quindi più semplice da leggere se si separano tre risorse: potenza di calcolo, memoria e storage.
Gli oltre 1.400 euro richiesti dal chip 36/80 aumentano soprattutto la capacità di calcolo.
I 4.400 euro necessari per passare da 96 a 256 GB aumentano invece la dimensione dei problemi che la macchina può affrontare senza uscire dalla memoria unificata.
L’SSD da 4 TB rende la workstation più autonoma e offre prestazioni difficili da replicare con un singolo disco esterno, ma una parte dello storage può essere spostata con successo su Thunderbolt 5 spendendo molto meno.
Per uno studio grafico, una società di produzione o un’azienda che utilizza modelli AI nell’ordine di qualche decina di miliardi di parametri, il Mac Studio M5 Ultra da circa 7.000 euro può già rappresentare il punto oltre il quale ogni euro aggiuntivo produce rendimenti progressivamente più specifici.
La macchina da 14.000 euro acquista invece senso quando quei 256 GB vengono realmente utilizzati: grandi modelli AI, enormi finestre di contesto, più modelli contemporanei, VFX, 8K e workload che devono rimanere interamente su un unico nodo.
E se i 96 GB sono sufficienti ma il problema è servire più persone o svolgere più lavori contemporaneamente, gli stessi 14.000 euro aprono una terza possibilità: comprare due Mac Studio invece di costruirne uno solo molto più grande.
Mac Studio M5 Ultra e storage su Amazon
Apple Mac Studio M5 Ultra, CPU 30 core, GPU 64 core, 96 GB, SSD 1 TB
TerraMaster D1 SSD Pro Thunderbolt 5, case NVMe 80 Gbps
Samsung 990 Pro SSD NVMe da 4 TB
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