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Microsoft compra la telefonia cellulare di Nokia

Microsoft compra Nokia. O quasi. L’annuncio, certamente uno dei più rilevanti di sempre nel contesto della tecnologia, è di questa notte, descritto in un comunicato congiunto con il quale si spiegha che in base all’accordo Microsoft incorporerà l’intera unità di telefonia cellulare che passerà direttamente sotto il controllo di Microsoft e l’acquisto in licenza un portafoglio, altrettanto se non forse anche più importante dal punto di vista strategico, di proprietà intellettuali sempre di proprietà di Nokia.

La mossa giunge solo parzialmente a sorpresa. Voci sulla possibilità che Microsoft potesse comprare Nokia sono in circolazione da molto tempo, almeno da quando Microsoft aveva concesso in licenza all’azienda di Espoo il suo sistema operativo. Il patto nasceva da due debolezze: quella di Microsoft che negli scenari di oggi che hanno rivoluzionato il mondo dell’IT che punta su un intreccio di mobilità, social, contenuti e servizi, è decisamente un protagonista minore, e quella di Nokia, che dopo avere dominato la scena della telefonia per 20 anni con quote di mercato vicine anche al 50%, ora è forse solo poco più rilevante di Microsoft nello stesso contesto. Dall’accordo per ora sono usciti risultati piuttosto discutibili, con i telefoni Nokia che hanno portato Windows un poco più su in termini percentuali di quanto non fosse in precedenza, ma solo per avere conquistato la fascia medio bassa del mercato, mentre però le sue quote di mercato nel mondo degli smartphone di fascia medio alta sono in costante erosione, colpite dal successo delle due neofite del settore della telefonia, Apple e Google. Oggi Microsoft ha superato Blackberry ed è il terzo produttore al mondo di sistemi operativi per telefonia cellulare, ma questo è avvenuto in un contesto dove l’azienda Canadese (altra indiziata di rivoluzioni a breve) ha perso enormi fette di mercato.

La decisione da parte di Microsoft di acquistare Nokia è la certificazione che il sistema improntato ad un’alleanza, per quanto stretta, che prevedeva due aziende distinte e separate, non sta funzionando come previsto e che Microsoft pensa di non avere speranze lasciando nelle mani di un partner, anche se esperto ed importante come Nokia, le sue sorti nell’ambito della telefonia, senza replicare il modello di Apple che mette insieme tutti e due gli elementi essenziali del pacchetto: software e hardware.

A spiegarlo, con parole meno dirette, è lo stesso Ballmer, CEO dimissionario di Microsoft secondo cui: «mettere insieme i nostri due gruppi accelererà le quote di mercato e i profitti nel mondo della telefonia e rafforzerà le opportunità sia per Microsoft che per i nostri partner, in tutta la nostra famiglia di dispositivi e servizi». E che Microsoft voglia indipendenza e piena libertà di operare nel campo del mobile, lo dimostra non solo l’acquisto della divisione telefonia, ma anche del fondamentale e ricchissimo pacchetto di brevetti e proprietà intellettuali usato da Nokia per costruire i suoi telefoni, il che tradotto in fatti rappresenta l’opportunità di creare, partendo da basi molto avanzate, un intero business sulla mobilità.

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Passaggio di consegne? Elop e Ballmer

In conseguenza dell’accordo Nokia dismetterà interamente il suo business nella telefonia mobile cedendo tutta la divisione non Windows, tra cui i telefoni Asha e si occuperà di lavorare solo nel settore delle tecnologie di rete per telefonia cellulare, dei servizi Here (sistemi connessi e legati al business della localizzazione) che fa parte del pacchetto di tecnologie in licenza a Microsoft, e delle tecnologie di ricerca e avanzate per la telefonia.

Microsof si prenderà carico di tutti i dipendenti del settore della telefonia, 32mila persone di cui solo 4700 in Finlandia; altri 56mila resteranno in Nokia. I principali manager di Nokia passeranno a Microsoft e tra di essi c’è anche Stephen Elop, amministratore delegato della società che assumerà l’incarico di Vice Presidente of Devices and Services, un passo che potrebbe agevolare la sua scalata verso il vertice di Microsoft stessa di cui è uno dei candidati a diventare CEO. In Microsoft entrano anche praticamente tutti i massimi dirigenti del settore telefonia di Nokia: Jo Harlow (il capo dei dispositivi smart di Nokia), Juha Putkiranta (Executive Vice President of Operations) e Chris Weber (capo del marketing di Nokia).

Il costo dell’operazione è pari a 5,44 miliardi di euro, di cui 1,65 per i brevetti la cui licenza vale dieci anni. Accanto a questo investimento, Microsoft presenterà 1,5 miliardi di euroi in obbligazioni a beneficio di Nokia.

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