Un ricercatore noto con lo pseudonimo di “Chaotic Eclipse”, ha rilasciato un exploit proof-of-concept relativo a una nuova vulnerabilità zero-day di Windows soprannominata MiniPlasma e che il sito BleepingComputer conferma come in grado di concedere privilegi SYSTEM su sistemi Windows 11 completamente aggiornati. In altre parole, sfruttando questa vulnerabilità un utente con accesso locale alla macchina può ottenere i permessi Windows più estesi in assoluto.
Il ricercatore riferisce che il bug è a tutti gli effetti una versione ancora sfruttabile di una falla del 2020 che Microsoft aveva dichiarato di aver risolto. «All’epoca, alla falla era stata assegnato l’identificatore CVE-2020-17103 e Microsoft l’aveva indicata come “fixed” a dicembre 2020. Dopo aver indagato, emerge che lo stesso identico problema segnalato a Microsoft da Google Project Zero è in realtà ancora presente e non corretto», spiega Chaotic Eclipse. «Non sono sicuro se Microsoft non abbia mai creato una patch per risolvere il problema o se la patch sia stata silenziosamente rimossa a un certo punto per ragioni sconosciute. Il proof-of-concept originale di Google ha funzionato senza alcuna modifica».
BleepingComputer riferisce di avere testo l’exploit su un PC con Windows 11 Pro aggiornato con gli ultimi update di maggio 2026. «Nel nostro test abbiamo sfruttato un account utente standard e, dopo aver eseguito l’exploit, quest’ultimo ha aperto un prompt dei comandi con privilegi SYSTEM, come mostrato nell’immagine». Anche Will Dormann, principal vulnerability analyst di Tharros, ha conferma che l’exploit ha funziona effettuando prove con sull’ultima versione pubblica di Windows 11. Tuttavia, sottolinea che la falla non è sfruttabile nell’ultima build Insider Preview Canary di Windows 11.

Dal punto di vista tecnico, la vulnerabilità originale è legata al Cloud Files Mini Filter Driver introdotto da Microsoft per gestire l’integrazione dei file sincronizzati con OneDrive e con il framework Cloud Files API: un driver kernel-mode che lavora nello stack del file system stack e che opera con privilegi elevati.
MiniPlasma riprende lo schema dell’exploit originale adattandolo alle versioni moderne di Windows 11 e Windows Server permettendo di ottenere accesso a una shell con privilegi SYSTEM, il livello di accesso più elevato in Windows.
Nightmare-Eclipse ha il dente avvelenato con Microsoft, perché quest’ultima, a suo dire, avrebbe ignorato o sottovalutato diverse segnalazioni del ricercatore. Microsoft in alcuni casi ha ritenuto non realistiche alcune vulnerabilità ma in seguito sono circolati exploit per dimostrare la reale pericolosità di quanto scoperto.

















