Obsolescenza programmata di iPhone, un falso mito sfatato

Sfatato il mito dell'obsolescenza programmata di iPhone; con iOS 11 anche i dispositivi più datati vanno bene, in alcuni casi addirittura meglio rispetto a iOS 9.

iPhone 5S

Se siete tra coloro che teorizzano l’obsolescenza programmata di iPhone, ovvio siete convinti che Apple fa diventare più lenti vecchi iPhone, dovreste ricredervi. Il mito viene sfatato non solo da alcuni siti indipendenti ma anche da una ricerca più sistemata, condotta dalla società Benchmarking Futuremark.

Lo studio ha iniziato a raccogliere dati a partire dal 2016, contenenti oltre 100.000 risultati dei test benchmark per sette diversi modelli di iPhone con tre versioni di iOS. Il confronto, permette di apprezzare sullo stesso modello di terminale, le prestazioni con iOS 9, iOS 10, e iOS 11 a bordo.

obsolescenza programmata di iPhone

Il primo dispositivo testato è stato iPhone 5s, il più datato comunque in grado di eseguire iOS 11. Il terminale, rilasciato nel 2013, è stato il primo iPhone a montare un chip A7 a 64 bit, caratteristica che ad oggi gli permette di installare iOS 11. Futuremark, utilizzando il test 3DMark Extreme Graphics, ha registrato i dati riportati nella tabella che segue. Per ciò che concerne la GPU, le prestazioni di iPhone 5s rimangono costanti da iOS 9 a iOS 11 con lievi variazioni che rientrano comunque nella “normalità” per questi test. Anche per ciò che concerne la CPU, iPhone 5s mantiene livelli di prestazioni costanti su tutti e tre i sistemi operativi.

Apple fa diventare più lenti vecchi iPhone

Gli altri grafici riguardano, invece, dispositivi più recenti, come iPhone 6, 6s e iPhone 7. In questi casi, grazie all’ultimo sistema operativo, gli smartphone vedono crescere le prestazioni in termini di GPU, rispetto alle versioni iOS più datate. Discorso diverso per la CPU, che sembra invece meno efficiente su iOS 11, anche se non e ne può concludere che Apple fa diventare più lenti vecchi iPhone, ma di variazioni normali quando si tratta di test di Benchmark. Si tratta però di variazioni talmente tanto lievi, suggerisce lo studio, che l’utente non sarebbe nemmeno in grado di accorgersene durante l’uso quotidiano.

Il risultato della ricerca, insomma, appare chiaro: Apple non rallenta deliberatamente i device più vecchi con i nuovi iOS installati. E’ chiaro, però, che i sistemi operativi più recenti possono integrare nuove animazioni e funzionalità che richiedono maggiore memoria e potenza di calcolo. E’ normale, nell’uso quotidiano, che terminali più datati non offrano le stesse prestazioni dei dispositivi di ultima generazione, sui quali vengono appositamente ricalcate alcune feature degli OS più recenti.

Inoltre, mette anche conto rilevare che all’uscita di un nuovo sistema operativo, spesso si rilevano bug che compromettono la velocità d’uso di un dispositivo: possono volerci settimane prima che Apple rilasci aggiornamenti minori, che mirano però ad ottimizzare il software con tutti i dispositivi disponibili sul mercato. Anche questo, ovviamente, non non è obsolescenza programmata di iPhone