OpenZFS: il filesystem del futuro, ora in versione stabile per OS X

Passi in avanti per il progetto OpenZFS, successore open source dell’avanzato filesystem sviluppato di Oracle al quale anche Apple per un periodo era interessata. Ora in versione "stable" disponibile per fli smanettoni della linea di comando del Terminale

OpenZFS, il successore open source di ZFS
Sito web OpenZFS Project

Annunciato a settembre dello scorso anno, il progetto OpenZFS – successore open source di ZFS, avanzato filesystem sviluppato da Oracle e al quale anche Apple per un periodo era interessata – è ora disponibile in versione “stable” per OS X, scaricabile in una versione che è possibile provare grazie a un  installer.

Come abbiamo già spiegato altre volte, la tecnologia ZFS offre funzionalità molto più avanzate rispetto ai tradizionali filesystem. Sviluppata originariamente Sun Micrososystem, integra in un unico prodotto funzionalità avanzate quali: filesystem a 128 bit (la massima dimensione gestibile dei dati è miliardi di volte più grande degli attuali file system a 64 bit), Copy on Write (nessun blocco del disco contente dati attivi viene mai sovrascritto in operazioni di modifica; i dati modificati vengono scritti in un nuovo blocco assegnato per l’operazione), Snapshot (invece di cancellare i vecchi dati rimasti, in seguito a operazioni di modifica eseguite con il sistema Copy on Write, ZFS può mantenere le vecchie informazioni insieme a quelle nuove, spazio permettendo, riuscendo a creare velocemente istantanee del sistema, un po’ come Time Machine), gestione ottimizzata per file di piccole dimensioni (con l’aumentare della capacità dei moderni dischi fissi, la registrazione dei file di piccole dimensioni è diventata sempre meno efficiente, stesso discorso per la lettura e la scrittura; ZFS risolve entrambi questi inconvenienti), gestione logica per sistemi di archiviazione composti da più dischi (i file system tradizionali risiedono su un unico dispositivo, così hanno bisogno di un sistema per la gestione dei volumi quando lavorano con più unità; ZFS lavora con un sistema virtuale di dischi, rendendo possibile l’aggiunta di un disco senza dover formattare o partizionare nulla).

Qualche anno addietro Apple sembrava aver scelto ZFS (almeno per la versione server del sistema operativo) ma poi il tutto saltò – sembra – per il mancato raggiungimento di accordi con Oracle, detentrice delle proprietà intellettuali sulla tecnologia in questione. Su OS X il progetto è anni dopo arrivato grazie a terze parti e in particolare per merito di Don Brady, ingegnere di Apple che ha sviluppato un’implementazione della tecnologia venduta poi alla società GreenBytes. Non c’è mai stata invece, un’implementazione ufficiale (integrata nel sistema) da parte della casa della Mela.

Gli sforzi di OpenZFS permettono di avere ora una versione abbastanza stabile da essere utilizzabile da smanettoni e temerari su sistemi GNU / Linux e distribuzioni BSD, anche se pare che le prestazioni ottenibili non sono ancora esaltanti. Per “utilizzabile” il team che cura il progetto intende “persone a loro agio con i comandi dal Terminale”. I curatori del progetto mirano ad ogni modo alla creazione di una versione installabile da chiunque su OS X, da Snow Leoopard (OS X 10.6.x) in poi. Dovremmo pertanto avere un po’ di pazienza per avere una versione installabile, anche dai non smanettoni, senza problemi. Ricordiamo che creare un meccanismo di organizzazione e disposizione dei file su una memoria di massa, non è un gioco da ragazzi; lo sviluppo di un filesystem non è un compito facile per aziende del calibro di Microsoft e Apple, figuriamoci per un gruppo di piccoli sviluppatori indipendenti.

OpenZFS