Payments Global Partner Program Amazon, mossa per schiacciare Paypal (ed Apple Pay)

Amazon Payments Global Partner Program è il nuovo guanto di sfida lanciato da Amazon verso Paypal, Apple e altri operatori del settore: un nuovo sistema di pagamento integrato con le piattaforme e-commerce.

pay with amazon

Amazon ha annunciato il lancio di Amazon Payments Global Partner Program, nuovo servizio che farà diretta concorrenza a Paypal, numero uno nel mercato dei servizi di pagamento online.

Lo scopo di Amazon Payments Global Partner Program è, più o meno, lo stesso di Paypal: presentare un sistema per il pagamento che le piattaforme e-commerce potranno facilmente integrare nei loro siti così da raccogliere denaro a ricompensa di vendite o attività a beneficio dei clienti. Attualmente è già possibile integrare in un sito Amazon Payments, ma grazie al nuovo Amazon Payments Global Partner Program sarà possibile avere nuovi servizi come Shopify, PrestaShop. In alcuni casi i partner potrebbero sfruttare operazioni di comarketing promosse da Amazon ed essere elencati in pagine ad hoc che darebbero maggior visibilità di negozi stessi. I servizi e vantaggi specifici saranno determinati in base allo stato del partner, che rientrerà in tre possibili livelli: Premier Partner, Certified Partner e Certified Developer.

Il vantaggio sarebbe quello di poter sfruttare fin da subito i milioni di utenti iscritti ad Amazon che hanno già abilitato i pagamenti acquistando su Amazon: chi acquisterà sui siti di e-commerce che aderiscono a Amazon Payments Global Partner Program non dovrebbe nè registrarsi nè dare nuovamente la sua carta di credito. Tutto sarebbe processato mediante l’account Amazon.

Con questa mossa è evidente la volontà di Amazon di alzare il livello di competitività non solo nei confronti del menzionato Paypal, ad oggi il principale fornitore di servizi di pagamento online, ma anche con altri attori, come Visa e Apple Pay stessa, conquistando nuove quote di mercato e la fiducia degli utenti.

Il programma Amazon è attualmente accessibile solo su invito negli Stati Uniti, in Germania, nel Regno Unito e in Giappone. Per l’Italia ci sarà come sempre da attendere.

 

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