Il formato da 27 pollici continua ad avere molto senso per chi lavora con fotografia, grafica e video e preferisce qualità del pannello e ingombro contenuto sulla scrivania. ASUS ProArt PA279CDV aggiunge alla formula un QD-OLED 4K a 120 Hz, USB-C da 96 W e KVM integrato, con una combinazione particolarmente interessante anche per chi usa un MacBook.
Il mercato dei monitor professionali si sta progressivamente spostando verso diagonali da 32 pollici, ma i 27 pollici rimangono una misura equilibrata per molti studi e postazioni domestiche. Soprattutto quando il pannello offre caratteristiche che vanno oltre la semplice dimensione.
Il nuovo ASUS ProArt PA279CDV segue proprio questa strada. La diagonale effettivamente visibile è di 26,5 pollici, con risoluzione 4K, tecnologia QD-OLED e frequenza di aggiornamento fino a 120 Hz.
Una combinazione che durante la prova gli ha permesso di passare con naturalezza da Illustrator e Photoshop ai documenti, dai video ai giochi, mantenendo come punto fermo un’elevata qualità dell’immagine.
Stessa famiglia, obiettivi diversi
A prima vista ASUS ProArt PA279CDV, per forma e impostazione estetica, ricorda molto il ProArt Display 5K PA27JCV che abbiamo già provato.
Le caratteristiche tecniche e, di conseguenza, il pubblico di riferimento sono però differenti. Il PA27JCV punta sulla risoluzione 5K, particolarmente adatta alla densità dell’interfaccia di macOS; il PA279CDV scende a 4K ma risponde con un pannello QD-OLED e soprattutto con un refresh fino a 120 Hz.
Chi lavora prevalentemente con testi e grafica statica può quindi apprezzare maggiormente la densità del 5K. Il PA279CDV mette sul piatto neri, contrasto, tempi di risposta e fluidità che diventano più evidenti con video, animazioni e giochi.

Fuori dalla scatola
ASUS ProArt PA279CDV arriva nella consueta scatola di cartone nero, con all’interno i componenti necessari per il montaggio. L’operazione è semplice anche per chi non ha particolare esperienza, aiutata dalle indicazioni presenti nella confezione.
Il pannello è accompagnato dal piede in metallo e dal supporto. Nella confezione trovano posto anche un cavo DisplayPort, un cavo USB-C, il cavo di alimentazione e la documentazione, compreso il rapporto relativo alla calibrazione.
L’alimentatore è interno, soluzione comoda perché evita di dover sistemare un ulteriore trasformatore sotto o sopra la scrivania.
Le dimensioni dell’ASUS ProArt PA279CDV sono 61,21 × 52,58 × 20,21 cm, per un peso di 5,6 kg con supporto; senza supporto diventano 61,21 × 36,09 × 3,98 cm, per 3,6 kg.
Il look è sobrio: al supporto grigio neutro si abbina un pannello nero opaco, dalle cornici fino alla parte posteriore, dove trova posto il grande logo ProArt nero lucido. Il risultato è un monitor che può rimanere a vista anche in un ufficio o su una scrivania domestica posizionata al centro della stanza.
I comandi hardware si trovano sul lato destro del pannello e comprendono diversi pulsanti e un joystick per muoversi nei menu.

Connessioni, tutto quello che serve
Nella parte posteriore si trovano due DisplayPort 1.4 DSC con supporto al collegamento in cascata, una HDMI 2.1, una USB-C completa per video e dati, una USB-C per l’hub, tre USB-A, una ulteriore USB-C dedicata al segnale del KVM e il jack per le cuffie.
La disposizione e soprattutto il funzionamento delle varie USB-C non sono immediatamente evidenti, ma dopo alcune prove la logica risulta piuttosto semplice.
La USB-C principale è quella da utilizzare per il collegamento diretto al computer: trasporta il segnale video 4K fino a 120 Hz, i dati dell’hub e contemporaneamente può alimentare un portatile fino a 96 W.

Con gran parte dei MacBook e dei notebook Windows significa poter lasciare l’alimentatore nella borsa: un unico cavo gestisce immagine, dati, periferiche e alimentazione.
La USB-C dell’hub può invece essere utilizzata per memorie e altre periferiche, analogamente alle USB-A, mentre il collegamento USB dedicato al KVM consente di associare le periferiche a un secondo computer collegato tramite HDMI o DisplayPort.
Nella nostra configurazione abbiamo collegato un Mac via USB-C e un PC tramite HDMI, aggiungendo il collegamento USB necessario per il secondo computer. Mouse, tastiera e webcam erano inseriti direttamente nelle porte USB del monitor.

Due computer, una tastiera e un mouse
In questa configurazione il selettore video funziona anche come KVM: passando dal Mac al PC vengono commutati automaticamente anche mouse, tastiera e webcam.
È una soluzione particolarmente comoda quando sulla stessa scrivania convivono un computer personale e uno aziendale oppure, come nel nostro caso, Mac e PC.
Il monitor supporta inoltre le funzioni PiP e PbP per mostrare contemporaneamente due sorgenti. Su un pannello da 27” lo spazio limita inevitabilmente l’utilità di questa possibilità, ma può essere interessante nelle sale monitor, per la videosorveglianza o per alcune postazioni tecniche.
Per chi utilizza un solo computer la scelta più semplice rimane USB-C, perché riunisce video, dati, periferiche e alimentazione in un unico cavo.

Il QD-OLED è il vero punto di forza
Costruzione e collegamenti sono importanti, ma è il pannello a definire maggiormente il carattere di ASUS ProArt PA279CDV.
Il monitor utilizza un QD-OLED 4K da 3840 × 2160 pixel, con una densità di 166 PPI, contrasto dichiarato di 1.500.000:1, profondità colore a 10 bit e tempo di risposta di 0,1 ms.
I vantaggi rispetto a un classico LCD diventano particolarmente evidenti nella profondità dei neri, nel contrasto e nella rapidità di risposta. Aspetti che si apprezzano nel lavoro fotografico e video, ma anche nei contenuti HDR e nei giochi.
Sul fronte della luminosità ASUS dichiara 250 nit tipici in SDR e un picco HDR fino a 1.000 nit. Quest’ultimo valore viene però raggiunto su un’area pari al 3% dello schermo e non va quindi interpretato come luminosità disponibile sull’intero pannello.
Con contenuti HDR il risultato è comunque molto piacevole. Abbiamo apprezzato in particolare alcuni episodi molto scuri della serie Silo su Apple TV, spesso ambientati in penombra o in interni: i neri profondi e la buona separazione delle tonalità più scure permettono di mantenere leggibili particolari che su pannelli meno efficaci possono andare persi.

Nell’uso SDR, quello delle pagine web, dei documenti Office, dei social e di gran parte dei video online, la luminosità è buona ma meno appariscente. In un ambiente normale i 250 nit tipici sono sufficienti; in una stanza molto luminosa o con riflessi diretti avremmo apprezzato qualcosa in più.
Come su tutti gli OLED utilizzati per molte ore con elementi statici, va inoltre considerato il possibile rischio di burn-in. ASUS integra diverse funzioni OLED Care, tra cui screen saver e protezioni degli elementi statici, oltre a un sensore di prossimità che può ridurre la luminosità quando l’utente si allontana. La garanzia dichiarata è di tre anni e comprende anche il burn-in del pannello.
Colori, qui il nome ProArt ha un significato
Dal punto di vista cromatico siamo su standard elevati e coerenti con il posizionamento ProArt. ASUS dichiara una copertura del 100% sRGB, 100% Rec.709 e 99% DCI-P3, oltre a una precisione cromatica Delta E inferiore a 1,5 e calibrazione effettuata in fabbrica.
Per fotografia, disegno, impaginazione, montaggio e altre attività in cui la fedeltà del colore è importante, sono caratteristiche che rendono il PA279CDV adatto sia a un pubblico prosumer sia a numerosi impieghi professionali.
Con il Mac c’è una modalità dedicata
Installando ASUS DisplayWidget Center, disponibile anche per macOS, la gestione del monitor diventa più comoda perché molte delle regolazioni normalmente presenti nel menu OSD possono essere effettuate direttamente con mouse e tastiera.
La modalità M Model-P3 è pensata specificamente per avvicinare la resa cromatica del ProArt a quella dei display dei Mac. Nella nostra prova con un MacBook Pro M3 Pro la corrispondenza appariva molto buona, pur rimanendo naturalmente due pannelli differenti.
Con una tastiera Apple o compatibile è possibile anche utilizzare i tasti dedicati per controllare la luminosità del monitor, a condizione che il puntatore si trovi sul display ProArt.
I 120 Hz si sentono anche fuori dai giochi
Uno degli aspetti che ci ha convinto maggiormente è la possibilità di utilizzare il pannello fino a 120 Hz. È una differenza importante rispetto al ProArt Display 5K PA27JCV, che offre una risoluzione superiore ma si ferma a 60 Hz.
Con 120 Hz i giochi diventano più fluidi, ma la differenza si nota anche durante il normale utilizzo del computer: scorrimento delle pagine, animazioni dell’interfaccia, spostamento delle finestre e timeline video risultano più continui.
Non è una caratteristica indispensabile per ogni lavoro professionale, ma chi passa molte ore davanti allo schermo può apprezzarla facilmente. Dopo essersi abituati a un refresh più elevato, il ritorno ai tradizionali 60 Hz diventa abbastanza evidente.
La frequenza variabile amplia ulteriormente la versatilità del monitor per chi alterna produzione video, animazioni, lavoro quotidiano e gioco sulla stessa postazione.
Con il Mac, 4K e 5K hanno vantaggi differenti
Per l’utente Mac c’è però un compromesso da considerare. Su un pannello da 27 pollici, la risoluzione 5K offre una densità di circa 218 PPI, molto vicina a quella utilizzata dai display Retina desktop di Apple, e consente di ottenere un’area di lavoro equivalente a 2560 × 1440 pixel con elevata definizione.
ASUS ProArt PA279CDV è invece un 4K da 166 PPI. macOS permette di utilizzare diverse risoluzioni scalate e sui Mac recenti il funzionamento è fluido, ma la densità e la resa dell’interfaccia non coincidono con quelle di un pannello 5K.
Il confronto con il PA27JCV diventa quindi soprattutto una questione di priorità: 5K e maggiore densità per testo e interfaccia, oppure QD-OLED e 120 Hz per contrasto, movimento e versatilità.
Vale la pena provare le diverse risoluzioni disponibili in macOS per trovare il compromesso più adatto tra dimensioni dell’interfaccia e spazio di lavoro. Eviteremmo invece di interpretare il normale scaling di un 4K come un problema generalizzato di prestazioni: sui Mac Apple Silicon recenti, nell’uso quotidiano, non è questo l’aspetto che dovrebbe guidare la scelta.
Consumi
Prestazioni e pannello OLED hanno anche un aspetto da mettere nel conto: ASUS ProArt PA279CDV rientra nella classe energetica F.
Per un utilizzo domestico di poche ore al giorno il dato può avere un peso relativo; in uno studio o su una postazione che rimane accesa per otto o più ore quotidiane merita invece di essere considerato insieme al prezzo d’acquisto.
Conclusioni
ASUS ProArt PA279CDV mostra le sue qualità soprattutto quando sulla stessa postazione convivono attività differenti.
La copertura degli spazi colore, il QD-OLED, il refresh fino a 120 Hz e la disponibilità di porte permettono di utilizzarlo efficacemente sia con un singolo computer sia in una configurazione mista Mac e PC.
Nel corso della prova siamo passati dalla correzione di immagini in Lightroom alla gestione di documenti e fogli Excel, dal montaggio video a qualche sessione di gioco. Alla sera, contrasto dell’OLED e resa HDR permettono inoltre di sfruttarlo bene anche per film e serie TV.
Questa versatilità è probabilmente uno dei suoi punti di forza principali. Chi cerca soprattutto la massima densità dell’interfaccia su macOS può trovare più interessante un 27” 5K; chi alterna grafica, fotografia, video, produttività e intrattenimento trova nel PA279CDV un equilibrio differente, nel quale QD-OLED e 120 Hz hanno un peso maggiore.
Il prezzo rimane elevato per un monitor da 27”, ma va confrontato con la qualità del pannello e con una dotazione che comprende KVM automatico, hub USB, alimentazione USB-C fino a 96 W e numerose possibilità di collegamento.
Pro
- Eccellente qualità dell’immagine
- Pannello QD-OLED 4K
- Refresh fino a 120 Hz
- 99% DCI-P3 e Delta E < 1,5
- USB-C con alimentazione fino a 96 W
- KVM automatico e hub USB
- Buona integrazione con Mac
- Tre anni di garanzia, burn-in compreso
Contro
- Prezzo elevato per un 27”
- Su Mac il 4K non offre la densità di un 5K
- Luminosità SDR sufficiente ma non particolarmente elevata
- Classe energetica F
Prezzo e disponibilità
ASUS ProArt PA279CDV è disponibile attraverso il sito italiano ASUS.
Al momento della nostra verifica si trova anche su Amazon.it a un prezzo nell’ordine dei 744 euro, soggetto naturalmente alle normali variazioni del negozio online.





























