L’iPhone 17e nasce per sciogliere i molti dubbi suscitati dal suo predecessore che non aveva convinto per varie ragioni.

Il principale stava nel fatto iPhone 16e era un dispositivo difficile da collocare in un punto preciso dell’offerta. Troppo limitato per chi cercava un iPhone aggiornato, troppo costoso per essere una scelta da abbracciare per ragioni economiche. In più in esso mancavano anche elementi ormai centrali nell’esperienza Apple, come MagSafe. Il risultato era un prodotto destinato chea non si capiva chi potesse davvero interessare.

Con iPhone 17e Apple prova a correggere il tiro. Migliora alcuni degli aspetti più criticati e prova a riposizionarlo come il modello più accessibile per entrare nell’ecosistema iPhone.

Ma il dubbio resta lo stesso di un anno fa, già emerso nella recensione di iPhone 16e: questo iPhone “low cost” ha finalmente una sua identità e di conseguenza un pubblico?

Costruzione e design: nessuna novità, buona novità

Se dovessimo giudicare dall’aspetto, iPhone 17e non partirebbe nella missione col piede giusto, non per la qualità costruttiva o per il design, ma perché è praticamente impossibile distinguerlo da iPhone 16e.

Dimensioni, linee e colori restano gli stessi, a meno di scegliere la nuova variante rosa: una tinta pastello che definiremmo rosa polvere, che ci pare riuscita. Un colore che a seconda del riflesso della e della temperatura della luce appare rosa tenue oppure un bianco appena sfumato, perfetto per il pubblico femminile.

La struttura resta quella già vista: cornice in alluminio con vetro frontale e posteriore con costruzione solida e curata, come da tradizione Apple.

Sul fronte dei materiali l’unica novità è Ceramic Shield 2 utilizzato per il vetro frontale. Apple ne sottolinea la maggiore resistenza ai graffi e, per quanto possiamo giudicare dalla nostra esperienza, sembra sia proprio così.

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Il bordo in alluminio di iPhone 17e

Da molti mesi utilizziamo infatti un iPhone 17 Pro con Ceramic Shield 2 senza alcuna protezione e pur senza avere particolari cure nel metterlo in tasca non abbiamo notato segni evidenti di graffi sullo schermo. iPhone 17 Pro ha anche resistito brillantemente ad un paio di cadute faccia in giù. Se la qualità del materiale è la stessa, e non vediamo perchè non debba esserlo, anche sul nuovo modello c’è da apprezzare il suo utilizzo.

Per il resto il design resta quello già visto: porta USB-C limitata alla velocità USB 2.0 (480 Mbps), tasto Azione sul lato e lo stesso display da 6,1 pollici, oggi il più piccolo di tutta la gamma.

Manca il tasto controllo fotocamera, ma mancano anche tutte le sue complicazioni ed arzigogoli già poco comprensibili e utili per iPhone ben più evoluti di iPhone 17e nel modulo fotografico. Immaginiamo quindi che nessuno deciderà di non comprarlo per questa ragione.

Lo schermo che ci prova

Parlando di display, iPhone 17e utilizza uno schermo Super Retina XDR OLED da 6,1 pollici con risoluzione di 2532×1170 pixel e densità di 460 ppi.

La qualità cromatica è molto buona, con colori vivaci ma equilibrati. La luminosità dichiarata resta invariata rispetto al modello precedente: 800 nit tipici e fino a 1200 nit di picco HDR; non siamo quindi al livello degli iPhone 17 (anzi siamo ben distanti…) ma si tratta comunque di valori che consentono una buona leggibilità anche all’aperto.

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La differenza di luminosità di iPhone 17e con iPhone 17 è importante

Vetro anti riflesso

Di fatto si tratta dello stesso pannello utilizzato su iPhone 16e, con due differenze. La prima è il vetro Ceramic Shield 2, già citato, che migliora la resistenza, la seconda è un nuovo trattamento antiriflesso a sette strati che dovrebbe migliorare la leggibilità del display in condizioni di luce difficile.

Non è però facile quantificare quanto questo intervento incida realmente, perché al momento non abbiamo a disposizione un iPhone 16e per un confronto diretto. Rispetto ad un iPhone 17 che ha lo stesso trattamento, non troviamo differenze.

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Effetto del trattamento antiriflesso 17e

I 60 Hz iniziano ad essere un problema

Resta il limite del refresh rate fermo a 60 Hz con notch. La scelta rientra nella logica di segmentazione della gamma (Apple evidentemente vuole che la differenza rispetto a iPhone 17 sia immediatamente percepibile) ma se lo scorso anno ci siamo astenuti dal criticare questa tecnologia, oggi la scelta è più difficile da difendere anche su questa fascia di prezzo.

Non solo modelli Android come Galaxy A55 o Pixel 10a offrono già pannelli a 120 Hz, ma tutta la gamma iPhone 17 (base, Air, Pro e Pro Max) è ormai passata a ProMotion con refresh adattivo, Always-On Display e Dynamic Island. iPhone 17e resta invece legato a un’impostazione che, nella sostanza, risale ancora al design introdotto con iPhone X.

Il discorso non sta però tanto in questa questione, ma negli effetti pratici del limite dei 60 Hz.

Il primo è che l’assenza del pannello ProMotion capace di scendere a frequenze molto basse rende impossibile implementare l’Always-On Display, che sugli altri iPhone 17 permette di visualizzare notifiche, widget e Live Activities senza accendere lo schermo.

Il secondo è una conseguenza del refresh rate dimezzato.  L’interfaccia meno fluida  fornisce l’idea di un telefono più lento di quello che è nella realtà, sminuendo le qualità di un hardware che è largamente superiore al resto degli Android.

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iPhone 17e (a sinistra) ha il notch; a confronto con iPhone (a destra)

La Dynamic Island non c’è

Infine, sempre parlando di limiti sullo schermo, iPhone 17e non ha la Dynamic Island ma il notch che sottrae spazio alla superficie utile del display e soprattutto impedisce alcune utili funzioni delle applicazioni che sfruttano la Dynamic Island.

In tutti i casi non si tratta di limiti di enorme portata, ma non possono non finire nel conto quando si andrà ad esprimere un giudizio complessivo e nel rapporto qualità-prezzo del dispositivo.

Il MagSafe finalmente

Se giriamo il telefono sul retro troviamo una delle correzioni più importanti rispetto al passato. Apple ha abbandonato la scelta, molto più difficile da giustificare dello schermo a 60 Hz, di non dotare iPhone 16e di MagSafe.

Nel 2025 Apple si era messa in testa, chissà perchè, che fosse possibile proporre un iPhone nuovo a prezzo pieno senza una delle tecnologie più riconoscibili della piattaforma, finendo nel mirino di chi (noi compresi) pensava che invece che fosse assurdo non avere anche a questa fascia di prezzo una fuzione tanto distintiva quanto utilizzata dai produttori di accessori. Con iPhone 17e questo limite scompare.

Sul nuovo modello troviamo così sia l’aggancio magnetico sia la ricarica wireless fino a 15 W, che raddoppia le prestazioni rispetto ai 7,5 W Qi del predecessore. Il vantaggio non riguarda soltanto la velocità di ricarica, che passa da una soluzione lenta a qualcosa di finalmente pratico anche per ricariche brevi, ma soprattutto l’accesso all’ecosistema magnetico di cui dicevamo sopra.

MagSafe non è infatti soltanto un modo diverso di ricaricare il telefono. Significa anche basi da comodino che si allineano automaticamente con funzione StandBy, supporti da auto che tengono lo smartphone stabile anche in movimento, power bank magnetici che restano agganciati mentre si usa il dispositivo e accessori come porta carte di credito, grip fotografici o PopSocket che si applicano e si rimuovono in pochi secondi.

Memoria più generosa da 256 GB

Un altro nervo scoperto di iPhone 16e era il taglio base da 128 GB. Non eravamo, in senso stretto, di fronte ad un vero disastro: per molti utenti quella capacità può anche bastare.

Il problema era il contesto: Apple andava a proporre un telefono da 729 euro, prezzo che lo collocava nella fascia premium dello scenario globale, con una capacità tipica di smartphone di fascia molto più bassa.

Il risultato era la tentazione a salire a 256 GB su 16e ma questo portava il prezzo pericolosamente vicino a quello di iPhone 16, che offriva Dynamic Island e una fotocamera decisamente superiore.

Con iPhone 17e Apple cambia finalmente approccio: il modello base parte da 256 GB, mantenendo lo stesso prezzo di listino. In pratica si raddoppia lo spazio disponibile per librerie di foto e video, download delle app di streaming come Netflix o Spotify, giochi moderni che possono pesare anche 5-10 GB ciascuno. Si offre anche spazio ad un sistema operativo che ogni anno diventa sempre più ingombrante.

La fotocamera zoppica

Se ci si concentra sulle fotografie su iPhone 17e cominciamo col dire che il low cost Apple fa buone foto. Come accadeva già con 16e, la resa degli scatti è piacevole. I colori sono brillanti, l’esposizione è sempre centrata, la messa a fuoco è rapida e precisa e l’HDR mantiene un buon equilibrio senza trasformare i cieli in immagini eccessivamente elaborate.

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iPhone 17 ha due fotocamere con grandangolo; iPhone 17 una sola fotocamera

Arrivano anche i ritratti di nuova generazione, uno dei pochi miglioramenti tecnici rispetto a 16e. Lo scontorno dei soggetti è più preciso, il bokeh è regolabile e il sistema riconosce anche soggetti non umani. Nelle scene notturne il rumore resta sotto controllo e il risultato è generalmente convincente.

Su iPhone 17e non ci sono gli Stili fotografici di seconda generazione, che dovrebbero offrire una resa più naturale e una maggiore possibilità di personalizzazione. Non li abbiamo mai considerati una funzione particolarmente determinante fin dal loro debutto con iPhone 16 e continuiamo a non considerarli tali, quindi diremmo “pazienza”.

Fin qui, però, parliamo del classico punta e scatta. Più di un problema emerge quando si passa dalla qualità della singola foto alla flessibilità del sistema fotografico.

Apple ci propone un telefono con due modalità di ripresa: il grandangolo da 48 megapixel e lo zoom 2x da 12 megapixel. Intorno a questa soluzione l’azienda costruisce il solito racconto di marketing del sistema “due in uno”, lasciando intendere che ci siano due focali qualitativamente equivalenti dietro la stessa lente.

In realtà così non è. Il funzionamento è  infatti identico a quello già visto su iPhone 16e: lo zoom 2x è ottenuto semplicemente ritagliando la parte centrale del sensore principale un compromesso che degrada in vari modi la qualità dell’immagine.

Il crop utilizza infatti una porzione più piccola del sensore e quindi riceve meno luce, con il risultato di avere più rumore nelle foto con scarsa luce e immagini senza effetto profondità. Non c’è una stabilizzazione ottica dedicata per quella lunghezza focale, il dettaglio ai bordi cala e l’apertura equivalente diventa di fatto f/2.4, con uno sfocato meno naturale.

Infine, a causa del ritaglio, la foto è da 12 megapixel e non da 24 (o 48) megapixel come lo scatto sul formato nativo del sensore.

Va detto che lo stesso meccanismo è utilizzato anche su iPhone 17. La differenza è che lì il sensore è più grande ed i pixel sono più grandi, quindi la qualità dello zoom ottenuto tramite ritaglio resta superiore come potete vedere dalle foto sopra.

Il vero limite di iPhone 17e, però, è un altro: l’assenza della fotocamera ultra-grandangolare.

Senza il sensore da 13 mm f/2.2 con campo visivo di 120°, presente su iPhone 17, molte situazioni di scatto diventano semplicemente più difficili se non impossibili. Per fotografare una tavolata, un gruppo di amici o un ambiente ampio, un’architettura bisogna indietreggiare, oppure accettare che una parte della scena resti fuori dall’inquadratura.

Sotto il profilo della fotografia era questo il limite più evidente di iPhone 16e e resta anche su iPhone 17e rappresentando un handicap molto più del sensore leggermente più piccolo o dello zoom 2x “quasi ottico”, che ottico in realtà non è.

Fotocamera frontale: quel che serve nè più nè meno

La TrueDepth da 12 MP f/1.9 di iPhone 17e è sostanzialmente identica a quella di 16e: autofocus, apertura adeguata e registrazione 4K HDR fino a 60 fps, più che sufficienti per videochiamate fluide e selfie di buona qualità.

Nell’uso quotidiano la resa soddisfa: colori fedeli, buon dettaglio con luce favorevole e HDR discreto in controluce. La stabilizzazione digitale è sufficiente per vlog improvvisati o videochiamate FaceTime senza tremolii evidenti, mentre Face ID continua a funzionare in modo impeccabile anche al buio.

Rispetto a iPhone 17 perde però alcune funzioni aggiuntive, come la rotazione automatica portrait/landscape utile per le foto di gruppo e alcune raffinatezze software come Center Stage dinamico

Cade anche il grandangolo frontale con inquadratura ampia e lo sfocato. Si tratta di cose che possono apparire superflue ma che quando le si sperimenta diventano molto comode.

Intendiamoci: la fotocamera frontale fa quello che deve fare: un buon tuttofare per social e videochiamate, ma solo per chi non ha particolari ambizioni creative.

Video: più di quel che serve

Sul video non vale la pena spendere troppe parole. Per un dispositivo di questa fascia e per il suo pubblico di riferimento c’è molto più di quello che serve.

iPhone 17e registra 4K HDR Dolby Vision fino a 60 fps – esattamente come 16e – con stabilizzazione ottica sulla fotocamera principale e digitale su quella frontale. Non mancano slow motion in 1080p a 120 e 240 fps, zoom audio, registrazione audio spaziale e stereo e riduzione del rumore del vento.

I risultati sono ottimi per l’uso quotidiano: vlog stabili, videochiamate FaceTime pulite, clip social fluide, con la resa colore e HDR tipica di Apple e un microfono che rimane chiaro anche all’aperto.

Mancano solo alcune sofisticazioni poco utili nell’uso comune. Non ci sono Action Mode per la stabilizzazione nelle riprese in movimento, la Cinematic Mode più evoluta, il Dual Capture con ripresa simultanea da fotocamera frontale e posteriore, il video spaziale 3D o la macro video. Il sensore più piccolo rispetto a iPhone 17 produce anche un po’ più rumore nelle scene difficili. Infine la mancanza dell’ultra-grandangolo limita la versatilità in alcune situazioni.

Ma nel contesto reale d’uso è difficile immaginare molti TikToker o Instagrammer “non pro” disperarsi per questo: per la grande maggioranza dei contenuti social, iPhone 17e offre già tutto quello che serve.

Processore potenza controllata

Sotto il cofano di iPhone 17e troviamo lo stesso A19 di iPhone 17, ma con una piccola ma importante differenza: è una versione leggermente ridotta, con GPU a 4 core invece dei 5 core del modello base. Dal punto di vista tecnico il chip resta comunque molto avanzato: è prodotto con il processo N3P, evoluzione più efficiente del precedente N3E, gira a 4,26 GHz e dispone di una bandwidth di memoria di 68 GB/s.

Guardando ai numeri, il confronto con iPhone 16e mostra miglioramenti piuttosto limitati sul lato CPU. Nei test Geekbench 6 iPhone 17e segna circa 3679 punti in single-core (introno al 7% in più rispetto ai 3424 del 16e) e 9188 in multi-core, con un incremento di circa il 10% rispetto ai 8314 del predecessore. C’è invece un buon salto nella grafica: nel test Metal GPU iPhone 17e arriva a 31.163 punti, contro i 23.895 di iPhone 16e; qui il miglioramento è di circa il 30%.

Se il confronto si sposta su iPhone 17, la situazione cambia: la CPU resta praticamente identica, mentre la GPU da 4 core del 17e paga un divario che oscilla tra il 16 e il 20% rispetto ai circa 37.000 punti Metal del modello superiore.

Rispetto ad iPhone 16e (score di 23.872) iPhone 17e vince invece di un buon 25% circa.

Quel che conta è che nell’uso pratico le differenze tra iPhone 17 e iPhone 17e si vedono poco o nulla. Usando iPhone 17e fianco a fianco con iPhone 17 e in molti casi anche accanto a iPhone 17 Pro, la sensazione di velocità è praticamente la stessa.

Aprire applicazioni, scorrere i social, modificare foto o guardare video non mette mai in difficoltà il telefono. Safari con decine di schede aperte resta scattante, il multitasking scorre senza intoppi e anche le funzioni di Apple Intelligence rispondono rapidamente: strumenti come Cleanup lavorano in pochi secondi e Image Playground, per quel che serve (poco) fa quel che deve. Tutto questo depone a favore di un futuro in cui queste prestazioni saranno al servizio dell’Intelligenza Arificiale.

La differenza emerge solo nella gestione della grafica più pesante. Giochi complessi, rendering 3D o applicazioni che sfruttano molto la GPU riusciranno a mettere in evidenza il vantaggio del chip completo di iPhone 17.

Ma parliamo di scenari che riguardano una minoranza di utenti e di differenze che alla fine non sono clamorose come dimostra il test in 3DMark.

Del resto in Wild Life Extreme le prestazioni sono del tutto paragonabili a quelle del ben più costoso iPhone Air, penalizzato dalla maggior difficoltà nella dissipazione del calore.

 

Da notare anche che, come si vede dai test di Apsi Bench, sotto carico la CPU di iPhone 17e perde meno potenza di quella di iPhone 17. Questo significa che in uso prolungato la differenza di prestazioni già ridotta si riduce ulteriormente quasi ad azzerarsi.

In definitiva, per la stragrande maggioranza delle persone le prestazioni di iPhone 17e sono più che adeguate e perfettamente allineate a quelle di iPhone 17 nell’uso reale. Solo chi lavora con contenuti grafici complessi o chi gioca in modo intensivo potrebbe percepire il limite della GPU ridotta.

Rispetto ad A18 di iPhone 16e, però, il punto più importante non è tanto il guadagno immediato quanto la prospettiva nel tempo. Partire con A19, cioè con la stessa generazione di chip dei modelli principali, significa avere un telefono allineato al presente della piattaforma Apple.

Autonomia che sorprende

L’autonomia di iPhone 17e è ottima e, nell’uso quotidiano, non appare molto diversa da quella di iPhone 17 Pro, che utilizziamo ogni giorno come riferimento. È un risultato interessante anche se è vero che il modello Pro dispone di un processore più potente, di uno schermo più luminoso e di diverse funzioni aggiuntive che qui non sono presenti che, almeno in teoria, dovrebbero incidere sui consumi.

Apple, come spesso accade, non comunica la capacità della batteria né fornisce valori facilmente confrontabili con quelli di altri produttori. L’azienda si limita a indicare scenari d’uso, parlando di riproduzione video fino a 26 ore e riproduzione video in streaming fino a 21 ore, numeri un po’ aleatori e che disegnano un quadro fumoso peraltro, identico a quello dichiarato per iPhone 16e. Se però si guarda alle etichette energetiche europee, che applicano criteri standardizzati, emerge un quadro più preciso e leggermente diverso.

iPhone 17e ottiene una classe energetica A contro la B del 16e e nel ciclo di utilizzo standard viene accreditato di 45 ore di autonomia. È un valore superiore non solo alle 42 ore di iPhone 16e, ma anche alle 40 ore di iPhone Air e alle 41 ore di iPhone 17.

Si tratta di differenze che nella vita reale sono difficili da quantificare con precisione, perché il comportamento della batteria dipende da moltissimi fattori come rete, luminosità dello schermo, applicazioni utilizzate, ma che indicano comunque un miglioramento nell’efficienza energetica del modello.

Nella pratica il comportamento della batteria del 17e resta molto convincente e permette di affrontare senza difficoltà una giornata piena di utilizzo, anche con attività impegnative come navigazione, streaming musicale, foto e video.

Con un uso più moderato si arriva facilmente a sera con una quota residua significativa e, in alcune situazioni, non è impossibile spingersi fino al secondo giorno.

Sul fronte della ricarica a cavo iPhone 17e mantiene prestazioni sostanzialmente identiche a quelle di iPhone 16e, mentre i modelli superiori della stessa generazione, iPhone 17 e iPhone 17 Pro, hanno fatto un passo avanti con tempi di ricarica più rapidi che toccano di 37W di picco quando invece iPhone 17e resta a 25/27.

È una differenza che sulla carta può sembrare ininfluente, ma nell’uso quotidiano diventa importante quando si ha bisogno di recuperare energia rapidamente prima di uscire o durante una pausa breve.

Connettività e modem

Tra le differenze meno visibili ma tecnicamente interessanti tra iPhone 16e e iPhone 17e c’è anche l’evoluzione della connettività cellulare. Il nuovo modello utilizza il modem Apple C1X, una revisione del C1 introdotto con il 16e. Apple non ha diffuso un’analisi tecnica completa delle differenze tra C1 e C1X, ma ha indicato che la nuova versione del modem è progettata per lavorare in modo più efficiente con il chip A19 e offrire prestazioni radio migliori.

È plausibile che proprio questa evoluzione sia una delle ragioni del miglior punteggio energetico rilevato dalle etichette europee, che assegnano a iPhone 17e una classe A contro la B del modello precedente e certificano un’autonomia di 45 ore invece delle 41 di iPhone 16e.

Quando lo si mette alla prova nelle comunicazioni cellulari, iPhone 17e non delude: l’aggancio è rapido, non ci sono cadute di comunicazione e le prestazioni nei dati mobili è al pari degli altri modelli che abbiamo provato.

A differenza del resto della gamma iPhone 17, il 17e non integra il nuovo chip di connettività N1, che nei modelli superiori gestisce Wi-Fi, Bluetooth e altre comunicazioni a corto raggio. Nella pratica quotidiana questa assenza ha conseguenze piuttosto limitate

Più evidente è invece l’assenza del chip Ultra Wideband, presente sugli altri iPhone della stessa generazione. Senza questo componente non sono disponibili alcune funzioni di posizionamento di precisione, come la localizzazione direzionale degli AirTag o altre interazioni spaziali tra dispositivi Apple vicini.

Nella maggior parte dei casi si tratta di limitazioni marginali — gli AirTag continuano comunque a funzionare tramite la rete Dov’è — ma se ne deve tenere conto quando si acquista l’ultima versione di Airtag.

iPhone 17e iPhone 16e iPhone 16 iPhone 17
Colori Bianco, nero, rosa Bianco, nero Blu scuro, verde acqua, rosa, bianco, nero Nero, bianco, salvia, azzurro, lavanda
Vetro frontale Ceramic Shield 2 Ceramic Shield Ceramic Shield Ceramic Shield 2
Display 6,1″ OLED, 60 Hz 6,1″ OLED, 60 Hz 6,1″ OLED, 60 Hz 6,3″ OLED LTPO, 120 Hz
Dynamic Island No (notch) No (notch) Sì Sì
Schermo Always-On No No No Sì
Fotocamera anteriore 12 MP 12 MP 12 MP 18 MP Center Stage
Fotocamera posteriore 48 MP + zoom 2x 48 MP 48 + 12 MP 48 + ultra-wide
Processore A19 (GPU 4 core) A18 A18 A19
RAM 8 GB 8 GB 8 GB 8 GB
Memoria 256 / 512 GB 128 / 256 / 512 GB 128 / 256 / 512 GB 256 / 512 GB
MagSafe Sì No Sì Sì
Autonomia (EPREL) 45 ore 41 ore 37 ore 41 ore
Ricarica veloce 50% in 30 min 50% in 30 min (20W) 50% in 30 min (20W) 50% in 20 min (40W)

 

Conclusioni

iPhone 17e è un telefono con compromessi evidenti. Lo schermo a 60 Hz e un sistema fotografico limitato ricordano chiaramente che si tratta del modello di ingresso della gamma.

Allo stesso tempo, però, grazie alla correzione di alcune scelte di iPhone 16e, a partire dall’assenza di MagSafe e dal passaggio ai 256 GB di memoria base, il nuovo modello è tecnicamente più sensato del suo predecessore.

Resta però poco chiara la scelta di posizionamento. Non tanto perché non compete con gli entry level Android, ma perché iPhone 17e, oggi più di ieri, si colloca in una fascia di prezzo che lo mette in difficoltà nel confronto con modelli superiori.

Se è vero che resta lo scalino di circa 270 euro rispetto a iPhone 17, è anche vero che iPhone 17 ha fatto molti più passi avanti rispetto a iPhone 16 di quanti ne abbia fatti iPhone 17e rispetto a iPhone 16e. Quindi quella differenza di prezzo appare oggi più giustificata dello scorso anno.

Di fatto la presenza di un iPhone 17 così competitivo minimizza il vantaggio di prezzo 17e e valorizza i modelli vicini. iPhone 17 che è più completo, ma anche iPhone 16, che pure a fronte dei suoi 128 GB resta superiore sotto molti altri aspetti e spesso costa meno.

Se guardiamo sullo sfondo a tutto questo scorgiamo il MacBook Neo che impartisce una lezione. Lì Apple ha creato un vero entry level, limitato certamente rispetto al MacBook Air, ma con un prezzo circa il 40% più basso. Con iPhone 17e la distanza da iPhone 17 si ferma al 26% che non bastano a rendere iPhone 17e davvero competitivo. Se lo scalino fosse stato del 40% il prezzo sarebbe sceso a 589 euro, un prezzo molto più razionale e comunicabile in un contesto cui si vuole dire “ecco il mio low cost”.

La nostra impressione è che se Apple vuole dare a questo modello un ruolo reale dovrà in futuro fare scelte più coraggiose. In caso contrario, iPhone 17e resterà in un limbo dove cercherà a tentoni qualcuno interessato a comprarlo.

Pregi

  • Qualità costruttiva senza compromessi
  • Finalmente Magsafe
  • Potenza eccellente
  • Scatto della fotocamera principale di ottima qualità
  • 256 GB di memoria

Difetti

  • Fotocamera poco flessibile
  • Schermo invecchiato
  • Solito design
  • Esiste iPhone 17

Per chi è iPhone 17e

A questo punto a chi consiglieremmo iPhone 17e? A nostro giudizio ha senso essenzialmente per chi vuole solo spendere il meno possibile per avere un iPhone nuovo provenendo da telefoni molto vecchi.

In tutti gli altri casi, se si vuole ottimizzare la spesa prima che spendere poco, iPhone 17 resta la scelta più logica della gamma. Costa di più, ma non c’è un solo elemento dove non superi (o lasci addirittura nella polvere) iPhone 17e e grazie ai quali è destinato ad invecchiare meno e a durare di più.

Tutto questo, precisiamolo, senza sconti importanti che sono sempre possibili. Lo scorso anno su Amazon abbiamo visto iPhone 16e a 499 euro. A questo prezzo, o anche poco più, iPhone 17e si compra ad occhi chiusi.

Prezzo e disponibilità

iPhone 17e è in vendita in tutti i negozi Apple e rivenditori autorizzati, inclusa Amazon a 729 euro per la versione da 256 GB e 979 euro per la versione da 512 GB. I colori disponibili sono bianco, nero e rosa.

 

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