Recensione Netatmo: con iOS e Mac sotto controllo meteo e comfort degli ambienti

Netatmo è una stazione meteo connessa con iPhone, iPad, Android e Mac capace di rilevare dati in interno ed esterno, e di comunicare via Internet. Analizza anche la concentrazione di CO2, fornisce previsioni del tempo. Macitynet mette alla prova questo accessorio in vendita su Apple Store, Amazon e presso il sito di Netatmo.

Come si attiva e come funziona
L’attivazione del sistema è molto facile, molto più semplice di quel a cui siamo stati abituati con diversi altri apparecchi che sfruttano il Wi-Fi ma bisogna tenere in considerazione un fatto: Netatmo ha recentemente, seppure leggermente, rivisto la sua stazione e alcune informazioni che si trovano su Internet non sono più valide. Ad esempio il modulo esterno ha ora solo due batterie (in precedenza ne aveva 4), in più un firmware rilasciato in estate ha reso effettivo il supporto Bluetooth per la configurazione via iPhone, iPad e Android; infine la base per interni ha ora solo una Mini USB mentre prima aveva anche una una porta USB per una connessione fisica, ai fini della configurazione, con un dispositivo compatibile (come un iPad o un iPhone).

Infine l’unico manuale in PDF che abbiamo trovato su Internet risale al 2012 e le istruzioni contenute in esso non sono particolarmente chiare proprio per le modifiche intervenute sull’hardware.

Abbiamo dovuto così procedere da soli, andando per alcuni minuti a tentoni per capire come far funzionare la configurazione. Una volta compresi i passaggi maneggiando l’app per iOS, scaricando quella per Mac dal sito Netatmo e frequentando il forum di Netatmo, siamo passati ad attivare la base. Abbiamo scelto di mettere in funzione il sistema usando il Mac ed è stato un processo velocissimo: abbiamo collegato il modulo interno, abbiamo lanciato l’applicazione ee a quel punto bastato inserire la password della nostra rete Wi-Fi. Poi abbiamo provato a configurare la base usando l’app iOS.

Il sistema fa tutto da solo, purchè sia attivo Bluetooth: prende nome della rete cui è connesso iPhone o iPad e si autoconfigura. Attenzione, però, la base è invisibile al Bluetooth che abbiamo nelle configurazioni; in pratica non vedremo da Impostazioni Generali il sensore interno e non potremo collegarci ad esso. È l’applicazione che fa parlare il Blutooth con il sensore.

In ogni caso, durante la nostra prova abbiamo impiegato non più di cinque minuti, download delle applicazioni incluso, per mettere in funzione la stazione, al netto dell’oretta di ricerca di informazioni su Internet (che comunque chi legge questa recensione a questo punto non deve più sprecare…). Quando la stazione principale, infatti, è collegata alla rete Wi-Fi, anche la stazione per l’esterno è attiva visto che i due sensori si riconoscono automaticamente usando una frequenza (sui 868 MHz in Europa). A quel punto abbiamo portato la nostra stazione outdoor in giardino e l’abbiamo collocata in un punto non esposto al sole. Immediatamente è partito il rilevamento della temperatura e dell’umidità esterna; il sensore interno ha fatto lo stesso, iniziando ad analizzare la qualità dell’aria, la temperatura, l’inquinamento acustico, la pressione e l’umidità.

In questa fase abbiamo notato un dei pochi difetti dell’hardware: anche se Netatmo sostiene che i due sensori possono arrivare ad una distanza di un centinaio di metri uno dall’altro, questa stima prevede che ci sia campo aperto tra noi e la base esterna e che il sensore interno, probabilmente, sia vicino ad una finestra.

Nel nostro caso mettendo il sensore esterno a 20/25 metri di distanza dalla stazione principale, con di mezzo un paio di muri piuttosto spessi e nessuna finestra, la connessione tra i due elementi è andata perduta, un fatto di cui si deve tenere conto se si ha una casa grande oppure un giardino molto vasto o se magari si vuole collocare la base esterna in una serra distante dalla casa. Che il link non sia propriamente a prova di bomba e si potrebbe fare di meglio, lo dimostra la connessione della nostra vecchia stazione meteo di La Crosse che collocata nello stesso punto del sensore interno di Netatmo, dialoga senza battere ciglio con un trasmettitore collocato ad almeno trenta metri di distanza.

Quando i due elementi sono in connessione i dati vengono mandati dal sensore esterno a quello interno e da quello interno ai server di Netatmo, ai quali si collega il dispositivo che usiamo per il monitoraggio. Per questa ragione abbiamo bisogno di una connessione Internet attiva. In assenza di rete Internet, Netatmo non funziona e non riceveremo alcun dato, neppure se i dispositivi si trovano nei pressi dei sensori. Ma anche se la connessione sarà stata perduta, per almeno alcune ore i due sensori rilevano dati e li memorizzano; nel nostro caso abbiamo infatti scollegato il Wi-Fi durante la notte e la mattina successiva al riavvio della rete, il server ci ha dato informazioni risalenti al momento in cui non era presente la rete Internet.

Non sappiamo quando la memoria tampone sia in grado di operare. Di questa funzione non abbiamo trovato infatti alcuna menzione sui manuali e su Internet e potrebbe essere stata introdotta con l’ultima revisione del firmware che la base ha scaricato alla nostra prima connessione.

L’applicazione per iOS e per Mac
La chiave di tutto il sistema è l’applicazione iOS. È questo programma che riceve dai due sensori le informazioni e le elabora. Netatmo, questo va detto prima di ogni altra considerazione, ha creato un’applicazione di elevata qualità, ricca di informazioni e molto chiara nella lettura. Le due versioni per iPhone e per iPad forniscono gli stessi dati anche si comportano in maniera del tutto differente, adeguandosi alle dimensioni dello schermo.

Da questo punto di vista chi ha programmato le app ha fatto un lavoro davvero eccellente, dimostrando una grande capacità di padroneggiare il design di una interfaccia iOS per renderla leggibile e intuitiva. Senza scendere troppo nel dettaglio sul funzionamento dell’interfaccia e rinviando per un piccolo approfondimento alla nostra galleria fotografica, qui ci limitiamo a sottolineare proprio la capacità di offrire in un solo colpo d’occhio tutto il quadro dei dati, senza costringere a sforzi di interpretazione. Interessante, su iPhone, anche la scelta di dare differenti informazioni a seconda dell’orientamento: quando lo schermo è in verticale, abbiamo i dati istantanei (quelli che arrivano dall’ultima rilevazione), quando lo schermo è in orizzontale abbiamo il grafico con l’evoluzione storica delle rilevazioni e quindi i grafici. L’applicazione per iPad, grazie alla maggiori dimensioni dello schermo, viene gestita in maniera del tutto diversa, con dati presentati in maniera più espansa ed integrata. Il passaggio dai dati istantanei a quelli del grafico avviene mediante un bottone.

Più tradizionale la visualizzazione dei dati su Mac. Qui abbiamo una Web app che propone con un solo sguardo tutte le informazioni, incluse quelle sul funzionamento delle due stazioni. Come accennato poco più sopra le due basi non forniscono praticamente nessun dato in maniera diretta, visto che sono presenti unicamente dei LED  Quello sulla base esterna serve solo per manifestare la sua attivazione, quello sul sensore per interni ci presenta la concentrazione di CO2 usando un codice colore (LED verde, giallo o rosso), quando tocchiamo il tasto a sfioramento. Una luce blu sul sensore interno è invece il segnale della modalità di abbinamento.

recensione netatmo