Recensione Netatmo: con iOS e Mac sotto controllo meteo e comfort degli ambienti

Netatmo è una stazione meteo connessa con iPhone, iPad, Android e Mac capace di rilevare dati in interno ed esterno, e di comunicare via Internet. Analizza anche la concentrazione di CO2, fornisce previsioni del tempo. Macitynet mette alla prova questo accessorio in vendita su Apple Store, Amazon e presso il sito di Netatmo.

I dati forniti
Una volta installato il sistema, come accennato, cominciano a fluire i dati sia dal sensore interno che da quello interno. Man mano che i dati si accumulano, l’applicazione costruisce un grafico lo storico della nostra stazione meteo. Avremo la possibilità anche di vedere le previsioni del tempo che arrivano da un server remoto. Pur non essendo frutto di una elaborazione in locale, ma della nostra posizione rilevata dal GPS, la presentazione grafica di questo dato è eccellente quanto quella dei dati locali, con informazioni grafiche come icone, e diagrammi che mostrano le previsioni su temperature e precipitazioni. Possiamo avere previsioni su una settimana; a fornirle è MeteoGroup, un’agenzia britannica per le previsioni del tempo. L

’elaborazione del dato per l’Italia si fonda essenzialmente sulla rete dell’aeronautica Militare Italiana ed è quindi coerente con quelle che vengono fornite dalle previsioni del tempo ufficiali dell’Arma e pubblicate da diverse testate giornalistiche e Tv. Anche in questo caso non ci soffermiamo sulle specifiche del dato, che illustriamo in una galleria a parte.

Tra le informazioni potenzialmente più interessanti presentate da Netatmo, ci sono quelle inerenti l’inquinamento atmosferico. La stazione in realtà fornisce un solo, pur prezioso, dato reale rilevato su posto; è quello del CO2, ovvero la concentrazione di anidride carbonica, o se vogliamo del biossido di carbonio, in forma di parti per milione. In termini più semplici la stazione ci dice quanto è viziata l’aria nella stanza e quando è tempo di aerare l’ambiente. Anche se non biologicamente dannoso per il corpo umano (ovviamente nelle quantità che si possono raggiungere in una normale stanza), il CO2, riducendo la disponibilità d’ossigeno, diminuisce la capacità di concentrazione ed in elevate concentrazioni dà sonnolenza, mal di testa e provoca difficoltà di concentrazione. All’aria aperta la concentrazione è intorno alle 400ppm; in una stanza chiusa di una decina di metri quadri con due persone al suo interno, può facilmente superare le 1000ppm, limite che viene indicato dalla stazione come livello “disagio”. La stazione non rileva altri inquinanti come il biossido d’azoto o l’ozono, ma forse questo ne avrebbe spostato verso l’alto il già non economico (come vedremo) costo.

La stazione esterna, invece, non rileva alcun tipo di inquinante ma riceve informazioni sull’inquinamento così come esse gli sono girate dal Citeair, un progetto europeo al quale però aderiscono pochissime città (in Italia solo due: Padova e Roma) e quindi è sostanzialmente inutile.

Di maggior interesse è il dato inerente l’inquinamento acustico. La stazione interna misura ogni cinque minuti il livello di pressione acustica in decibel in una stanza. Con la concentrazione di anidride carbonica, questo dato, accanto alla concentrazione di umidità e alla temperatura, contribuisce a dare una idea precisa di quanto confortevole un ambiente.

L’unità esterna fornisce, oltre che la temperatura effettiva, anche quella percepita, che deriva dall’effetto dell’umidità. L’indice è basato sull’Umidex, un parametro essenzialmente usato dal sistema meteo canadese e in Europa.

Infine abbiamo la pressione atmosferica barometrica, rilevata in interni. La pressione barometrica è un indice usato dalle previsioni del tempo, la sua diminuzione è generalmente un segnale di un aumento della possibilità che è in arrivo una perturbazione o un temporale, l’aumento è, sempre generalmente, un segno che stiamo andando verso un tempo migliore, ma il barometro in assenza di altri dati come direzione del vento, aumento di umidità e di una elaborazione sofisticata che tiene conto di altitudine, longitudine, storico della località e una quantità di altri dati usati dalle stazioni di previsione del tempo, non è scientificamente utile per previsioni anche a brevissimo termine.