Il Razer Viper V4 Pro è un mouse gaming ultraleggero che colpisce fin dai primi utilizzi per la sensazione quasi “irreale” al polso. Una volta in uso, però, emergono le caratteristiche tecniche: elevata precisione, movimenti fluidi e risposta immediata, anche nelle sessioni più intense.
Si inserisce nella fascia alta del mercato, dove i concorrenti diretti sono pochi e ben definiti.
Lo abbiamo testato per valutarne comportamento e prestazioni in condizioni reali.
Niente fronzoli
Prima di partire con questa recensione, è corretto che il lettore che non conosce la storia di questo mouse e/o non conosce in modo approfondito la storia di Razer, capisca di che prodotto si tratta e che consideri il giusto punto di vista.
Se fossimo in un mondo di auto, non si tratterebbe di una supercar, ma di un modello di Formula 1. Razer Viper V4 Pro infatti non è costruito per essere comodoso, facile e adatto a tutti (ovviamente in gran parte lo è, ma è una conseguenza, non una direzione) ma costruito per dominare il mercato e, soprattutto, i tornei di gioco.
Se da un lato infatti anche l’utente inesperto noterà, provandolo, alcuni degli aspetti più importanti, solo un giocatore esperto riuscirà a metterlo sotto stress, e al pari di una Formula 1, a dominarne le caratteristiche.
Adesso che avete letto sino a qui, e avete compreso che si tratta di un prodotto molto particolare, sedetevi comodi, vi raccontiamo cose che non avete mai visto in un mouse prima d’ora (e che probabilmente non vedrete per un bel po’).
Soprese incluse
Razer Viper V4 Pro arriva in una scatola sobria, con la classica livrea di Razer con Nero e Verde che dominano sull’immagine e qualche scritta descrittiva: chi si ricorda il mouse Razer DeathAdder V4 Pro troverà parecchie somiglianze.
Al suo interno c’è pochissimo: oltre al mouse e al dongle sferico, sul quale torniamo tra poco perché ne vale la pena, troviamo il cavo USB-A/USB-C e qualche foglio illustrativo, più il classico foglio evocativo di Razer, che accoglie il giocatore e fa capire che si è da giocatori a giocatori.
In realtà una piccola sorpresa c’è, è possibile personalizzare il mouse con i grip adesivi, che permettono una presa ottimale in tutte le situazioni, ma in particolare quando fa caldo, evitando che il sudore delle mani faccia scivolare la presa. Non è un bel vedere, specie con il modello bianco, ma sono molto utili nei tornei dove l’ambiente non è mai favorevole.
Come il vecchio, ma tutto diverso
Le dimensioni sono 127,1 x 63,9 x 39,9 mm, il che lo rende del tutto simile al modello precedente ma quello che stupisce è il peso, che si attesta sui 49 grammi (per il modello nero) o 50 (grammi per quello bianco).
Il peso è davvero straordinario: si pensi che sino ad ora il record era del Razer Viper Mini Signature Edition, un modello celebrativo lanciato nel 2023 che aveva, però, sostanziali differenze, come una minore capacità di elaborazione e una crenatura a nido d’ape aperta, laddove invece il Razer Viper V4 Pro offre una superficie totalmente chiusa.
Nel mondo reale, il mouse alla prima prova è talmente leggero che sembra irreale, quasi fosse un sample vuoto, di quelli che vediamo alle fiere o nei centri commerciali, invece è un prodotto completo e finito. I pochi grammi che lo distinguono dal Razer DeathAdder V4 Pro (56 g) si sentono, parola di chi lo usa oramai da mesi.
Nell’aspetto questo nuovo Razer Viper V4 Pro è del tutto simile al modello precedente, anche nei colori, tranne che nella parte sottostante, dove risiedono i piedini, dove si nota la protezione del sensore che adesso ha un disegno diverso.
A proposito dei piedini, questi sono sempre in in ceramica bianca PTFE, che migliorano l’aderenza in qualunque superficie ma soprattutto se usati su un tappetino.
Proprio per questo, assieme al nuovo Viper Razer ha lanciato anche il nuovo tappetino Razer Gigantus V2 Pro, che offre ben 5 differenziazioni in base alla tipologia di gioco.
Tecnologia
Al di la dell’aspetto esteriore, a prima vista del tutto identico al modello V3, sotto il cofano si tratta di un mouse del tutto diverso, con dettagli tecnici letteralmente incredibili.
Il processore è un Razer Focus Pro 50K Optical Sensor Gen-3, capace di arrivare a 50.000 dpi (primo mouse che tocca la soglia dei 50K) con una accuratezza del 99.8% con una velocità massima di 930 IPS e una accelerazione di 90 G.
Valori che non solo superano quelli del fratello DeathAdder V4 Pro e surclassano quelli del modello precedente, ma che non hanno al momento in cui scriviamo queste righe pari nel mercato (i valori più vicini sono quelli del mouse Logitech PRO X2 Superstrike, che però si ferma a 44.000 DPI, 888 IPS e 88 G) e che certificano la qualità del sensore Razer Focus su cui la casa madre ha investito molto negli ultimi anni.
Non neghiamo, ovviamente, che questi valori sono davvero molto alti e che per usarli al meglio servono capacità che davvero pochi utenti possiedono, ma la qualità di un sensore non si misura tanto nei valori di picco, quanto nella qualità di quelli intermedi, che tutti utilizzano: avere un valore di DPI e di velocità massima alti permette di ottimizzare meglio i tagli intermedi, che sono usati di più.
Ottico è meglio
A quasti valori rilevati si aggiungono qualità più palesi e rilevabili al tatto, come ad esempio i due pulsanti frontali di tipo Optical Mouse Switches Gen -4.
Questi pulsanti di tipo ottico superano gli interruttori meccanici azionandosi con la luce invece che con i contatti metallici rimuovendo il ritardo del rimbalzo, prevenendo l’usura meccanica ed evitando problemi come il doppio clic.
Rispetto al modello precedente sono più leggeri nella pressione e offrono una vita più lunga (100 milioni di clic, in pratica tutta la vita di un utente normale, quasi tutta quella di un giocatore esperto, gran parte di quella di un gamer professionista).
In aggiunta è stata rivista anche la rotella di scorrimento: la nuova Razer Optical Scroll Wheel, cliccabile e anch’essa con tecnologia ottica, offre dice la casa un miglioramento di tre volte superiore ad una rotella di tipo meccanico.
La rotella aumenta la precisione e soprattutto evita i movimento involontari (“ghost” in gergo tecnico), aumentando la sensazione di controllo del personaggio: la rotella è spesso utilizzata temporaneamente al posto dei tasti per i movimenti di fino del personaggio, per il cambio arma veloce o per variare la distanza del mirino.
Dongle, bellissimo ma…
Al pari del fratello Razer DeathAdder V4 Pro che usa lo stesso Razer HyperSpeed Wireless Gen-2 di forma semisferica, anche il Razer Viper V4 Pro è un mouse prevalentemente da scrivania.
Il Dongle a forma semisferica a corredo funge principalmente da antenna: si collega tramite il cavo USB-C/USB-A (a quando il passaggio ad un puro USB-C?) al computer o all’HUB, e offre una connessione wireless forte e stabile che comporta un guadagno del 30% (tantissimo) nel segnale wireless, conferendo maggiore libertà di movimento e una più ampia stabilità quando ci sono tanti accessori wireless attorno.
Oltre a questo, tre piccoli LED offrono un colpo d’occhio veloce per diversi stati del mouse, in tempo reale.
Tra le indicazioni possibili ci sono il livello di batteria, la qualità di connessione, il livello di Polling rate e la risoluzione in DPI, anche se ogni singolo LED può essere spento e modificato a piacere. L’utente è perfettamente in grado di gestire queste informazioni tramite l’App Razer Synapse.
Il dongle abilita un HyperPolling (Polling Rate) di 8000 Hz, che tradotto per chi non è del settore significa una frequenza di comunicazione tra il mouse e il computer di 8000 volte al secondo.
Questo valore, molto alto, permette da una parte una maggiore precisione, una più alta sincronizzazione tra il movimento e i clic del mouse e una maggiore morbidezza, che forse è la qualità percepita di più anche da chi non mette sotto stress il mouse.
Una connessione a frequenza così alta consuma più energia rispetto, per esempio, a quella classica di 1000 Hz disponibile per la maggior parte dei mouse da gaming (che scende a 400 Hz nei mouse commerciali), ma il mouse ha un sistema che fa scendere la frequenza a valori più bassi quando il livello di batteria scende sotto una certa soglia, regolando tutto da Synapse.
L’unica nota negativa di questo Dongle è che probabilmente rende il mouse poco trasportabile: la soluzione di una chiavetta USB, meno potente e sicuramente meno di design, è di certo più comoda quando il mouse si mette in borsa.
Synapse, per tutti e anche di più
I mouse di Razer sono da sempre compatibili con tutti i sistemi operativi, anche se con Windows l’app Synapse permette un più certosino controllo di tutti i parametri. Da qualche mese è disponibile la versione Synapse beta anche per Mac, che come vedete nelle schermate qui sotto permette lo stesso controllo anche dai computer della mela (il test è stato effettuato sia su PC con Windows 11 che su un MacBook Pro).
Ma la vera novità in questo senso è la disponibilità di Synapse Web, un tool online che permette il controllo e la modifica dei parametri direttamente da un browser senza l’ausilio di nessuna app (per il corretto funzionamento consigliamo il browser Google Chrome).
Questa notizia, che è orizzontale perché copre diversi device Razer e non solo il nuovo Razer Viper V4 Pro, è molto interessante per chi gioca ai tornei: spesso nelle gare non è possibile utilizzare il proprio computer, solo le proprie periferiche, e in questo caso nei computer di gioco non è possibile installare software terzo, vanificando le personalizzazioni. Con Synapse web invece gran parte della personalizzazione è permessa direttamente via browser.
Come funziona
Macitynet è stata selezionata tra le testate che hanno ricevuto il mouse in anteprima e abbiamo potuto provarlo prima dell’uscita per un paio di settimane.
La prova è avvenuta dopo mesi di esperienza con un Razer DeathAdder V4 Pro, quindi con una abitudine pregressa molto alta: il risultato però è stato di certo all’altezza delle aspettative.
Il mouse, la cui forma è ambidestra rispetto a quella destrorsa del DeathAdder (ma i tasti laterali sono solo a sinistra), è incredibilmente leggero e molto maneggevole: mantenendo l’HyperPolling a 8000 Kz costanti, appare morbido e una naturale espansione della mano.
Il mouse, nato per i giochi (qui l’abbiamo provato su No Man’s Sky, Call of Duty: Black Ops III e l’immortale Diablo III) è un eccellente compagno in operazioni professionali dove la precisione è d’obbligo. Il che significa Photoshop e Illustrator prima di tutto (più il secondo che il primo), dove ai vari tasti (ben 4 più la rotella) abbiamo associato varie funzioni e azioni preregistrate, oltre ovviamente alle varie applicazioni professionali che ogni giorno transitano sulla scrivania.
Il mouse va ovviamente domato inizialmente, perchè la potenza profusa è tanta e vanno trovati i giusti parametri per ottimizzare la resa senza che questa “sfugga” al controllo, e su questo serve un po’ di tempo, ma poi ci si abitua e il passaggio ad un altro mouse è uno scotto.
In viaggio, infatti, gli abbiamo preferito un Razer DeathAdder V3 Hyperspeed per via del dongle più piccolo, e seppure si tratti di modelli comunque di fascia alta, la differenza nell’utilizzo è palese anche per chi non è un gamer professionista.
Resta comunque l’impressione, costante, che il mouse sia sempre li in attesa di fare di più e ogni volta che abbiamo provato a spingerlo, ad esempio con alcuni preset per Call of Duty o delle Macro con Diablo III, il tutto sia apparso semplice e fattibile, con un un margine di velocità e precisione ben oltre a quanto noi si richiedeva, il che lascia intendere quanto dicevamo all’inizio dell’articolo. Questo mouse non è una fuoriserie sportiva, pensata per impressionare il pubblico, il Razer Viper V4 Pro è una monoposto da Formula 1 pensata prima di tutto per vincere.
Sarà per questo per esempio che non contempla una seconda connessione Bluetooth, comune in molti concorrenti, che però avrebbe reso il mouse più pesante e aggiunto una complessità inutile, perché usare un prodotto del genere via Bluetooth è un vero peccato, considerati i compromessi a cui sarebbe sottoposto.
Conclusioni
Anche considerato il prezzo, quasi 180 Euro, innamorarsi del Razer Viper V4 Pro è questione di pochi movimenti, perché una mano, anche poco esperta, ne percepisce sin da subito la qualità, la morbidezza e la precisione, senza contare la splendida ergonomicità, comune ad altri modelli della casa.
Il mouse come detto non ha concorrenti nel mercato dal punto di vista dei numeri, i modelli che gli si avvicinano sono il Razer DeathAdder V4 Pro e il Logitech PRO X2 Superstrike, entrambi però staccati nelle caratteristiche. Tutti gli altri giocano in una categoria inferiore.
A fronte di questo è inutile negare che il Razer Viper V4 Pro non è un mouse per tutti: al di la del prezzo, come indicato all’inizio serve una certa esperienza e una reale esigenza di gioco per farlo rendere al meglio, nonché un po’ di esperienza e voglia di provare i propri limiti, oltre che quelli del device.
Ma per chi cerca un prodotto d’elite, in grado di soddisfare appieno la mano dell’utente, in qualunque situazione, anche le più estreme, le soluzioni sono tre, di cui questa è l’unica senza “se” e senza “ma”.
Pro:
• Il mouse più potente del mondo
• Adatto agli utenti più esigenti
• Incredibilmente leggero e morbido
Contro:
• Il Dongle non è comodo in viaggio
• Necessita di un tappetino per la migliore resa
• Prezzo alto, utilizzo adatto agli utenti Pro
Prezzo:
• 179,99 € (Razer Viper V4 Pro)
• € (Razer Gigantus V2 Pro, facoltativo)
Razer Viper V4 Pro è disponibile a partire dal sito web italiano della casa madre ma lo potete trovare più comodamente anche presso Amazon nei colori Bianco e Nero.



































