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Recensione treppiede Aukey, il tuttofare della fotografia

Il primo accessorio che tutti i fotografi dovrebbero avere sempre con sé è il treppiede, forse meno utile oggi con le fotocamere di ultima generazione dotate di stabilizzatori su più assi ma indispensabile quando la luce viene meno, quando gli obiettivi sono grandi e pesanti o quando ci si appresta a scattare foto con tempi di posa molto lunghi (magari per catturare il cielo stellato o l’effetto seta dell’acqua di un fiume).

Chi ne cerca uno che sia solido e stabile ma al contempo leggero, funzionale e versatile, magari spendendo anche meno di quel che si spenderebbe spostando lo sguardo sui grandi marchi, potrebbe trovare la soluzione definitiva nel cavalletto di Aukey (CP-T06) recentemente messo alla prova dalla nostra redazione: con corpo in alluminio, testa a sfera, piastra di sgancio rapido e modalità monopiede, ha tutto quello che si può desiderare dimostrandosi un valido supporto nelle situazioni fotografiche più disparate.

recensione treppiede aukey

Nella confezione

All’interno della scatola troviamo:

  • Cavalletto
  • Sacca per il trasporto con tracolla
  • Supporto da cintura dotato di tasca per dare stabilità al monopiede mantenendolo all’altezza della vita
  • Piastra di aggancio-sgancio rapido (x2)
  • Laccio da polso
  • Asta corta
  • Sacca di protezione della testa a sfera
  • Punte in metallo in sostituzione dei piedini di gomma (per maggiore stabilità all’aperto)
  • Manuale d’istruzioni

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Com’è fatto

Il cavalletto è piuttosto leggero (alla nostra bilancia pesa 1,71 Kg, peso dichiarato 1,62 Kg) e compatto (la lunghezza minima dichiarata è di 50.5 cm, stando alle nostre misure da chiuso supera di poco i 45 cm). In ogni caso centimetro più ed etto in meno, siamo di fronte ad un accessorio compatto e comodo a sufficienza per finire in uno zaino o in una valigia per un viaggio.

Dimensioni a parte, il cavalletto si presenta come un prodotto che appare davvero robusto e ben rifinito, costruito con materiali selezionati e montato con precisione. Le gambe (3 stadi) e tutte le parti in metallo sono in alluminio. I sistemi di blocco sono a vite e sono rifiniti in gomma. Nonostante i tre stadi, indispensabili per ridurre al minimo la lunghezza da chiuso, l’ultimo stadio non è troppo sottile (1,3 centimetri di diametro mente la massima sezione delle gambe è di 2,5 centimetri).

Tra le altre misure essenziali si segnalano i 26 centimetri di altezza minima con l’asta più corta in dotazione oppure 45 centimetri con l’asta predefinita e 162 centimetri al massimo dell’estensione. Tenendo abbassata la colonna centrale (che ha due stadi), cosa che qualcuno preferirà per questioni di vibrazioni, l’altezza massima è di 136 centimetri.

Tra le prime cose che abbiamo fatto, è stato manovrare sistemi di blocco e far scorrere i vari stadi delle gambe. Tutte le componenti realizzate in metallo sono molto precise. Gli elementi scorrevoli e metallici sono ingrassati a regola d’arte e scorrono con precisione. Ottima la sensazione che offrono anche le viti di chiusura, che si stringono progressivamente e saldamente. Unica pecca il persistente odore di gomma che arriva proprio dalle ghiere di serraggio.

La testa a sfera

Molti fotografi professionisti preferiscono acquistare un cavalletto senza testa a sfera per poi sceglierne una separatamente. Il cavalletto venduto da Aukey include una testa a sfera di buona qualità realizzata in alluminio, che ha tutto quel che serve e si comporta bene, almeno per un fotografo non estremamente selettivo e schizzinoso. Ha i due classici blocchi mediante manopola: il principale che chiude completamente il movimento e quello che regola la frizione, per gestire l’orientamento della camera in maniera controllata. Una terza manopola regola la rotazione per le panoramiche per le quali è anche disponibile una scala in gradi (da 0 a 180 gradi, ovviamente).

Sono disponibili due livelle per verificare il perfetto allineamento del cavalletto rispetto al terreno: una serve l’orientamento orizzontale della fotocamera e uno l’orientamento verticale. La piastra è di tipo a sgancio rapido, compatibile Arca Swiss (potrete quindi comprare altre piastre di scorta abbastanza facilmente, sebbene ce ne sia già una seconda inclusa in confezione) con vite da 1/4 che possiamo serrare con il tradizionale anello.

Anche per la testa a sfera, come la struttura del cavalletto, abbiamo poco da eccepire. Una volta serrate in accordo alle nostre preferenze le manopole la macchina si muove fluidamente e senza esitazioni; la manopola di frizione si regola con precisione. Non abbiamo caricato un peso eccessivo, ma l’impressione è che sia in grado di sorreggere e controllare tranquillamente un carico molto considerevole, quello ad esempio di una full frame con un’ottica molto pesante. Il produttore dichiara 8 Kg come peso massimo gestibile dal cavalletto, e in particolare dalla colonna centrale (il treppiede è certamente in grado di reggere un peso largamente superiore).

Da segnalare che la vite di aggancio della testa a sfera è da 3/8. Se quindi vorrete usarla su un altro cavalletto da 1/4 avrete bisogno di un adattatore.

Monopiede, foto macro e stabilizzatore

Il cavalletto di Aukey non si ferma a funzioni basiche, ma offre una serie di funzioni tipiche di prodotti di fascia medio alta. Ad esempio si trasforma facilmente in un monopiede. Una delle gambe (riconoscibile per la presenza del marchio Aukey stampato sull’imbottitura) si svita e accompagnandola alla testa a sfera sarà possibile comporre un monopiede alto 132 entimetri, una soluzione che ci permette di risparmiare sull’acquisto di questo accessorio.

Inoltre la colonna centrale può essere ricomposta e girata al contrario: in questo modo potremo montare la fotocamera a testa in giù avvicinandola al terreno, il classico assetto per foto macro.

Infine non manca il gancio per la stabilizzazione. Lo troviamo nella parte inferiore della colonna centrale: si tratta di una vite regolata da una molla alla quale potremo agganciare un peso (ad esempio uno zaino) per tenere più saldo al terreno il cavalletto.

Esperienza d’uso

Abbiamo portato con noi il treppiede in un’uscita fotografica nel corso della quale abbiamo avuto a che fare con varie situazioni dove questo accessorio ha fatto pienamente il suo dovere. Quando è stato necessario, l’abbiamo messo in azione in pochi minuti e ci ha dato sempre l’impressione di essere molto stabile (lo abbiamo usato con una Canon 6D al fianco di obiettivi come Samyang 14mm f/2.8, Canon 35mm f/2 e Canon 85mm f/1.8, per un peso massimo complessivo di 1.3 Kg), ma l’impressione è che fosse in grado di gestire ben altro che il nostro assetto.

L’aspetto maggiormente apprezzabile del cavalletto è sicuramente la versatilità unita alla solidità; siamo riusciti a regolarlo facilmente e rapidamente in tutte le situazioni, trovando sempre la posizione più adatta. Una volta chiuso l’abbiamo messo nello zaino e l’abbiamo tenuto con noi fino a sera senza sentirne eccessivamente il peso. In più l’abbiamo sbatacchiato di qui e di là senza troppe preoccupazioni senza che facesse una sola piega.

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Conclusioni

Il treppiede di Aukey è un prodotto di qualità, che insegue a pochissima distanza e forse in qualche aspetto supera, accessori di marchi conosciuti e molto considerati nei forum di fotografia e presso alcuni siti specializzati e che costano anche due volte di più. È realizzato in ottimi materiali (alluminio, gomma) e ha meccanismi e incastri di precisione. E’ piccolo e leggero, ma nonostante questo si estende fino ad essere comodo anche per persone alte, è stabile e funzionale. Offre una testa a sfera che per la maggior parte dei fotografi hobbisti, inclusi quelli con qualche ambizione, risulta più che adeguata; nasconde anche qualche tocco sfizioso, come la possibilità di trasformarsi in monopiede con pochi passaggi.

Unico difetto da segnalare, lo stadio finale delle gambe telescopiche che ha un diametro piuttosto ridotto, che in qualcuno farà sorgere il sospetto, smentito almeno per la nostra esperienza, che si tratta di un prodotto con ridotta stabilità.

Prezzo al pubblico

Ovviamente esistono prodotti migliori, quanto è da discutere, pagando trecento o quattrocento euro, ma a 99,99 euro (e anche a molto di più di questo prezzo), vi sarà difficile trovare qualche cosa di altrettanto valido, anche se cercherete prodotti con nome altisonante.

Design
Facilità d'uso
Prestazioni
Qualità/Prezzo

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