Tanto tuonò che alla fine piovve. Recita così il proverbio toscano, ma potremmo applicarlo anziché al meteo alla Ricoh in bianco e nero. Del modello “monochrome” si parla da anni e alla fine, dopo tanto confabulare, eccolo qua, a febbraio nei negozi (se riuscirete a trovarla) per la modica cifra di 1.799 euro (prezzo consigliato dall’importatore Fowa). Si potrà scattare come vede il mondo un daltonico: esclusivamente in bianco e nero.
La serie GR compie trent’anni nel 2026 e affonda le radici nella storica GR1 analogica del 1996. Da allora la filosofia progettuale non è mai cambiata: qualità d’immagine elevata, reattività immediata e portabilità assoluta racchiuse in un corpo compatto che sta in tasca. La nuova Monochrome (evoluzione della serie GR IV) amplia questa tradizione introducendo un sensore costruito appositamente per catturare solo luminanza, senza alcun compromesso con il colore.
Un sensore senza filtri
Al centro del progetto c’è un sensore CMOS APS-C retroilluminato da circa 25,74 megapixel effettivi privo sia del filtro anti-aliasing che del filtro colore Bayer. Ogni pixel cattura direttamente le informazioni di luminosità del soggetto senza passaggi intermedi di interpolazione. Il processo tradizionale per il quale è stato creato il filtro di Bayer, prevede che ciascun fotosito riceva luce attraverso un filtro rosso, verde o blu, poi il software ricostruisce i colori interpolando i dati dei pixel adiacenti e infine converte l’immagine in bianco e nero in quella a colori (l’operazione cosiddetta di “demosaicizzazione” del file raw). Qui tutto questo scompare.
Il risultato è una resa monocromatica estremamente nitida con gradazione tonale ricca e profonda. Le alte sensibilità diventano utilizzabili creativamente grazie alla grana organica che richiama le pellicole analogiche ai sali d’argento. Il range ISO si spinge fino a 409.600, cifra impensabile per una compatta di queste dimensioni senza pagare il prezzo di un rumore digitale invasivo.
L’obiettivo rimane il classico GR da 18,3 millimetri con apertura massima f/2.8, equivalente a un 28 millimetri nel formato 35 millimetri. Lo schema ottico conta sette elementi in cinque gruppi ottimizzati per garantire nitidezza uniforme dal centro ai bordi del fotogramma. Il nuovo processore GR ENGINE 7 gestisce i dati del sensore monocromatico sfruttandone appieno le potenzialità senza artefatti o perdite di dettaglio.
Controllo fisico della luce
La vera novità tecnica, oltre al sensore monocromatico, sta nel filtro rosso integrato direttamente nell’unità dell’obiettivo. Un meccanismo attivabile con un singolo gesto tramite pulsante funzione permette di inserire o rimuovere il filtro senza smontare nulla. Il vetro colorato (Ricoh ha introdotto questa funzione anche sulle precedenti GR IV per avere un effetto sfocato o un filtro ND neutro) lascia passare esclusivamente le lunghezze d’onda della luce rossa, scurendo drasticamente i toni del cielo blu per aumentare il contrasto con le nuvole bianche. I soggetti rossi diventano luminosi e incisivi, emergendo con chiarezza dal resto della scena.
Questa soluzione del filtro rosso richiama le tecniche della fotografia in bianco e nero su pellicola, quando si montavano filtri colorati davanti all’obiettivo per controllare la resa tonale finale. Averlo incorporato elimina l’ingombro di accessori esterni e rende l’intervento immediato durante la ripresa. La differenza rispetto alle simulazioni software è netta: qui l’effetto avviene otticamente prima che la luce colpisca il sensore.
Le nuove modalità di Image Control dedicate al monocromatico offrono due interpretazioni distinte. Solid utilizza una curva tonale decisa per ottenere un aspetto pulito e cristallino con contorni netti. Grainy introduce intenzionalmente una grana marcata che richiama le stampe analogiche, preservando le alte luci ed evitando la chiusura totale delle ombre in nero pieno. La grana rimane visibile anche sui display degli smartphone, dettaglio non scontato visto che molti effetti simili scompaiono su schermi piccoli.
Estetica coerente
Il corpo è stato ripensato per riflettere l’anima monocromatica del progetto. Il telaio in lega di magnesio, il pulsante di scatto e il ring cap ricevono una finitura nera opaca uniforme. La texture profonda e la sensazione tattile distinguono immediatamente questo modello dalle versioni a colori. Il logo GR frontale viene rifinito in nero semilucido con luminosità distinta rispetto alla finitura del corpo. Anche l’illuminazione del pulsante di accensione passa dal verde al bianco.
Non si tratta di una fotocamera amatoriale o “economica”. La serie GR con sensore APS-C è considerata una piccola ed estremamente compatta fotocamera per professionisti e per prosumer. Lo testimonia ad esempio lo stabilizzatore d’immagine a cinque assi, che compensa fino a sei stop di movimento, rendendo possibili scatti a mano libera in condizioni di luce critica. La batteria DB-120 da 1.800 milliampereora (la stessa delle altre GR IV) è un po’ striminzita ma garantisce lo stesso circa 250 scatti, autonomia sufficiente per una giornata di lavoro medio di un professionista. La memoria interna da 53 gigabyte accoglie almeno 995 immagini RAW prima di dover ricorrere alle schede SD esterne.
Velocità estrema
Ci sono altre novità. L’otturatore elettronico raggiunge 1/16.000 di secondo, velocità utile per sfruttare le caratteristiche di elevata sensibilità del sensore monocromatico anche in pieno sole. Scattare a diaframma aperto f/2.8 in condizioni di forte luminosità diventa possibile senza dover chiudere o ricorrere a filtri ND. L’otturatore meccanico tradizionale rimane disponibile per chi preferisce evitare il rolling shutter tipico delle soluzioni elettroniche.
È una novità software della Monochrome ma la funzione verrà estesa anche alla GR IV standard tramite aggiornamento firmware in uscita dopo il lancio della Monochrome. Una mossa che dimostra come Ricoh stia investendo sull’intera piattaforma GR IV anziché frammentare le funzionalità tra modelli diversi.
La connettività passa attraverso la nuova app GR WORLD per dispositivi mobili, che sostituisce la precedente interfaccia con funzioni ampliate di trasferimento file e controllo remoto ed è retrocompatibile anche con le GR III e le GR II (il modello GR I non aveva il WiFi). L’avvio veloce e la messa a fuoco rapida mantengono la reattività che ha reso celebre la serie, rendendo la fotocamera pronta allo scatto in meno di un secondo dall’accensione.
Ecosistema completo
Ricoh rilancia anche una serie di accessori che sono compatibili sia con la Monochrome che con gli altri modelli GR IV (e alcuni anche con i precedenti) Gli accessori opzionali includono l’adattatore GA-3 per montare il convertitore grandangolare GW-4 che estende l’angolo di campo fino a 21 millimetri equivalenti, trasformando la compatta in uno strumento ultra grandangolare.
Il flash esterno GF-2 offre un numero guida fino a tre con controllo automatico dell’esposizione che regola potenza e sensibilità ISO in base alla distanza dal soggetto. La cinghia da dito GS-4 in pelle porta il logo GR impresso e viene coordinata cromaticamente al corpo nero opaco.
Bianco e nero
Ricoh entra nel mercato delle fotocamere monocromatiche con una proposta che costa un terzo delle Leica Q3 Monochrom e un quinto della M11 Monochrom (o della M10 Monochrom, se si riesce a trovarla usata) pur mantenendo caratteristiche tecniche competitive. Il sensore APS-C contro il full-frame delle rivali tedesche riduce dimensioni e prezzo senza sacrificare troppo in termini di qualità assoluta. La compattezza tascabile della GR IV Monochrome la rende uno strumento quotidiano dove le Leica Q3 o M11 Monochrom restano apparecchi da occasioni speciali.
Il lancio è previsto per febbraio 2026 attraverso i canali dell’importatore Fowa con un prezzo indicato di 1800 euro. Dopo anni di indiscrezioni e prototipi fotografati in fiere specializzate, la fotocamera monocromatica tascabile diventa finalmente realtà. Per chi considera il bianco e nero non un effetto ma un linguaggio, questa compatta giapponese rappresenta l’alternativa accessibile a un segmento dominato dai marchi premium europei.
















