Seagate chiude uno degli stabilimenti più grandi al mondo di dischi fissi

Le vendite dei dischi fissi rallentano e Seagate taglia la produzione chiudendo un grande stabilimento in Cina. A casa 2200 dipendenti. Non è chiaro cosa intende fare l'azienda con l'impianto ereditato da Maxtor

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La vendita dei dischi fissi annaspa e Seagate ha deciso di chiudere uno dei più grandi stabilimenti al mondo per la produzione che si trova a Suzhou in Cina. La struttura in questione è una delle più grandi dell’azienda e la sua chiusura significa dunque la riduzione della produzione globale dei tradizionali dischi fissi.

Nella fabbrica di Suzhou, spiega AnandTech, si assemblano e testano i dischi prima della spedizione ai distributori. La struttura in questione (eredità dell’acquisizione di Maxtor nel 2005) non produce componenti usati nei dischi, ma qui lavorano 2.200 dipendenti che saranno licenziati. Non è chiaro cosa intende fare Seagate con la struttura esistente ma già lo scorso anno l’azienda aveva annunciato l’intenzione di “ottimizzare” la capacità produttiva, passando da 50-60 milioni di dischi prodotti ogni trimestre, a 35-40 milioni di unità. Nel 2016 erano state licenziate già 800 persone che operavano in diverse località USA ma queste erano solo una parte della strategia di ottimizzazione.

Le strutture che continueranno a operare sono quelle di Wuxi in Cina e Korat in Tailandia, dove si assemblano i dischi e vengono costruiti anche i componenti elettronici e meccanici. Il mercato dei dischi fissi non morirà ovviamente a breve, anche perché nel frattempo sono state individuate tecnologie quali TDMR, HAMR che consentono di avere maggiore densità e rendere gli HDD interessanti e utili ancora per molti anni.

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