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Smartphone come reflex per le foto di notte, il miracolo dell’app di Google

Sembra scattata da una reflex professionale ma in realtà è opera di uno smartphone. E’ progresso fotografico per le immagini realizzate col cellulare reso possibile grazie all’app creata da Florian Kainz, un ricercatore di Google che ha raccolto la sfida del suo team, il quale chiedeva di migliorare la fotocamera degli smartphone là dove la differenza con le fotocamere digitali è ad oggi abissale: di notte.

L’obiettivo è stato centrato in pieno grazie a una applicazione per Android per il momento in fase sperimentale. La salsa segreta? Una raffica di 64 fotografie che vengono poi fuse automaticamente attraverso un algoritmo con l’obiettivo di rimuovere gli artefatti e migliorare sensibilmente la qualità dell’immagine finale. Non sarà la soluzione perfetta ma i risultati sono davvero impressionanti e superano di molto anche quanto è già possibile ottenere con le applicazioni odierne che permettono di gestire manualmente ISO, tempo di scatto, messa a fuoco, esposizione e tutti gli altri parametri utili per avere il pieno controllo dell’intero processo di acquisizione della fotografia.

app google foto notte

Le immagini finali, di cui trovate diversi esempi nella galleria allegata in calce all’articolo, sono paragonabili a quelle che oggi si ottengono con la reflex ferma su treppiede attraverso lunghi tempi di posa (dai 5 ai 20–30 secondi) ed è proprio per questo che il lavoro dell’app di Google sembra ancora più sbalorditivo: l’algoritmo infatti compensa anche i movimenti, permettendo perciò all’utente di scattare le fotografie senza l’ausilio di un cavalletto. Purtroppo l’app non è ancora disponibile al pubblico, ma non è escluso che possa un giorno trovare posto nei futuri Google Pixel o perché no, tra le applicazioni distribuite tramite il Play Store.

La speranza di poter realizzare fotografie notturne perfette non è vana anche per gli utenti iPhone: in un lampo di beneficenza Big G potrebbe un giorno decidere di rilasciare la sua app miracolosa anche per iOS, magari successivamente e con tempi più lunghi rispetto ad Android. Ma anche se questo non dovesse mai succedere, il funzionamento basato sulla fusione di 64 fotografie è interamente basato su algoritmi, quindi è riproducibile anche per altre società e sviluppatori, come già avvenuto per foto e immagini HDR per cui abbondano soluzioni integrate di serie negli smartphone, app dedicate mobile e per computer e così via.

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