WWDC 2018 tra formazione e curiosità per le nuove tecnologie, l’esperienza dei giovani italiani

Passione, curiosità, desiderio di uscire dalla propria "confort zone" per aprirsi a nuovi modi di vedere il mondo attorno a se. Le motivazioni e le scoperte dei giovani italiani che hanno partecipato ad Apple WWDC 2018 nella nostra intervista.

Tra formazione e curiosità per le nuove tecnologie,  l’esperienza dei giovani italiani alla WWDC 2018

La passione per l’informatica, la curiosità per le nuove tecnologie, il desiderio di continuare a imparare e la speranza di sentire ancora pronunciare le parole “One more thing”. Sono questi i tratti comuni di Nicola, Giovanni, Lorenzo e Cesare, quattro giovani – anzi giovanissimi – sviluppatori che hanno preso parte alla Scholarship della WWDC 2018. Vincitori della borsa di studio di Apple, questi quattro under 30, un sanmarinese e tre italiani, hanno raccontato a Macitynet la loro WWDC 2018 (collaborando nella realizzazione della diretta dell’evento) e, nel viaggio di ritorno, hanno messo a fuoco le novità e le impressioni dopo le giornate di formazione alla WWDC. 

La WWDC prima di tutto per questi giovani sviluppatori è stata un’esperienza di formazione e di crescita professionale: “un’opportunità importante per incontrare ragazzi di talento e con una visione del mondo interessantissima, per imparare i trucchi del mestiere per sviluppare app sempre più innovative, ma anche per giocare con le ultime tecnologie Apple alla ricerca di nuove ispirazioni – spiega Cesare De Cal -. “Per me è stato costruttivo anche ottenere dei feedback dagli ingegneri e designer Apple sulle mie app. Partecipare al Keynote, ai laboratori e ai lunch-time talk credo sia stata la cosa più bella del WWDC, e il lounge per i vincitori della borsa di studio ci ha permesso di conoscerci e di scambiarci le idee”.

Tra formazione e curiosità per le nuove tecnologie, l’esperienza dei giovani italiani alla WWDC 2018

Di fronte alla possibilità di provare con mano, subito, le novità di Apple, sono rimasti tutti senza parole. “L’emozione era da pelle d’oca”, commentano Giovanni, Lorenzo e Nicola.  Hanno potuto così farsi subito un’idea sulle novità più interessanti di quest’anno.

“Le novità più importanti ed interessanti di quest’anno sono le Siri Shortcuts, le scorciatoie utili sia per gli utenti, tramite l’app Shortcuts, che per gli sviluppatori, grazie alla possibilità di far interagire molto più facilmente le nostre app con Siri – precisano i ragazzi – “Si sorpassano così i limiti imposti nelle precedenti versioni di iOS. Altre novità interessanti riguardano ARKit 2, progettando esperienze in realtà aumentata condivise tra più dispositivi nello stesso momento, si introduce il multiplayer nei giochi AR”.

Tra formazione e curiosità per le nuove tecnologie, l’esperienza dei giovani italiani alla WWDC 2018Un’altra novità accolta con entusiasmo è “la gestione del tempo che passiamo davanti ai dispositivi: Apple ha preso atto del problema dell’uso eccessivo di smartphone e tablet, soprattutto da parte dei più piccoli, e cerca di porvi rimedio. Ciò interessa anche gli sviluppatori: le notifiche, infatti, possono essere silenziate o ridotte di quantità. La sfida è quella di riuscire a mantenere comunque l’attenzione e l’interesse dell’utente verso la propria app inviando notifiche meno invasive”.

La WWDC 2018 – secondo i ragazzi migliore rispetto ad altre edizioni per l’organizzazione, il ritorno degli Apple Design Awards in diretta e i tanti eventi organizzati durante le giornate – per Nicola, Cesare, Giovanni e Lorenzo è stata soprattutto formazione e condivisione con altri sviluppatori di idee, progetti, sogni.

Tra formazione e curiosità per le nuove tecnologie, l’esperienza dei giovani italiani alla WWDC 2018

“Abbiamo conosciuto ragazzi e ragazze di tutte le età e da ogni parte del mondo – ricorda Nicola -, dal Brasile all’Australia, dal Canada alla Cina, ognuno con una storia, con opinioni e progetti di vita diversi. Da parte di Apple c’è un’attenzione particolare verso gli Scholars: lo staff e gli ingegneri ci salutavano e si congratulavano con noi, chiedevano informazioni sul proprio playground, hanno messo a disposizione una scholarship lounge all’interno della conferenza e l’evento dedicato a noi la domenica prima della conferenza allo Steve Jobs Theater è stato emozionante, da pelle d’oca. E poi c’è stato l’One more thing: l’intervento di Tim Cook dal palco: ha salutato tutti noi scholars e ha augurato una bellissima settimana alla WWDC”.

WWDC 2018 tra formazione e curiosità per le nuove tecnologie, l’esperienza dei giovani italiani

Una formazione che, per questi quattro giovani continuerà anche a casa, in università, e che ha dato loro già qualche risultato positivo grazie a quel pizzico di follia che li ha convinti a scommettere tutto, nella propria vita e nel proprio percorso di studi, sul coding e sull’informatica. 

Ci piace chiudere questa piccola intervista con un video che riprende uno dei ragazzi della Scholarship WWDC 2018 parlare della propria esperienza come programmatore e della sua crescita personale.

I profili

Nicola Giancecchi (25 anni) di San Marino, sviluppatore iOS presso Wire, servizio di comunicazione sicuro per aziende, studente del corso di laurea magistrale in Ingegneria e Scienze Informatiche presso l’Università di Bologna a Cesena e organizzatore TEDxCittàdiSanMarino. Veterano della WWDC: ha partecipato alle edizioni 2014, 2015, 2017 e 2018. 

Giovanni Filaferro, 22 anni di Grado (GO), sviluppatore indipendente iOS (nanotek.me), studente del corso di laurea magistrale in Computer Science and Engineering presso il Politecnico di Milano. Ha partecipato a tutte le WWDC – Scholarship dal 2015 al 2018. 

Lo stesso corso di laurea magistrale al Politecnico milanese è frequentato da Lorenzo Bernaschina, studente 22enne di Como, al suo secondo anno di seguito di Scholarship alla WWDC.  

Cesare De Cal, 20 anni di Milano, è stato speaker del TEDxYouth di Bologna. Alla sua terza Scholarchip alla WWDC (2015,16 e 18), è stato il più giovane italiano a vincere la borsa di studio di Apple e ha pubblicato a 17 anni l’app Vita per aiutare i bambini a imparare matematica.