Nel primo trimestre 2026 Apple ha spedito 1,1 milioni di MacBook Neo. I numeri mettono il MacBook Neo davanti a ogni altro Mac portatil: il MacBook Air M5 è stato spedito in 900.000 unità nel suo trimestre di debutto, il MacBook Pro M5 appena 550.000. Il confronto è impietoso per entrambi, considerando anche che significativo il laptop si è reso disponibile soltanto per le ultime tre settimane del trimestre.
I numeri potrebbero essere anche più importante si avesse ragione Navkendar Singh, vicepresidente associato di IDC, secondo il quale i dati di marzo sottostimano la domanda reale: le spedizioni hanno iniziato ad accelerare da aprile, già fuori dal periodo contabilizzato.
I nuovi mercato spingono la domanda di MacBook Neo
David Naranjo di Counterpoint Research sottolinea che il MacBook Neo permette ad Apple di competere in fasce di prezzo dove il Mac era storicamente assente, attrarre acquirenti alla prima esperienza con macOS ed espandere la base clienti al di là del pubblico tradizionale. Naranjo stima che la quota Apple nel segmento tra 400 e 699 dollari possa salire dall’attuale 2% fino al 15%.
La distribuzione geografica delle spedizioni rivela dove Apple sta aprendo mercati nuovi: il 44% delle unità è andato negli Stati Uniti, mentre l’India ha assorbito circa 18.000 pezzi nonostante la disponibilità limitata a poche settimane. In India il Neo parte da ₹69.900 (circa 733 dollari), contro ₹119.900 dell’entry-level MacBook Air. Secondo Singh, il rialzo dei prezzi dei notebook Windows ha amplificato ulteriormente la domanda.
IDC vede opportunità anche nel consumer e nelle piccole imprese, oltre che tra i primi acquirenti Mac. Il modello rischia però di cannibalizzare i MacBook Air M1, M2 e M3, che nei mercati emergenti venivano proposti a prezzi scontati durante i saldi. Bharath Shenoy, analista senior IDC, segnala che in India proprio quei modelli sono stati tradizionalmente i volumi trainanti: resta da vedere come evolverà la situazione con il Neo in campo.
Il MacBook Neo monta un chip A18 Pro anziché un processore della famiglia M, con 8 GB di RAM, scocca in alluminio e display Liquid Retina da 13 pollici. La scelta del chip iPhone al posto di M-series è la leva che ha permesso ad Apple di scendere a 599 dollari, circa il 45% in meno rispetto al MacBook Air d’ingresso. Non mancano i compromessi tecnici rispetto alla gamma M, ma per studio, navigazione e lavoro leggero il Neo regge perfettamente confronto.
Apple avrebbe potuto fare anche meglio. Durante la conference call sui risultati di aprile, Tim Cook ha definito la risposta dei clienti al MacBook Neo “fuori scala” e riconosciuto che Apple sta fronteggiando vincoli di fornitura legati alle scorte di chip A18 Pro. Cook ha aggiunto che nel trimestre di marzo Apple aveva stabilito un record di nuovi clienti Mac, in parte grazie al Neo.
IDC prevede un ulteriore picco di spedizioni nel trimestre aprile-giugno, quando Apple avrà allentato i vincoli di fornitura ed espanso la distribuzione.

















