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Washington contro la UE per i 13 miliardi di dollari che Apple dovrebbe all’Irlanda

Il governo statunitense ha compiuto il primo atto formale per opporsi alla colossale multa da 13 miliardi di dollari con la quale Apple dovrebbe risarcire l’Irlanda per il particolare regime fiscale ottenuto nel paese, imposte inevase sui profitti ottenuti nel periodo dal 2003 al 2014 grazie a un sistema di aliquote vantaggiose concesse dall’Irlanda ad Apple.

Stando a quanto riporterebbero due fonti di Reuters, l’amministrazione Trump avrebbe presentato appello; nulla è dato al momento sapere in merito al ricorso specifico ma le fonti dell’agenzia di stampa affermano che il Tribunale discuterà del caso a fine 2018.

Già dopo l’annuncio della commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager, il Tesoro statunitense aveva parlato di «minaccia allo spirito della partnership economica tra Usa e Ue». Josh Earnest, portavoce della Casa Bianca, aveva parlato di “preoccupazione” per “l’approccio unilaterale nei negoziati sugli aiuti di stato che minacciano i progressi che abbiamo fatto collaborativamente con gli europei per rendere giusto il sistema tributario internazionale”. E ancora: “Quando dico giusto, intendo giusto soprattutto per i contribuenti ma anche per le aziende che cercano di fare business nel mondo; alla fine dà benefici all’economia su ambo le sponde dell’Atlantico».

Cupertino aveva definito la decisione “nefasta”; «Apple segue la legge e paga tutte le imposte che deve ovunque opera» era riportato in un comunicato stampa. Secondo l’azienda di Cupertino «l’argomentazione della Commissione non riguarda quanto Apple paga in tasse, ma quale governo raccoglie i soldi”, evidenziando “un effetto profondo e dannoso sugli investimenti e la creazione di lavoro in Europa”.

Ricordiamo che anhe il governo irlandese aveva sibito annunciato di ricorrere in appello contro la sentenza. “Sono in profondo disaccordo con la decisione della Commissione” aveva dichiarato il ministro delle Finanze del Paese, Michael Noonan; “Il nostro sistema di tassazione è fondato sulla stretta applicazione della legge, come stabilito dal Parlamento, senza alcuna eccezione».

Del tutto diversa ovviamente l’opinione della Commissione europea secondo la quale i due ruling fiscali emanati dall’Irlanda nei confronti di Apple hanno “considerevolmente e artificialmente” abbassato le imposte che la società ha versato in tale Stato membro a partire dal 1991. Grazie al metodo di assegnazione avallato con i ruling fiscali, Apple ha pagato sugli utili di Apple Sales International soltanto un’aliquota effettiva dell’imposta sulle società che dall’1% del 2003 è via via scesa fino allo 0,005% del 2014.

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