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Zoom Computazionale: anche lo zoom si potrà modificare dopo aver scattate una foto

La fotografia tradizionale comporta fra la altre cose la scelta di una lunghezza focale e una posizione prima di scattare un’immagine. Una nuova tecnologia chiamata “zoom computazionale” permetterà ai fotografi di modificare questi due fattori successivamente allo scatto, per creare non solo composizioni nuove ma anche fisicamente impossibili.

Il progetto è stato elaborato dai ricercatori di NVIDIA e UCSB; ecco come funziona. Durante la composizione di una foto, la lunghezza focale e la posizione del fotografo possono alterare in modo drastico le caratteristiche dell’immagine risultante.

In un esempio dato dai ricercatori, fotografare una donna con un obiettivo da 16 mm da vicino aiuta a rivelare delle montagne russe presenti sullo sfondo, mentre la stessa fotografia da distante con un obiettivo da 105 mm si concentra su un ponte ferroviario presente dietro la donna.

Inoltre, il corpo del soggetto mostra più distorsioni ad una distanza di 16 mm rispetto a quando invece lo scatto viene eseguito lontano da 105 mm. Lo zoom computazionale permette di “mixare” i due scatti, unendo l’immagine del soggetto scattato con l’obbiettivo da 105 mm, e allo stesso tempo quello della la montagna russa scattato con ottica da 16 mm.

La tecnologia consente di dividere una scena in base alla sua profondità e assegnare una diversa prospettiva di lunghezza focale a ciascuna di queste profondità. È possibile rendere il primo piano come se fosse stato scattato con un teleobiettivo e lo sfondo invece da una prospettiva grandangolare.

La procedura però richiede più fasi: in primo luogo, è necessario scattare una “serie” di foto con una lunghezza focale fissa, partendo dalla distanza massima e man mano avvicinandosi al soggetto scatto dopo scatto.

La serie di foto viene quindi inserita nello schema dello “zoom computazionale”, che calcola la struttura della scena usando le foto, crea una ricostruzione 3D e consente quindi di rendere la scena da più prospettive, ingrandendo ad esempio la posizione delle montagne russe e mantenendo invece la posizione della donna invariata.

“Questa nuova tecnologia consente ai fotografi di dare loro molto più flessibilità in post produzione per realizzare lo scatto perfetto”, dice il ricercatore Pradeep Sen. “Permette loro di raccontare la storia che vorrebbero”.

“Lo zoom computazionale è una tecnica potente per creare immagini convincenti”, dice lo scienziato di NVIDIA Orazio Gallo. “I fotografi possono manipolare una composizione in tempo reale, sviluppando immagini plausibili che non possono essere catturate con una fotocamera fisica”.

I ricercatori sperano che lo zoom computazionale possa un giorno essere offerto al pubblico come plug-in per i programmi di elaborazione delle immagini.

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