Google ha predisposto da qualche settimana una funzionalità che consente alle persone di richiedere la rimozione online di immagini esplicite non consensuali dalla ricerca.
Big G afferma che si tratta di un aggiornamento di misure di protezione pensate per le vittime di casi drammatici che continuano a vedere contenuti nei risultati di Google Ricerca, strumenti che dovrebbero garantire maggiore continuità nella protezione.
La prima funzionalità riguarda Google Immagini: se una immagine che rappresenta a vario titolo sessualità continua ad apparire nei risultati, che sia autentica o generata da strumenti AI, è possibile richiedere la rimozione dall’interfaccia. Basterà cliccare sul simbolo con i tre puntini nella ricerca, scegliere “Rimuovi risultato”, da qui selezionare “Mostra una immagine sessuale di me” e avviare la procedura per gestire la richiesta di rimozione, nonché di eventuali occorrenze future.
Le immagini segnalate non scompaiono istantaneamente: Google deve verificare la fondatezza della richiesta e il tempo di elaborazione non è specificato. Per accedere a questa funzionalità, ora disponibile in Italia e in molti altri paesi, bisogna essere collegati dal proprio account Google e aver attivato il servizio “Risultati che ti riguardano”. Da questa sezione dell’account Google è possibile chiedere di rimuovere risultati di ricerca che preferiamo mantenere privati, e aggiungere informazioni su di noi per consentire a Google di eseguire controlli regolari su informazioni che riteniamo importanti ed essere avvisati se vengono mostrate nei risultati di ricerca.
È possibile indicare il proprio nome o i nomi che altre persone potrebbero utilizzare per trovarci su Google (ad esempio il nome di battesimo o un nickname), dati di contatto personale, numeri di telefono, indirizzi mail: se Google rileva questi elementi nei risultati di ricerca, l’utente può essere informato e chiedere di nasconderli a tutti.
Verificare la presenza di nostri documenti di identità sul web
La seconda misura annunciata riguarda i documenti di identità, ed è sempre legata alla funzione “Risultati che ti riguardano”. Google potrà a breve verificare se passaporti, patente o altri nostri documenti sono sul web. Queste informazioni dovranno essere fornite a Google e quindi dovremmo fidarci; Big G afferma che i dati monitorati nell’ambito del servizio “Risultati che ti riguardano” sono “protetti da una crittografia avanzata” e non vengono utilizzati per altri scopi. Al momento, la funzionalità relativa ai documenti di identità è disponibile solo negli Stati Uniti, ma Google prevede di estenderla ad altri paesi.
Questi strumenti sono interessanti ma bisogna tenere presente che riguardano solo i risultati di Google. Eventuali immagini o informazioni personali continueranno a rimanere memorizzate sui siti originali e accessibili tramite altri motori di ricerca. Il filtro di Big G può essere utile per ridurre l’esposizione ma non costituisce una protezione totale contro la diffusione di immagini e dati personali. Indicare allegramente propri dati, rilevare indirizzi, immagini di documenti, ecc. può portare a crimini informatici gravi, compresi furti di identità e perdite di denaro. L informazioni condivise, in mani sbagliate, possono diventare un incubo per chiunque.












