Ricaricare un’auto elettrica in cinque minuti potrebbe presto diventare realtà. Dopo i risultati di mercato registrati a febbraio, con il record di immatricolazioni e tre modelli plug-in hybrid tra i primi cinque più venduti in Italia, BYD rilancia con una delle promesse più ambiziose per la mobilità elettrica: una nuova generazione di batterie Blade e la tecnologia di ricarica Flash Charging, pensate per ridurre drasticamente i tempi di sosta alla colonnina.
L’obiettivo è chiaro: rendere l’esperienza di rifornimento di un’auto elettrica sempre più simile a quella di un’auto tradizionale. Se quanto annunciato dall’azienda verrà confermato su strada, uno dei principali limiti percepiti dagli automobilisti — i tempi di ricarica — potrebbe ridursi in modo significativo.
Ricarica in 5 minuti: i numeri dichiarati da BYD
Dopo aver presentato lo scorso anno la ricarica da 1 megawatt, pari a 1.000 kW di potenza, con colonnine capaci di restituire circa 400 chilometri di autonomia in 5 minuti, BYD alza ancora l’asticella e ora promette fino a 1.500 kW di potenza di picco.
Si tratta di un valore molto superiore rispetto a quello supportato oggi dalla maggior parte delle auto elettriche in circolazione in Europa. Secondo BYD, la nuova piattaforma consentirà di portare la batteria dal 10% al 70% in cinque minuti e fino al 97% in meno di dieci minuti.
Il produttore cinese parla anche di prestazioni elevate in condizioni climatiche estreme: la ricarica dal 20% al 97% a -30 °C richiederebbe circa 12 minuti, solo tre minuti in più rispetto ai tempi indicati in condizioni più favorevoli. Con infrastrutture tradizionali, sempre secondo l’azienda, le nuove batterie Blade sarebbero comunque più rapide di circa il 30-50%.
Numeri di questo tipo sono possibili solo con una profonda integrazione tra auto, batteria e infrastruttura. E qui BYD gioca una partita diversa rispetto a molti concorrenti, perché oltre a produrre veicoli è anche uno dei protagonisti mondiali nel settore delle batterie.
Nuove batterie Blade: più densità energetica e maggiore efficienza
Alla base della nuova tecnologia ci sono le batterie Blade di seconda generazione, evoluzione delle già note celle LFP a lama sviluppate dall’azienda. BYD dichiara una densità energetica superiore del 5%, una durata più estesa nel tempo e standard di sicurezza ulteriormente rafforzati.
La promessa non riguarda soltanto la velocità di ricarica, ma anche la capacità di mantenere prestazioni elevate e affidabilità nel lungo periodo. È un passaggio importante perché la ricarica ultra rapida, per essere davvero utile nella vita quotidiana, deve essere accompagnata da una gestione termica e da una robustezza della batteria all’altezza.

Quale auto userà per prima questa tecnologia
Secondo quanto comunicato dall’azienda, la Denza Z9GT sarà la prima vettura destinata alla vendita in Europa a utilizzare i nuovi accumulatori. BYD dichiara per questo modello un’autonomia fino a 1.036 chilometri con una sola carica, dato che naturalmente andrà interpretato alla luce del ciclo di omologazione utilizzato.
Anche l’infrastruttura di ricarica è stata progettata con un’attenzione particolare alla praticità. I nuovi punti di ricarica si riconosceranno per la forma a “T” del caricatore, con una struttura sospesa su guida pensata per raggiungere più facilmente la presa dell’auto indipendentemente dalla posizione di parcheggio. È prevista inoltre una protezione impermeabile dedicata.
Le vetture compatibili con la tecnologia Flash Charging dovrebbero essere riconoscibili anche grazie a un badge specifico sul portellone, così da identificare a colpo d’occhio i modelli in grado di sfruttare la nuova ricarica ultra rapida.

Quando arriveranno in Europa le nuove colonnine
Per il momento non è ancora chiaro quando le nuove stazioni di ricarica arriveranno in Europa. BYD non ha indicato una data precisa e ha preferito mantenere un profilo prudente sul calendario di implementazione.
È un dettaglio importante, perché la disponibilità effettiva di colonnine compatibili sarà decisiva quanto la tecnologia installata a bordo delle vetture. Senza una rete dedicata, infatti, anche le auto più avanzate non potrebbero esprimere tutto il loro potenziale.
Se però i tempi di diffusione non saranno troppo lunghi, la nuova piattaforma di BYD potrebbe contribuire a ridisegnare il futuro della mobilità elettrica. La possibilità di recuperare centinaia di chilometri in pochi minuti cambierebbe in modo concreto il rapporto con l’auto elettrica, soprattutto per chi viaggia spesso o teme ancora soste troppo lunghe.
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