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iPhone 17e le nostre prime impressioni: niente di superfluo, tutto l’essenziale

Abbiamo passato un fine settimana lungo in anteprima con il nuovo iPhone 17e, il modello low cost (o, come indica la sigla, “economico”) di Apple lasciando il nostro iPhone 17 Pro chiuso in un cassetto. Il risultato è sorprendente: al nuovo telefono da 729 euro iva inclusa non manca niente di quello che è necessario.

E la domanda diventa: perché spendere di più quando si può già fare più che abbastanza così? Apple ha tirato su una linea di prodotti a prezzi relativamente contenuti che bastano e avanzano per una clientela che non vuole spendere troppo per cose che forse non farà mai. E il nuovo iPhone 17e è la sua punta di diamante.

iPhone 17e hands on: niente di superfluo, tutto l'essenziale - macitynet.it

Il prezzo giusto al momento giusto

L’iPhone 17e arriva sul mercato con un posizionamento che non lascia molto spazio alle obiezioni. 599 dollari di partenza negli Stati Uniti, tradotti in 729 euro IVA inclusa nel mercato italiano, per uno smartphone che porta in dote 256 gigabyte di storage di base: il doppio rispetto a quello che offriva l’iPhone 16e allo stesso prezzo di ingresso. È un salto di generazione che si sente, non un ritocco di catalogo. Il modello da 512 gigabyte sale a 799 dollari senza tasse (979 euro IVA inclusa), ma per la maggior parte degli utenti e degli usi quotidiani il taglio base è più che sufficiente.

La posizione nella gamma Apple è chirurgicamente calcolata: 200 dollari sotto l’iPhone 17 standard, abbastanza per giustificare l’acquisto da chi non ha bisogno di tutto, abbastanza poco per far nascere qualche dubbio in chi stava guardando più in alto. Apple ha fatto questa operazione con la sua solita abilità nel posizionare i prodotti nella sua matrice di prezzi, con la consapevolezza che il segmento di chi vuole un iPhone senza fronzoli e senza compromessi sostanziali sulle prestazioni è enorme e storicamente mal servito.

Un telaio familiare, una sostanza nuova

Confezione minimal, veramente piccola quest’anno, con solo il cavetto USB-C telato, il pin per aprire lo sportellino della Sim (la seconda è elettronica) e un foglietto di istruzioni richiesto dalla legge. Un foglio adesivo protegge lo schermo. Tutto il resto è optional, incluso il caricabatteria. Tenuto in mano, l’iPhone 17e è immediatamente riconoscibile come un prodotto Apple di questa generazione. Telaio in alluminio, vetro posteriore con finitura opaca e texture che garantisce presa migliore, Ceramic Shield 2 sul fronte con una resistenza ai graffi dichiarata tre volte superiore alla generazione precedente. Molto piacevole al tatto e leggero.

Se appartenete alla tribù di chi non protegge mai il suo telefono, vi piacerà il contatto fisico ogni giorno di più. Se, come noi, salutate la scocca e la infilate subito in una custodia (in questo caso quella trasparente molto bella con il cerchio bianco del MagSafe in evidenza), potete anche non pensare troppo al colore che scegliete.

Dal punto di vista tecnico, le caratteristiche chiave sono la certificazione IP68 che conferma la tenuta all’acqua. Il peso, che si ferma a 169 grammi, contenuto per gli standard attuali. Il display è un OLED da 6,1 pollici Super Retina XDR con risoluzione 2532×1170 pixel e densità di 460 punti per pollice: colori saturi, fedeltà cromatica eccellente, True Tone e trattamento anti-riflesso funzionano esattamente come ci si aspetta.

Dov’è che si risparmia. Il notch per Face ID è lì, invariato rispetto alle generazioni precedenti a partire da iPhone X. Non è una questione che cambia il modo in cui si usa il telefono, ma chi arriva da un Android con fotocamera a foro o da un iPhone con Dynamic Island nota la differenza. Il pannello, poi, resta a 60 Hz di refresh rate: percettibile in certi contesti, dimenticato nella quasi totalità dell’uso quotidiano. La nuova colorazione Soft Pink si aggiunge al classico Black e soprattutto al fantastico White che per noi ha i risultati più convincenti.

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Il cervello da flagship

Qui risiede il vero argomento a favore dell’iPhone 17e. Sotto la scocca lavora il chip A19, lo stesso processore della linea iPhone 17, con CPU a sei core, GPU a quattro core e Neural Engine da sedici core. Rispetto all’A18 dell’iPhone 16e il salto prestazionale dichiarato è del 30 per cento sia in termini di velocità che di efficienza energetica. I benchmark multi-core su Geekbench superano il predecessore 16e, con risultati sostanzialmente identici a quelli dell’iPhone 17 base.

A questo si aggiunge il modem C1X di Apple, progettato internamente, che gestisce il 5G con maggiore efficienza rispetto al predecessore. Gli 8 gigabyte di RAM consentono di far girare Apple Intelligence senza rallentamenti: l’editing fotografico generativo in tempo reale, le funzioni di sintesi e prioritizzazione delle notifiche, la riscrittura dei testi. Nel fine settimana di prova il multitasking non ha mai accusato incertezze, il passaggio tra applicazioni pesanti è rimasto fluido. Il gap rispetto agli iPhone di fascia alta si sente solo nelle sessioni di gioco con grafica molto esigente, dove la GPU a cinque core dell’iPhone 17 fa la differenza.

Una fotocamera che non si scusa

C’è chi vive come una limitazione il ciclope (la singola fotocamera posteriore), e chi invece lo trova perfetto. L’iPhone 17e monta una fotocamera singola da 48 megapixel con apertura f/1.6, stabilizzazione ottica e zoom ottico equivalente a 2x. Non c’è l’ultra-grandangolo, non c’è il nuovo pulsante Camera Control. Quello che c’è è lo stesso sensore Fusion presente sulla linea principale, con Photonic Engine, Smart HDR 5, modalità notturna e ritratti con regolazione della profondità di campo applicabile anche dopo lo scatto. I video arrivano fino al 4K a 60 fotogrammi al secondo con supporto Dolby Vision.

Abbiamo scattato relativamente poco, più che altro foto di famiglia, ma la resa in condizioni di luce scarsa ha convinto. I ritratti di figli e animali domestici gestiscono la separazione soggetto-sfondo con precisione soddisfacente, le tonalità dei colori della pelle risultano naturali senza quella saturazione artefatta che spesso caratterizza i processori di immagine troppo aggressivi. La selfie camera da 12 megapixel con apertura f/1.9 regge bene anche in interni. L’assenza dell’obiettivo ultra-grandangolare (0,5x) è la vera rinuncia: chi fotografa architettura, paesaggi o ambienti interni la sentirà.

La batteria che sorprende

Apple dichiara per l’iPhone 17e una durata fino a 26 ore di riproduzione video e 21 ore di streaming, con un margine di quattro ore rispetto all’iPhone 16e. Nella prova sul campo, oltretutto con il download di tutti i dati da iCloud che procede anche la notte e le successive ottimizzazioni, non abbiamo potuto né confermare né smentire questa dichiarazione di Apple. L’uso intenso presenta quella che, per la nostra esperienza piuttosto lunga con i telefoni Apple, è una curva caratteristica molto buona: iPhone 17e secondo noi appartiene alla categoria degli iPhone la cui batteria resiste tutto il giorno senza problemi. Non prendeteci però troppo sulla parola: dateci più tempo, invece, per confermare questa impressione quasi istintiva con un test sul campo più strutturato. Per adesso il nostro uso classico ha lasciato il telefono con abbondante riserva a fine serata. Il modem C1X secondo noi contribuisce sensibilmente all’efficienza complessiva.

La ricarica rapida porta la batteria al 50 per cento in 30 minuti con alimentatore da 20 watt o superiore. L’introduzione del MagSafe a 15 watt è un passo avanti concreto rispetto all’iPhone 16e, che non lo supportava: l’ecosistema di accessori magnetici è ampio e maturo (compreso quello sulla nostra scrivania realizzato con un supporto fatto in casa con la stampa 3D), e avere questa compatibilità nel modello entry-level toglie un motivo di rimpianto. Abbiamo piazzato subito il Wallet di Apple e un altro accessorio di cui vi parleremo tra pochi giorni, cioè il registratore Plaud Note Pro.

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Il confronto con la gamma

Mettendo l’iPhone 17e fianco a fianco con l’iPhone 17 Pro (e idealmente con un iPhone 17 standard), la lista delle differenze è chiara. Dynamic Island contro notch, refresh a 120 Hz contro 60 Hz, GPU di soli quattro core, ultra-grandangolare assente, Camera Control assente, ricarica rapida a 20 watt contro 40. Su tutto il resto, le distanze si assottigliano: rispetto all’iPhone 17 serie regolare c’è lo stesso chip, stessa fotocamera principale, stesso storage di base, batteria di autonomia comparabile. Il divario di 200 euro si paga prevalentemente per funzionalità che molti utenti non mettono mai seriamente alla prova.

Rispetto all’iPhone 16e che sostituisce, il quadro è invece univoco: A19 contro A18, storage raddoppiato, MagSafe introdotto ex novo, e ancora, sensore fotografico aggiornato, Ceramic Shield di seconda generazione, quattro ore in più di autonomia. Un upgrade con pochi dubbi.

Conclusione: la domanda giusta

Al termine del fine settimana di prova, l’iPhone 17e ci ha lasciato un’impressione netta. Non è un telefono che chiede scusa per quello che non ha. È un telefono che sa con precisione cosa offre e lo fa con un hardware di primo livello a un prezzo che difficilmente trova rivali seri nella stessa fascia. Chi cerca semplicemente un iPhone potente, ben costruito, con una fotocamera capace e una batteria che tiene la giornata non ha nessun motivo valido per guardare più in alto. Chi invece fotografa molto in situazioni variabili, gioca a videogame graficamente impegnativi o vuole l’esperienza completa della piattaforma troverà nei 200 euro di differenza con l’iPhone 17 una motivazione concreta.

Apple ha fatto una scelta lucida: togliere il superfluo senza toccare l’essenziale. Per una porzione ampia del suo pubblico, è esattamente la scelta giusta.


Disponibilità e prezzi

Vi ricordiamo che iPhone 17e costa 729 € nella versione base con 256 GB, mentre col doppio di memoria il prezzo sale a 979 €. Già disponibile anche su Amazon, lo trovate inoltre in tre varianti di colore: Nero, Bianco e Rosa cipria.

256 GB



512 GB



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