Apple ha resistito a lungo all’idea di fare di Siri un chatbot. Per anni la linea ufficiale era che l’assistente dovesse essere contestuale, integrato nel sistema, non una chat a turni come ChatGPT. Poi il mercato ha parlato chiaro e Apple si è convertita.
Con iOS 27 arriverà un’app Siri dedicata alle conversazioni continue, con cronologia, allegati, ricerca web proprietaria e strumenti di scrittura integrati nel sistema operativo. Ecco una sintesi dettagliata di come funzionerà, secondo le informazioni raccolte da Bloomberg.
L’app
La nuova app Siri sarà disponibile su iOS, iPadOS e macOS. Si aprirà trascinando verso il basso un risultato dell’assistente oppure dalla schermata principale. L’interfaccia ricorderà Messages: le chat scorreranno come uno scambio di messaggi, con il campo “Ask Siri” in basso per inserire nuove richieste e un pulsante per passare all’input vocale.
Le conversazioni precedenti saranno visualizzabili in lista oppure in una griglia di riquadri verticali, ciascuno con un breve riassunto del contenuto, così da capire a colpo d’occhio in quale chat rientrare. È lo stesso approccio usato dall’app di OpenAI. La cronologia si sincronizzerà tra dispositivi via iCloud e potrà essere cancellata automaticamente dopo 30 giorni, un anno o mai, a scelta dell’utente dalle Impostazioni, sul modello di Messages.
L’app supporterà anche allegati: foto dalla fotocamera o dalla libreria, oppure file da analizzare o usare direttamente nella conversazione, una funzione standard nei principali chatbot che fino ad ora Siri non aveva.
La ricerca web
Il chatbot si appoggerà a un motore di ricerca web sviluppato internamente da Apple, una novità assoluta. Siri potrà rispondere a qualsiasi domanda senza rimandare a Google o ChatGPT, con risposte che includerebbero sintesi, elenchi e immagini.
Una mossa che riduce la dipendenza da terzi e mette Apple in concorrenza diretta con Perplexity, startup che Apple aveva anche valutato di acquisire. Vale anche come segnale strategico: il rapporto economico con Google è sotto pressione per le indagini antitrust negli Stati Uniti, e costruire una ricerca proprietaria riduce ulteriormente quella dipendenza.
Chiedi a Siri e Scrivi con Siri
Due funzioni estenderanno Siri al di fuori dell’app. “Chiedi a Siri” permetterà di selezionare testo in qualsiasi punto di iOS e inviarlo all’assistente per analisi o approfondimenti, con un pulsante che appare accanto alle opzioni classiche di copia e condivisione, sul modello del pulsante “Ask ChatGPT” di OpenAI. “Scrivi con Siri” aggiungerà un tasto sulla tastiera di iOS e iPadOS per chiedere a Siri di comporre testo su indicazione dell’utente, direttamente nell’app in uso.
La waitlist
Il dettaglio più rilevante è che Apple starebbe etichettando internamente il nuovo Siri come “beta” e “preview”. Al lancio con iOS 27 a settembre il software non verrebbe presentato come definitivo, e secondo Gurman è possibile che alcune funzioni siano accessibili inizialmente solo tramite waitlist, come avvenne con Apple Intelligence nel 2024. Il Siri originale rimase in beta per due anni dopo il debutto del 2011, ma due anni di promesse non mantenute rendono questa cautela più difficile da digerire.



















