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iOS 27: tutto quello che sappiamo prima della WWDC

Lunedì 8 giugno Apple apre la WWDC 2026. Dal palco di Apple Park, Tim Cook, all’ultimo keynote da CEO prima del passaggio di testimone a John Ternus previsto in autunno, presenterà iOS 27, insieme alle versioni gemelle per Mac e iPad, macOS 27 e iPadOS 27. Ma al centro resta proprio iOS 27, il sistema operativo che guida l’innovazione di Cupertino.

Sappiamo già parecchio su quello che vedremo. Questo articolo raccoglie tutto quello che è trapelato finora, dalla nuova Siri alle funzioni di intelligenza artificiale sparse nelle app, fino alle novità di sistema, ai dispositivi compatibili e alla data di uscita.

Un anno di ottimizzazione, con l’AI al centro

iOS 26 aveva cambiato la faccia dell’iPhone con Liquid Glass, nuova tipografia e icone ridisegnate, il restyling visivo più profondo dai tempi di iOS 7. iOS 27 cambia obiettivo e lavora sulle fondamenta.

Mark Gurman di Bloomberg lo ha descritto come un aggiornamento in stile Snow Leopard, il riferimento al macOS del 2009 che puntava a rendere il sistema più veloce, più stabile e più pulito senza concentrare l’attenzione sulle novità visibili. La logica è la stessa. Si parte dai problemi rimasti aperti con iOS 26, surriscaldamenti, consumi anomali della batteria, glitch grafici e instabilità della rete cellulare, e si interviene con una revisione strutturale del codice di base.

Gli ingegneri Apple stanno passando al setaccio l’intero sistema operativo per eliminare codice obsoleto, correggere bug e risolvere inefficienze. L’obiettivo è un iOS più reattivo e leggero, con ottimizzazioni di sicurezza, migliore gestione delle risorse, prestazioni più costanti e guadagni tangibili sull’autonomia della batteria.

Siri, il perno di iOS 27

La novità più grande di iOS 27 ha un nome solo, Siri. Apple la riprogetta da zero per trasformarla da esecutore di comandi vocali nel principale punto di accesso a tutte le funzioni di intelligenza artificiale dell’iPhone.

L’assistente diventa un chatbot conversazionale vero e proprio, con memoria delle conversazioni, cronologia, ripresa delle chat e una app dedicata in stile iMessage, dove si alternano testo e voce e si caricano foto, documenti e PDF da analizzare. L’esperienza si avvicina a quella di ChatGPT, Claude o Gemini, ma con l’ambizione di diventare parte integrante del sistema operativo.

Il salto più importante riguarda il modo in cui Siri capisce il contesto e agisce dentro l’iPhone:

  • Contesto personale, con accesso a Mail, Messaggi, Calendario, Contatti, Note e Foto per rispondere a domande naturali, ad esempio sull’orario del prossimo appuntamento.
  • Consapevolezza dello schermo, la onscreen awareness che permette di agire su una mail, un articolo o una foto aperti in quel momento.
  • Azioni dentro e tra le app, con operazioni coordinate che oggi richiedono diversi passaggi manuali, anche su applicazioni di terze parti.
  • Integrazione nella Dynamic Island, che diventa uno dei punti naturali di accesso al nuovo assistente.
  • Search or Ask, una nuova interfaccia richiamabile con uno swipe che unisce ricerca e AI.

Per la prima volta Apple gestirà le ricerche web con un motore di ricerca proprietario, in concorrenza diretta con Perplexity, con risposte che includono riassunti, liste e immagini senza rimandare a Google.

Con le Siri Extensions l’utente potrà scegliere quale modello usare per certe attività, tra ChatGPT, Claude e Gemini, gestendoli dalle Impostazioni e da una sezione dedicata dell’App Store. È un cambio di approccio per Cupertino, che apre il sistema a modelli esterni senza rinunciare al controllo dell’esperienza.

Dietro le quinte pesa l’accordo con Google. Gemini è la base tecnica dei nuovi Apple Foundation Models e di buona parte della nuova Siri, con un’intesa pluriennale dal valore di circa un miliardo di dollari l’anno. È una scelta pragmatica per accelerare, dopo aver ridimensionato il team interno e perso ingegneri verso la concorrenza.

Apple continua intanto a etichettare la nuova Siri come beta e preview, con funzioni che potrebbero arrivare in modo graduale, lo stesso schema visto nel 2024 con Apple Intelligence.

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Le altre novità AI: fotocamera, foto, scrittura e automazioni

La nuova Siri assorbe l’attenzione, ma l’intelligenza artificiale di iOS 27 si allarga a molte app di sistema. Apple non la presenta più come un elemento separato, ma come uno strato che entra nella fotocamera, nelle foto, nella scrittura e nelle automazioni.

Visual Intelligence entra nella Fotocamera

Visual Intelligence entra direttamente nell’app Fotocamera e si lega più strettamente a Siri. Nell’app comparirà una modalità Siri dedicata, accessibile accanto a Foto, Video, Ritratto e Panorama, con il logo Apple Intelligence sul pulsante di scatto. La fotocamera diventa così un punto di accesso alle funzioni AI.

Le funzioni previste vanno oltre il semplice riconoscimento degli oggetti:

  • riconoscimento delle etichette nutrizionali e registrazione dei dati nell’app Salute;
  • trasformazione di un biglietto da visita in un contatto;
  • identificazione di oggetti e luoghi;
  • estrazione di informazioni da documenti e immagini;
  • interazione più stretta con Siri per fare domande su ciò che viene inquadrato.

La direzione guarda già ai futuri dispositivi indossabili AI di Apple, dagli occhiali agli AirPods con fotocamera. L’iPhone resta il primo passo verso un’esperienza in cui l’AI analizza l’ambiente con continuità.

L’interfaccia personalizzabile

Il secondo ordine di novità dell’app Fotocamera riguarda l’interfaccia, che diventerebbe completamente configurabile dall’utente. Lungo la parte superiore comparirebbe una barra di widget intercambiabili, riorganizzabili liberamente in base al tipo di scatto.

Tra i controlli disponibili ci sarebbero:

  • flash;
  • esposizione;
  • timer;
  • risoluzione;
  • stili fotografici;
  • griglia;
  • livella.

Ogni modalità di scatto avrebbe il suo set indipendente, selezionabile da un vassoio trasparente che scorrerebbe dal basso, organizzato in categorie base, manuale e impostazioni. Chi vuole potrà partire dal set predefinito, passare a un set avanzato con controlli di profondità di campo ed esposizione, o costruirsi il proprio da zero. È un cambiamento rivolto ai fotografi più esigenti, da sempre penalizzati da un’interfaccia calibrata sul grande pubblico.

Foto: editing generativo

L’app Foto riceve uno degli aggiornamenti più ampi di sempre. La nuova sezione Apple Intelligence Tools nella schermata di modifica raccoglie quattro strumenti principali:

  • Estendi, per generare contenuto oltre i bordi originali dell’immagine;
  • Riquadra, per cambiare la prospettiva di alcuni scatti;
  • Migliora, per intervenire su colore e luce;
  • Clean Up aggiornato, per rimuovere gli elementi indesiderati con più precisione.

Tutti gli strumenti sono gestiti in locale, senza ricorrere a server remoti. Apple sta inoltre testando l’editing in linguaggio naturale, con la possibilità di chiedere a Siri di ritagliare una foto o correggere i colori a voce. La funzione resta in fase di test e potrebbe slittare oltre la prima versione di iOS 27.

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Scrittura, Genmoji e Image Playground

Crescono anche gli strumenti creativi. Write with Siri porta la scrittura assistita direttamente nella tastiera, affiancata da un nuovo correttore grammaticale AI che propone i suggerimenti uno alla volta o tutti insieme.

Le novità principali sono tre:

  • Write with Siri, per intervenire sui testi direttamente dalla tastiera;
  • Suggested Genmoji, per proporre emoji personalizzate a partire dalle foto e dalle frasi usate più spesso;
  • Image Playground ridisegnata, con un’interfaccia più essenziale e l’opzione per modificare un’immagine descrivendo a parole il cambiamento.

Apple sta aggiornando i modelli grafici per risultati più realistici, un terreno dove la distanza dalla concorrenza resta evidente.

Comandi Rapidi in linguaggio naturale

Cambiano anche i Comandi Rapidi. Oggi vanno costruiti azione per azione, con iOS 27 basterà descrivere a parole il risultato voluto, ad esempio avviare una playlist e inviare l’orario di arrivo quando si sale in auto. A costruire il flusso e a installarlo ci penserà Siri.

È una delle novità più importanti per chi usa l’iPhone in modo avanzato, perché abbassa la soglia d’ingresso delle automazioni senza eliminare la logica dei Comandi Rapidi.

Le app di sistema

Fuori dall’AI, Apple mette mano a diverse applicazioni di sistema. Non si tratta di un restyling generale, ma di una serie di interventi mirati su funzioni usate ogni giorno.

Le novità principali riguardano:

  • Safari, che rivede la pagina iniziale con quattro tab in cima per preferiti, segnalibri, lista di lettura e cronologia. L’app acquisisce anche la capacità di raggruppare i tab aperti per argomento, con una funzione AI che assegna automaticamente un nome ai gruppi di schede in base al contenuto.
  • Wallet, che guadagna Create a Pass, lo strumento per scansionare una tessera palestra o un abbonamento cartaceo e ottenerne una versione digitale nell’app senza dipendere da chi li emette. Arriva anche un sistema integrato per la divisione delle spese tra amici tramite Wallet e Messaggi.
  • Calendario, al centro di una revisione significativa integrata con le nuove capacità di Siri. Era atteso già per iOS 26 ma è slittato.
  • Meteo, che aggiunge un nuovo pannello Condizioni nella schermata principale di ogni città, con accesso diretto ai dati su pioggia e vento senza dover aprire una pagina separata.
  • Dov’è, che viene rinnovata con un’interfaccia aggiornata e una gestione più chiara dei dispositivi e degli oggetti collegati.
  • AirPods, che ottengono un nuovo pannello di gestione dedicato.
  • Google Cast e altri sistemi alternativi ad AirPlay, che entrano tra le opzioni supportate.

Apple sta infine riorganizzando la barra dei tab in fondo ad alcune app, unificando la voce di ricerca con le altre sezioni. Il cambiamento riguarderà Podcast, TV, Musica, Salute e News, sulla falsariga di quanto già fatto con l’App Store in iOS 26.4.

Liquid Glass, più controllo all’utente

Sul fronte estetico le novità sono minime, in linea con l’anno di consolidamento. Apple continua a rifinire Liquid Glass introdotto con iOS 26, correggendo le criticità emerse nel primo anno e migliorando la leggibilità.

La novità più richiesta è uno slider globale per regolare l’intensità dell’effetto vetro su tutto il sistema, una funzione già tentata in iOS 26.2 per la sola schermata di blocco.

Accanto a questo intervento, iOS 27 dovrebbe portare altre modifiche di interfaccia:

  • nuove animazioni per le notifiche, che compariranno lateralmente per adattarsi ai nuovi gesti di Search or Ask;
  • una diversa organizzazione delle tab bar nelle app Apple;
  • animazioni aggiornate per la tastiera, con i tasti che salgono dal basso alla comparsa;
  • strumenti aggiuntivi per personalizzare la schermata Home, tra cui i tasti Annulla e Ripristina nel menu di personalizzazione.

Sono interventi meno appariscenti rispetto al passaggio a Liquid Glass, ma servono a rendere più controllabile un cambiamento grafico che con iOS 26 ha diviso molti utenti.

iPhone Ultra: iOS 27 per il pieghevole

Parte del lavoro su iOS 27 guarda al primo iPhone pieghevole, atteso per settembre 2026 con il nome iPhone Ultra.

Da chiuso, il display esterno da 5,5 pollici si comporta come quello di un iPhone normale. Da aperto, il display interno da 7,8 pollici con formato 4:3 adotta automaticamente un layout vicino a quello dell’iPad.

La novità software più rilevante è il multitasking con due app affiancate, che debutta per la prima volta su iPhone. Il sistema resta iOS, non iPadOS, ma l’interfaccia si adatta alla doppia natura del dispositivo.

Le differenze principali saranno queste:

  • da chiuso, tutto funziona come su un normale iPhone;
  • da aperto, alcune app Apple usano un layout più ampio, vicino a quello dell’iPad;
  • il multitasking consente di usare due app affiancate;
  • le app Apple adottano barre di navigazione laterali;
  • non sono previste la gestione avanzata delle finestre dei tablet né il supporto alle app iPad.

È una scelta coerente con l’identità del prodotto. iPhone Ultra non diventa un iPad tascabile, ma un iPhone capace di cambiare interfaccia quando viene aperto.

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Satellite oltre le emergenze

Apple punta ad ampliare le funzioni satellite introdotte con iPhone 14, portandole oltre i soli messaggi di emergenza.

Tra le novità allo studio ci sono:

  • Apple Maps via satellite, per navigare nelle aree senza copertura;
  • invio di foto via satellite in Messaggi;
  • un framework API per gli sviluppatori di terze parti;
  • connessione senza dover puntare il dispositivo verso il cielo, uno dei limiti più fastidiosi dell’esperienza attuale.

Alcune funzioni dipendono da aggiornamenti dell’infrastruttura del partner Globalstar e potrebbero essere riservate ai modelli più recenti.

Accessibilità

Apple ha già annunciato un pacchetto di novità per l’accessibilità in arrivo nel corso dell’anno, quasi certamente con iOS 27. Il filo conduttore è Apple Intelligence usata per ridurre le barriere d’uso.

Le funzioni più importanti sono:

  • VoiceOver con Image Explorer, per descrizioni più dettagliate di foto e documenti;
  • Lente d’ingrandimento capace di descrivere l’ambiente e rispondere a comandi vocali;
  • Controllo vocale in linguaggio naturale, senza la necessità di memorizzare etichette;
  • Accessibility Reader, per sintetizzare documenti complessi su richiesta;
  • sottotitoli automatici generati sul dispositivo per i video privi di caption su iPhone, iPad, Mac, Apple TV e Vision Pro.

Per l’Italia vale la solita cautela, con alcune funzioni che partiranno in inglese e si estenderanno in seguito alle altre lingue.

Quali iPhone saranno compatibili con iOS 27

Apple non ha ancora ufficializzato l’elenco, e fino al keynote ogni previsione resta indiscrezione. Detto questo, le fonti convergono su una direzione abbastanza precisa. Secondo un leak pubblicato su Weibo, iOS 27 richiederebbe almeno un iPhone 12, lasciando fuori iPhone 11, 11 Pro, 11 Pro Max e l’iPhone SE di seconda generazione. Sarebbe il secondo anno di fila con un taglio ampio, dopo la generazione iPhone XS esclusa da iOS 26.

Installare iOS 27 non vorrà però dire accedere a tutte le sue funzioni. Si delineano tre livelli:

  • iOS 27 di base, sugli iPhone 12 e successivi, con le novità di sistema slegate dall’AI;
  • Apple Intelligence, che richiede iPhone 15 Pro o successivi con chip A17 Pro o superiore, per la nuova Siri, Visual Intelligence e l’editing generativo delle foto;
  • funzioni AI più avanzate, che potrebbero restare riservate ai modelli con chip della serie A18 o superiori.

Un iPhone potrà quindi ricevere iOS 27 senza avere la nuova Siri o gli strumenti AI più complessi. Il quadro definitivo arriverà con la WWDC e le prime beta.

Quando arriva: dalla WWDC al lancio autunnale

Apple presenta iOS 27 al keynote della WWDC 2026, in programma lunedì 8 giugno ad Apple Park. Seguiranno le beta per sviluppatori, la beta pubblica a luglio e il rilascio ufficiale a settembre 2026, in coppia con i nuovi iPhone 18.

Difficile però che arrivi tutto insieme. Con iOS è sempre andata così, e quest’anno la centralità dell’AI rende lo scenario ancora più probabile. Funzioni mostrate a giugno potrebbero debuttare mesi dopo, altre slittare o ridimensionarsi. Dopo l’imbarazzo di Apple Intelligence, Cupertino sarà prudente nell’annunciare ciò che non controlla del tutto.

Un passaggio chiave sarà iOS 27.5, l’aggiornamento di metà ciclo atteso nella primavera del 2027, quando Apple di solito completa il quadro consegnando le funzioni rimaste indietro.

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