Apple ha alzato i prezzi di molti suoi prodotti. Gli aumenti (che per ora sono attivi solo sui siti e nei negozi Apple, ma non Amazon), riguardano Mac, iPad e Apple TV, seguendo quel che Tim Cook aveva detto la settimana scorsa, in un’intervista al Wall Street Journal, quando aveva affermato che i rincari sarebbero stati inevitabili a causa della crisi della memoria — la domanda di chip DRAM e NAND da parte dei grandi player dell’AI ha sottratto capacità produttiva all’intera filiera consumer.
Sui Mac gli aumenti si muovono in una fascia compresa tra il 13 e il 22%. Il MacBook Air 13″ passa da 1.249 a 1.449 euro (+16%), il MacBook Air 15″ da 1.549 a 1.749 euro (+12,9%), il MacBook Neo da 699 a 799 euro (+14,3%). I MacBook Pro seguono la stessa logica: il modello da 14″ sale da 1.949 a 2.249 euro (+15,4%), quello da 16″ da 3.099 a 3.499 euro (+12,9%). Più pesanti i rincari sui desktop: l’iMac passa da 1.529 a 1.869 euro (+22,2%), il Mac Studio da 2.549 a 3.049 euro (+19,6%). Una coerenza che non sorprende: Morgan Stanley aveva stimato aumenti intorno al 15% per smartphone e PC nel corso dell’anno, ma sui modelli con più memoria il conto è più salato.
Più irregolari, e in alcuni casi più pesanti, i rincari sugli iPad.
L’iPad Air 11″ da 128 GB passa da 699 a 829 euro (+18,6%), il modello da 13″ da 907 a 1.029 euro (+13,4%). La configurazione iPad Air 11″ da 1 TB registra l’aumento assoluto più significativo della categoria: da 1.299 a 1.589 euro, con un rincaro di 290 euro pari al +22,3%.
Sugli iPad Pro gli aumenti sono ancora più marcati: l’iPad Pro 11″ passa da 1.119 a 1.399 euro (+25%), l’iPad Pro 13″ da 1.469 a 1.699 euro (+15,7%). Le configurazioni da 2 TB seguono: l’iPad Pro 11″ 2 TB da 2.329 a 2.699 euro (+15,9%), l’iPad Pro 13″ 2 TB da 2.679 a 3.019 euro (+12,7%). Il dato più impattante riguarda però l’iPad base: da 389 a 509 euro, con un incremento del 30,8% che porta per la prima volta questo modello oltre la soglia dei 500 euro.
Aumenti significativi anche sull’Apple TV: il modello da 64 GB passa da 169 a 229 euro (+35,5%), quello da 128 GB da 180 a 299 euro (+66,1%).
La progressione non è casuale. I modelli con maggiore capacità di storage subiscono rincari più pesanti in percentuale, il che riflette direttamente la dinamica sul mercato NAND: è lì che la pressione della domanda AI si fa sentire con più forza, e Apple non assorbe più la differenza. Una strategia che per qualche tempo aveva retto: Apple aveva acquistato grandi volumi di memoria anticipando la crisi, cercando di proteggere i listini consumer mentre i concorrenti cedevano già. Quella finestra si è chiusa e i numeri sono sul tavolo, e con loro una dichiarazione ufficiale rilascia a Reuters:
«Non abbiamo mai visto un componente aumentare così tanto, così rapidamente. Abbiamo protetto i nostri clienti da questi aumenti finora, ma abbiamo raggiunto un punto in cui dobbiamo iniziare ad alzare i prezzi. Sappiamo che non è una buona notizia, e stiamo lavorando senza sosta per trovare soluzioni.»
Cook aveva già anticipato la disponibilità di Apple a usare il proprio bilancio per contribuire ad aumentare la capacità produttiva nel settore della memoria — senza però chiarire in che modo, visto che ha escluso la costruzione diretta di fabbriche di DRAM o NAND.
iPhone non è ancora coinvolto — ma le premesse sono le stesse, e le proiezioni su iPhone 18 Pro in Italia parlano già di circa 1.600 euro.
Come accennato, l’aumento dei prezzi non si è ancora riflesso su tanti rivenditori. Tra questi anche Amazon, ne parliamo in questo articolo. Potete anche accedere a tutti i prezzi Amazon da questo link. Potrebbero essere validi ancora per poco.













