Chi sta aspettando un calo dei prezzi per comprare RAM, SSD o un nuovo PC potrebbe dover aspettare ancora: Team Group prevede che la carenza di memorie entri nella fase più difficile tra la fine del 2026 e la metà del 2027. Acer è più ottimista, ma anche nel suo scenario i prezzi dei computer potrebbero iniziare a scendere soltanto nella seconda metà del prossimo anno.
Chi sperava in una tregua sui prezzi di RAM e SSD dovrà quindi probabilmente aspettare ancora. A lanciare l’allarme è Chen Ching-wen, direttore generale di Team Group, azienda di Taipei nota per moduli di memoria e unità a stato solido, anche con il marchio T-Force. Durante l’incontro con gli investitori del 2 novembre, il manager ha indicato nel periodo compreso tra l’ultimo trimestre del 2026 e la fine del secondo trimestre 2027 la fase potenzialmente più difficile della carenza.
Contratti firmati, ma i chip non bastano
Il quadro descritto da Chen è quello di un mercato in cui avere un contratto di fornitura non garantisce necessariamente di ricevere tutti i chip richiesti. Team Group sostiene che alcuni produttori stiano consegnando quantitativi inferiori a quelli necessari, costringendo l’azienda a cercare altra memoria sul mercato spot, dove i componenti vengono acquistati per consegna immediata.
La differenza di prezzo è notevole. Secondo i dati citati da Team Group, in alcuni segmenti lo scarto tra prezzi spot e prezzi dei contratti a lungo termine raggiunge il 30-50%. Significa che un produttore di moduli RAM o SSD che abbia bisogno rapidamente di altra memoria può trovarsi a pagarla molto più di quanto previsto dagli accordi stipulati in precedenza.
I numeri citati dall’azienda danno un’idea della crescita. Il prezzo a contratto di un chip DDR5 da 16 Gb sarebbe passato da 8,70 dollari nell’ottobre 2025 a circa 48 dollari nel settembre 2026. Il prezzo si è quindi moltiplicato per circa 5,5 volte, con un aumento di circa il 452% in meno di un anno.
Per Chen il problema non si risolverà con la fine della fase più critica: l’equilibrio complessivo tra domanda e offerta potrebbe non tornare prima della seconda metà del 2028, o anche più tardi. Una previsione che si avvicina a quella formulata da Micron, che vede DRAM e NAND sotto pressione anche nel 2027 e 2028.
La Cina non dovrebbe far scendere rapidamente i prezzi
Team Group ha confermato ufficialmente l’incontro con gli investitori del 2 novembre e ritiene che neppure l’aumento della produzione cinese sarà sufficiente, almeno nel breve periodo, a riportare il mercato verso condizioni normali.
Anche se CXMT e YMTC hanno aumentato la propria presenza sul mercato, le memorie DRAM e NAND più sofisticate continuano a dipendere in larga misura da produttori come Samsung, SK hynix, Micron e Kioxia. Secondo Chen, inoltre, i prezzi dei produttori cinesi tendono comunque a seguire quelli del mercato internazionale.
La previsione di Team Group è quindi piuttosto severa: i componenti più economici potrebbero non vedere un alleggerimento significativo prima del 2029, mentre alcune memorie di fascia alta potrebbero continuare a essere difficili da reperire.
Non è la prima volta che l’azienda taiwanese assume una posizione così prudente. Già alla fine del 2025 Chen sosteneva che la vera carenza si sarebbe manifestata nel corso del 2026. In un successivo incontro con gli investitori aveva inoltre osservato che il mercato PC rappresentava ormai circa il 7,2% della domanda complessiva di DRAM: una quota troppo piccola perché un rallentamento degli acquisti consumer possa, da solo, ribaltare l’andamento generale dei prezzi.
Questo non significa che i PC richiedano meno memoria. Sono soprattutto gli altri settori a crescere molto più rapidamente. Server, infrastrutture cloud e data center per l’intelligenza artificiale assorbono quantità sempre maggiori di DRAM, HBM e NAND e possono garantire ai produttori margini superiori rispetto ai componenti destinati ai normali computer.
Il cambiamento è visibile anche nel tipo di clienti serviti da Team Group. Nei primi nove mesi del 2026 la quota di ricavi B2B dell’azienda è salita a circa il 64,6%, contro il 24,6% dello stesso periodo dell’anno precedente. Il mercato consumer, di conseguenza, pesa molto meno nelle decisioni su dove destinare la memoria disponibile.

La voce fuori dal coro: Acer
Di tutt’altro avviso è Jason Chen, presidente e CEO di Acer, azienda che la memoria la compra per installarla nei propri computer. A settembre ha spiegato che DDR4 e DDR5 mainstream non sarebbero più in una situazione di grave carenza e che la progressiva entrata in funzione di nuova capacità produttiva dovrebbe modificare il mercato.
Secondo le dichiarazioni raccolte dall’Economic Daily News di Taiwan, Acer si aspetta comunque un aumento dei prezzi dei PC compreso tra il 5% e il 20% nel quarto trimestre 2026. Il picco del prezzo medio dei computer potrebbe arrivare intorno alla metà del 2027, mentre una discesa sarebbe possibile nella seconda parte dell’anno.
Jason Chen attribuisce un ruolo importante proprio alla nuova capacità produttiva, compresa quella dei produttori cinesi. Per il numero uno di Acer è quindi poco plausibile che l’attuale scarsità possa protrarsi fino al 2030: aumentando l’offerta, prima o poi la pressione sui prezzi dovrebbe ridursi.
La differenza rispetto a Team Group è importante. Acer vede una possibile inversione già nella seconda metà del 2027; Team Group ritiene invece che l’equilibrio tra domanda e offerta possa richiedere almeno un altro anno.
Cosa significa per chi compra RAM, SSD o un PC
Le due aziende guardano lo stesso mercato da posizioni differenti. Team Group vende moduli di memoria e deve riuscire a procurarsi DRAM e NAND in quantità sufficienti; Acer compra gli stessi componenti per costruire PC e ha quindi interesse a capire quando nuovi fornitori e maggiore capacità produttiva potranno ridurne il costo.
Stabilire oggi quale previsione sarà più vicina alla realtà è impossibile. Su un punto, però, le due analisi convergono: non indicano un ritorno rapido ai prezzi precedenti.
Per chi deve aggiornare un PC, aumentare la RAM di un notebook o acquistare un SSD, aspettare qualche mese non offre quindi alcuna garanzia di risparmio. Persino lo scenario più favorevole indicato da Acer colloca una possibile inversione soltanto nella seconda metà del 2027; Team Group ritiene che la pressione possa durare molto più a lungo.
La situazione si inserisce nel superciclo delle memorie che abbiamo analizzato su Macitynet: rispetto ad altre crisi della RAM, questa volta la stessa domanda legata all’intelligenza artificiale sta coinvolgendo contemporaneamente DRAM, HBM, NAND e sistemi di archiviazione.
Se dovete decidere se acquistare adesso o aspettare, proprio l’analisi del superciclo RAM e SSD aiuta a capire perché i prezzi si stanno muovendo insieme e quali precedenti storici possono dare qualche indicazione su come potrebbe terminare questa fase.















