Ci sarà un altro paio di Airpods entro fine anno. La voce, diffusa mesi fa dall’analista Ming-Chi Kuo, torna a fare capolino con una indiscrezione pubblicata dal leaker cinese Instant Digital che offre alcuni dettagli in precedenza mai riportati: non si tratterebbe di un vero, nuovo paio di Airpods ma di una revisione degli Airpods Pro 3 basate su una nuova piattaforma hardware.
Una mossa insolita per gli AirPods Pro
La voce, menzionata da Macrumors ma che non si comprende se sia nuova o una rivisitazione di vecchie indiscrezioni, non è certamente nuova nei suoi contorni. Ming-Chi Kuo, da molto parla dell’arrivo di nuovi AirPods Pro più avanzati degli attuali nel 2026.
Si tratterebbe di una tempistica poco comune per Apple, che in genere attende circa tre anni prima di introdurre cambiamenti hardware significativi nella gamma AirPods ma nel caso specifico ci sarebbero, secondo Kuo, buone ragioni: gli AirPods Pro anno 2026 dovrebbero distinguersi grazie all’introduzione di una fotocamera a infrarossi.
Questa tecnologia viene associata al riconoscimento dei gesti delle mani e a una integrazione più stretta con Apple Vision Pro, in particolare sul fronte dell’audio spaziale e delle interazioni senza contatto.
Due versioni di AirPods Pro 3 a catalogo
In base alle sue informazioni menzionate da Macrumors, non si parlerebbe di una nuova generazione di AirPods Pro, ma di una variante più costosa e più avanzata degli AirPods Pro 3, un modello che potremmo chiamare Airpods Pro Ultra.
Questo significherebbe due modelli distinti venduti in parallelo, una strategia già adottata da Apple con gli AirPods 4, proposti in due versioni con dotazioni e prezzi differenti.
Oltre alla fotocamera a infrarossi, questo modello potrebbe ottenere il nuovo chip H3 di cui ha già parlato nei mesi scorsi Mark Gurman. Gli AirPods Pro 3 attuali utilizzano ancora il chip H2 introdotto nel 2022, quindi un aggiornamento in questo ambito rappresenterebbe un elemento chiave di differenziazione.
Secondo alcune indiscrezioni, Apple potrebbe eliminare i sensori di pressione sulla versione più avanzata, puntando tutto sui controlli gestuali. L’idea di un sistema controllato attraverso dei gesti ci pare però non troppo adeguato socialmente: agitare le mani in aria in mezzo alla gente, su un mezzo pubblico o in strada, per alzare il volume o chiudere una chiamata è sicuramente più imbarazzante e non più comodo che toccare uno stelo per cui ci permettiamo di avanzare qualche dubbio al proposito.
Posizionamento di prezzo e concorrenza
Passando al posizionamento commerciale, l’ipotesi appare invece non assurda. Oggi il listino di dispositivi per l’ascolto della musica, copre fasce di prezzo da 129 a 549 dollari, con gli AirPods Pro posizionati a 249 dollari e gli AirPods Max come proposta più costosa.
Tra questi due estremi esiste uno spazio che potrebbe essere occupato da un modello più evoluto, anche in risposta alla crescita dell’offerta di auricolari Bluetooth di livello elevato da parte di Bang & Olufsen, Bowers & Wilkins e Bose.
Al momento non ci sono indicazioni definitive sui tempi, ma la storia recente offre un riferimento abbastanza solido. Apple ha presentato quasi tutti i nuovi modelli di AirPods nella seconda metà dell’anno, spesso durante l’evento iPhone di settembre.
Se la strategia di una gamma AirPods Pro articolata su due livelli verrà confermata, proprio quell’appuntamento potrebbe segnare il debutto di una proposta pensata per differenziare chiaramente l’offerta e intercettare un pubblico più esigente.













