Andoer CDR2, la compatta digitale per sentirsi fotografi

Macitynet prova Andoer CDR2, una fotocamera digitale bella e compatta, con specifiche di tutto rilievo: interessante idea-regalo per un bambino che si avvicina per la prima volta alla fotografia

Andoer CDR2

Nelle scorse settimane abbiamo avuto tra le mani Andoer CDR2, un prodotto che fa del suo prezzo un interessante invito all’acquisto per chi vuole mettersi in tasca una fotocamera digitale con qualche utile funzione al seguito. La qualità non è ai massimi livelli ma gli accessori inclusi in confezione permettono di sperimentare diverse tipologie di fotografia, dimostrandosi un’alternativa interessante specialmente se messa in mano ad un bambino che si avvicina per la prima volta alla fotografia e vuole imitare il suo papà con una macchina che si mimetizza con quelle dei professionisti.

Chi ben comincia…

Esternamente, la confezione non è poi così diversa dalle scatole di fotocamere ben più costose, con illustrazioni che mettono in evidenza l’estetica della fotocamera e le sue principali specifiche tecniche (in cinese). Al suo interno, oltre alla camera, troviamo diversi accessori, tra cui il manuale utente, il cavo miniUSB per la ricarica, la tracolla, un filtro UV, due obiettivi intercambiabili ed una sacca per il trasporto di questi ultimi.

Andoer CDR2

Com’è fatta

La fotocamera è realizzata quasi interamente in plastica piuttosto leggera: la piastra frontale che circonda in parte l’obiettivo principale, i ganci per la tracolla, l’attacco a vite per gli obiettivi ed il pulsante di scatto sono invece in metallo. Nonostante le dimensioni simili a quelli di una mirrorless (circa 11.2 x 6.5 x 3.5 centimetri), l’impugnatura è molto buona, specialmente per chi ha delle mani piccole.

Sulla base c’è un attacco standard a vite 1/4‘’ per l’aggancio ad un treppiede ed il cassetto per batteria e scheda SD, sul retro invece ci sono i tasti T e W per lo zoom digitale 4X, il tasto DISP, MENU e la ghiera multifunzione, oltre al display TFT da 3 pollici inclinabile per funzionare soltanto come pratico monitor in autoscatti e selfie: non è infatti possibile bloccarlo in altre posizioni ad esempio a 45–90 gradi per facilitare alcuni scatti rasoterra o in altre particolari angolazioni. Sul lato superiore infine, oltre al tasto di scatto c’è uno switch per sganciare il Flash LED ed il tasto ON/OFF oltre ad una ghiera che ha purtroppo solo una funzione estetica in quanto è bloccata e non offre alcuna funzione.

Aspetti tecnici

Può sembrare un paradosso ma dove ci è sembrata più limitata è nelle sue funzionalità, sebbene il menù sia piuttosto ampio e variegato. E’ infatti possibile selezionare la risoluzione per le foto (fino a 24MP a 5600 x 4200 pixel) ed il video (fino al Full HD), la tipologia di scatto (tra singolo, autoscatto e raffica) e la modalità potendo scegliere tra quella specifica per Sport, Notte, Ritratti, Paesaggi, Controluce, Festa, Mare oppure lasciar decidere alla macchina con la modalità Auto.

C’è poi una modalità specifica per ammorbidire i dettagli dei volti nel caso di ritratti, arrivare il riconoscimento facciale o lo scatto automatizzato nel momento in cui viene riconosciuto il sorriso della persona inquadrata, si può anche regolare il bilanciamento del bianco scegliendo tra vari preset e l’esposizione, fino a ±3 EV. Anche la sensibilità della pellicola è regolabile tra 100, 200 o 400 ISO e si possono abilitare o disattivare effetti, filtri, qualità dei file, saturazione, attivare la modalità anti-vibrazioni per gli scatti a mano libera e regolare una serie di parametri interni, tra cui la modalità di risparmio energetico, formattare la scheda di memoria e poco altro.

Insomma, i presupposti per avere un buon prodotto ci sono tutti, eppure durante le nostre prove ci è sembrata piuttosto limitata nelle sue funzioni, non discostandosi così poi troppo da una qualsiasi altra fotocamera compatta. ISO ed esposizione a parte, non c’è un’apertura di diaframma da regolare (anche in minima parte) e non è neppure possibile aumentare o diminuire la velocità di scatto: manca, insomma, una modalità Manuale per sperimentare come si deve con la fotografia per chi vuole qualcosa di più dal semplice punta e scatta.

Andoer CDR2

Le lenti

Giocare con la fotografia è comunque possibile sfruttando l’obiettivo incluso in confezione. La fotocamera infatti, di base, monta una lente che ad occhio dovrebbe aggirarsi intorno ai 40–50mm di lunghezza focale. E’ tuttavia possibile avvitare (attacco da 52mm) sopra quest’ultimo l’obiettivo grandangolare 0.45X che aumenta il campo inquadrato. Si tratta di una lente che, qualitativamente parlando, non si discosta molto dai kit compatibili con gli smartphone, con una leggera perdita di dettaglio ai bordi.

Molto buona e divertente da usare, invece, la lente Macro che si ottiene svitando l’anello che la tiene agganciata alla lente grandangolare. Grazie a questa è possibile fotografare fiori, insetti e piccoli particolari con un buon dettaglio ed un granduale sfocato che procede da una piccola area centrale verso i bordi del fotogramma.

Costruttivamente parlando sono anche ottime, con una struttura tutta in metallo molto robusta. Anche la filettatura dell’attacco a vite è metallica, assicurando un’ottima durabilità nel tempo.

Andoer CDR2

Attenzione alla batteria

Tra le recensioni di chi l’ha comprata abbiamo notato molte lamentele riguardo l’impossibilità di accendere o ricaricare la fotocamera. C’è chi l’ha lasciata ferma a ricaricare anche per diverse ore, ma poi la fotocamera si rifiutava di accendersi. Siamo incappati in questo problema anche noi, scoprendo che si tratta in realtà di un errore nell’utilizzo della fotocamera. La batteria infatti, nel momento in cui si tira fuori la camera dalla confezione, è già inserita nell’apposito slot. Provando invano ad accenderla, viene così spontaneo collegarla ad un caricatore per ripristinare l’energia.

In realtà è necessario estrarla dallo slot e rimuovere la pellicola di colore arancione che protegge i contatti. Molti produttori – anche di smartphone – sono soliti utilizzare questo espediente per evitare il contatto della batteria con i connettori onde evitarne l’usura, ma in questo caso la pellicola è molto sottile e ne permette il collegamento in parte, riuscendo a trasferire quel poco di energia sufficiente per accendere la fotocamera (che però si spegne improvvisamente alla minima vibrazione) o il LED di ricarica, che in realtà poi non avviene.

Andoer CDR2

Come va

Ce la siamo portata in tasca durante un’uscita pomeridiana sostituendola allo smartphone per qualche scatto nel cercare di capire come va. Il problema più grande, dal nostro punto di vista, è nell’*autonomia*: la batteria (800 mAh) infatti ci ha permesso di fare poco più di 100 scatti prima di spegnersi. Si potrebbe arrivare anche a 150–200 fotografie se si evita di cambiare modalità o di controllare (con tanto di zoom) ciascuno scatto dopo l’acquisizione, ma probabilmente non di più. Da questo punto di vista neanche la modalità di Standby aiuta visto che, anziché disattivare lo schermo, quando si attiva in realtà spegne completamente la fotocamera, costringendoci ad avviarla nuovamente (necessari circa 5 secondi per il completamento dell’operazione).

Non c’è poi una reale messa a fuoco del soggetto inquadrato. Schiacciando a metà il pulsante di scatto, la fotocamera mostra il punto di messa a fuoco ma in realtà non avviene alcuna operazione di questo tipo. Dalle nostre prove abbiamo constatato che i soggetti devono trovarsi ad una distanza minima di 35 centimetri dall’obiettivo (con la lente Macro questa distanza è ovviamente molto ridotta): tutto ciò che si trova oltre i 35 centimetri risulterà a fuoco.

Qualitativamente parlando le fotografie sono abbastanza buone. Peccano, specialmente nelle zone in ombra, di una esagerata saturazione delle tonalità blu, non mancano le aberrazioni cromatiche soprattutto in prossimità dei rami degli alberi ma il dettaglio ed il contrasto sono piuttosto buoni, così come la fedeltà dei colori. In qualche caso la fotocamera tende a sovraesporre troppo la scena e si è così costretti ad agire manualmente sull’esposizione procedendo per tentativi: la fotocamera infatti mostrerà su schermo l’effetto della riduzione dell’esposizione soltanto dopo averla selezionata ed essere usciti dal menù.

Conclusioni e prezzo

Andoer CDR2 costa circa 70 euro su Amazon. A questo prezzo – o poco più – sullo stesso troviamo ormai fotocamere compatte di gran lunga migliori in termini di qualità fotografica. Perché comprarla, quindi? L’unica ragione che vediamo sta nel fatto che esteticamente è molto simile ad una fotocamera professionale.

Quindi, un bambino che si avvicina alla fotografia potrebbe essere più invogliato ad utilizzarla, magari per seguire il padre in una spensierata sessione fotografica. Sotto quest’ottica c’è poi da considerare i due obiettivi intercambiabili che non solo danno modo di divertirsi nell’attacca-stacca delle varie lenti, ma offrono effettivamente un diverso effetto alle fotografie, tra grandangoli e macro per catturare i piccoli particolari di fiori ed insetti.

Andoer CDR2