Apple e i Big IT ammoniscono Trump: il piano anti immigrazione danneggia l’economia

Apple, Facebook, Google, Microsoft e altre società hi-tech, ammoniscono Trump sull'ultimo piano anti immigrazione, che potrebbe addirittura danneggiare l'economia del paese e i posti di lavoro

net neutrality

Apple, Google, Microsoft, Facebook, e altre società statunitensi, insieme contro Trump: tutte avvertono sulla pericolosità della politica anti immigrazione del presidente USA, che potrebbe addirittura danneggiare l’economia.

Con la precedente amministrazione gli Stati Uniti concedono visti di lavoro a immigranti altamente qualificati, in grado di offrire un valore aggiunto alle società statunitensi. Con l’emendamento presentato sotto l’amministrazione Obama, anche ai loro coniugi venivano offerti permessi di lavoro, così da facilitare il passaggio tra gli stati dell’intero nucleo familiare.

È proprio questo aspetto che il programma voluto da Trump sta tentando di invertire, negando permessi di lavoro ai congiunti. Come osserva Re/code, questo renderà più difficile reclutare i dipendenti più qualificati, che dovrebbero lasciare le famiglie per spostarsi in USA. L’impossibilità di ottenere permessi di lavoro per il partner, potrebbe portare i lavoratori stranieri a rifiutare l’occupazione offerta, proprio per non separarsi dai propri cari.

apple anti immigrazione - foto Trump e Tim Cook

Per questo motivo una vasta coalizione di aziende, tra cui Apple, Facebook, Google e Microsoft e altre ancora hanno sollecitato l’amministrazione Trump a preservare il programma indetto da Obama. Tutte le società sono unite nell’affermare che la perdita di tali lavoratori sarebbe dannosa per la crescita dell’economia e la creazione di posti di lavoro.

Rappresentiamo i datori di lavoro impegnati a far crescere l’economia degli Stati Uniti e a creare posti di lavoro per gli americani. Tuttavia, non possiamo raggiungere questi obiettivi a meno che le aziende non possano assumere e trattenere i dipendenti più qualificati

Inoltre, le società dovranno presto o tardi affrontare un ulteriore problema: i dipendenti  già assunti potrebbero presto decidere di lasciare l’occupazione attuale, per spostarsi in paesi in cui la politica di immigrazione consenta di riunire le famiglie.

Non è la prima volta che Apple si scaglia contro l’amministrazione Trump. Già nei giorni scorsi Cupertino aveva lanciato un monito al presidente, chiedendo di salvare i Dreamers, adottando norme legislative per salvare il Deferred Action for Childhood Arrivals (DACA), il programma voluto nel 2012 da Barack Obama, che ha finora consentito agli immigrati irregolari entrati quando erano bambini negli USA, di evitare il rimpatrio e ricevere un permesso di lavoro o di studio biennale rinnovabile.