Apple ha assunto Sandy Parakilas, l’ex dipendente di Facebook che aveva criticato Zuckerberg

La Casa di Cupertino ha assunto una delle voci più critiche per le pratiche in materia di privacy di Facebook. La sua assunzione mostra la volontà di Apple si differenziarsi dalle rivali della Silicon Valley sulla privacy.

Sandy Parakilas

Apple ha assunto Sandy Parakilas, voce critica per le pratiche in materia di privacy di Facebook, azienda per la quale ha in precedenza lavorato, e il suo nuovo ruolo sarà di product manager nel privacy team della Mela.

Il compito di Parakilas in Apple, riferisce il Financial Times che ha scovato la nuova assunzione, sarà quello di garantire che i nuovi prodotti proteggano la privacy e riducano al minimo la raccolta dei dati.

Parakilas ha lasciato l’azienda di Zuckerberg nel 2012 dopo aver avvertito il management dell’azienda in merito alle potenziali conseguenze dannose delle politiche sulla condivisione dei dati della società. Un avvertimento non ascoltato e che ha trasformato Parakilas in una delle voci più critiche del social e del fondatore Mark Zuckerberg.

Dopo aver abbandonato Facebook, Parakilas ha lavorato per Uber ma meno di quattro anni dopo è andato a lavorare per il Center for Humane Technology, un’organizzazione no-profit composta da ex dipendenti di Google, Facebook e Mozilla, nata con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema della pericolosità dei social network e della loro capacità di provocare dipendenza. In questo suo nuovo ruolo, e le richieste del gruppo al governo per misure più rigorose in termini di privacy, è stato probabilmente notato dalla Mela che l’ha voluto a Cupertino.

A marzo del 2018 Parakilas ha spiega al parlamento inglese che i dirigenti di Facebook erano stati messi al corrente della vulnerabilità della piattaforma sfruttata per lo scandalo Cambridge Analytica ma non abbiano agito. A suo dire Facebook dava l’impressione di temere di essere ritenuta responsabile nel caso in cui un’indagine avesse dimostrato una violazione anche da parte di terzi. L’azienda di Zuckerberg avrebbe sostenuto di essere «solo» una piattaforma e di non essere responsabile per l’uso dei dati che è stato fatto dalla Cambridge Analytica nella campagna presidenziale di Donald Trump nel 2016. Quando la deputata laburista Julie Elliott ha chiesto a Parakilas se pensava che Facebook avesse capito l’enormità del problema per le sorti della democrazia, Parakilas ha risposto: “«No –altrimenti avrebbero agito due anni e mezzo fa più velocemente».

L’assunzione di Parakilas, dimostra la volontà di Apple si differenziarsi dalle rivali quali Facebook, Twitter e Google sulla privacy. Queste ultime sono state accusate da Parakilas di approffitare del “travisamento della democrazia”.