Apple apre in forte ribasso a Wall Street e arriva a perdere quasi il 10% nelle prime ore di contrattazione. È questo l’esito di una serie di segnali lanciati da Tim Cook alla sua ultima trimestrale che hanno preoccupato gli investitori.
Conti migliori delle attese, ma Wall Street guarda al futuro
I numeri del trimestre chiuso il 27 giugno sono stati nel complesso positivi. Apple ha registrato ricavi per 109,4 miliardi di dollari, in crescita del 16% rispetto a un anno fa, mentre l’utile per azione è salito a 2,02 dollari, oltre le previsioni degli analisti.
Le vendite di iPhone hanno raggiunto 54,3 miliardi di dollari, mentre i Mac hanno fatto segnare un incremento del 29% grazie al lancio della nuova gamma presentata in primavera. Questo però è passato dietro ad una crescita del fatturato compresa tra il 9% e l’11%, mentre Wall Street si attendeva un incremento superiore al 12%.
Secondo Tim Cook, le difficoltà derivano da due fattori principali: la disponibilità limitata di alcuni processori e il forte aumento del costo delle memorie. Entrambi potrebbero influenzare la produzione e la disponibilità di iPhone, Mac e iPad nei prossimi mesi.
Apple sta infatti vendendo più dispositivi di quanti riesca attualmente a produrre. La domanda per iPhone 17 e MacBook Neo, in particolare, si è infatti rivelata superiore alle aspettative, mettendo sotto pressione una catena di fornitura già alle prese con difficoltà di approvvigionamento.
C’è poi la questione dei prezzi delle memorie una “alluvione che capita una volta ogni cento anni“, spiegando che l’aumento dei prezzi e la scarsità di alcuni componenti rappresentano un problema destinato a protrarsi.
Apple ritiene che il caro memorie possa continuare e magari aggravarsi ancora per diversi trimestri, con possibili ripercussioni sia sui costi di produzione sia, in prospettiva, sui prezzi dei prodotti.
Servizi ed Europa restano sotto osservazione
Un altro elemento che ha deluso gli investitori riguarda il business dei servizi. Apple ha avvertito che la crescita rallenterà nel trimestre di settembre e ha confermato che le nuove normative europee sull’App Store continueranno ad avere un impatto sui ricavi.
Le regole introdotte nell’Unione Europea consentono infatti agli sviluppatori di gestire direttamente gli abbonamenti senza passare dal sistema di pagamento di Apple, riducendo le commissioni percepite dall’azienda. Anche il fatturato proveniente dalla Cina e quello dei servizi sono risultati inferiori alle aspettative del mercato.
Il peggior ribasso da oltre un anno
Come accennato, nelle prime ore della seduta il titolo Apple è arrivato a perdere fino al 9,5%, il peggior ribasso intraday dall’aprile 2025.
Il calo interrompe un periodo molto favorevole per il titolo, che dall’inizio del 2026 aveva guadagnato oltre il 20% e aveva recentemente riportato Apple al primo posto mondiale per capitalizzazione di mercato.
Il dato resta naturalmente provvisorio: da qui alla chiusura di Wall Street il titolo potrebbe recuperare parte delle perdite oppure accentuarle. La reazione delle prime ore, tuttavia, è però già significativa perché mostra come il mercato abbia scelto di guardare soprattutto alle prospettive dei prossimi mesi, mettendo in secondo piano una trimestrale che, dal punto di vista dei risultati, è stata superiore alle attese.












