Google ha fatto sapere che rinnoverà il proprio motore di Ricerca in Europa per conformarsi al Digital Market Act (DMA) dell’UE dando maggiore risalto ai servizi di comparazione come Expedia e Hotels.com, rimuovendo al contempo alcune funzionalità in tempo reale dai risultati relativi a hotel, compagnie aeree e ristoranti.
«Questi cambiamenti peggiorano l’esperienza utente per gli europei, favorendo gli intermediari online a scapito delle attività locali e rimuovendo funzionalità utili su cui le persone fanno affidamento ogni giorno», ha riferito Nick Fox, senior vice-president of Knowledge and Information di Google. L’azienda sostiene che già le modifiche alla ricerca apportate in passato per adeguarsi al DMA hanno portato a una riduzione del 30% del «traffico di prenotazione diretta e gratuito verso le imprese europee».
Le ragioni dello scontro con l’UE e il rischio commissioni
Il riferimento è quanto stabilito dalla Commissione europea nei mesi scorsi, nell’ambito di una vicenda che ha visto l’azienda multata per 890 milioni di euro in totale per violazione della legge sui mercati digitali UE.
Oggetto del contendere è il requisito del DMA secondo cui i principali marchi tecnologici «non devono posizionare i propri servizi in modo più favorevole rispetto a quelli di terze parti».
Google ha predisposto cambiamenti alla pagina dei risultati nel caso di hotel, biglietti aerei e i ristoranti. Per queste categorie finora erano mostrati direttamente prezzi, mappe, foto, recensioni, disponibilità e link per prenotare su Booking, Expedia e anche sui siti dell’hotel. Per non favorire il proprio servizio di ricerca, in Europa vengono mostrati dei comparatori che, secondo Google, evidenziando meno informazioni rispetto a prima.
In pratica la parte superiore della pagina diventa in modo più evidente un aggregatore dedicato ai servizi intermediari, seguita da un carosello dei fornitori (hotel, ristoranti, compagnie aeree). A detta di Google obbligando Search a evidenziare gli intermediari costringerà gli utenti a passare forzatamente dagli stessi, implicando ad esempio commissioni per gli albergatori.

Il controllo degli algoritmi e i tempi di attuazione
Reuters fa notare che «le posizioni in classifica saranno determinate dall’algoritmo di Google», il che significa che Bug G mantiene ancora un forte controllo sulle modalità di visualizzazione dei risultati. La Commissione Europea aveva concesso a Google 60 giorni per conformarsi alle sue norme, ma l’azienda non ha specificato una tempistica esatta rispetto a quando gli utenti europei inizieranno a vedere questi cambiamenti.

















