ARM Holdings, la società nota prevalentemente per la sua linea di processori (sebbene sviluppi e venda system-on-a-chip, piattaforme hardware, infrastrutture e software), svelerà tra qualche settimana i piani concernenti il supporto ai 64 bit e avrebbe già mostrato privatamente ad alcuni clienti alcuni campioni di prodotti. L’entrata nel mondo delle CPU a 64 bit consentirà di colmare il gap con i produttori di processori più noti e avanzati ed è una prospettiva interessante per dispositivi sempre più complessi e avidi di memoria RAM. “64 bit”, infatti, significa essenzialmente benefici per i sistemi operativi e per le applicazioni le quali, se sviluppate in modo adeguato, possono sfruttare meglio i processori multi-core e avvantaggiarsi della presenza di grandi quantitativi di memoria RAM.
Lo sviluppo di processi a 64 bit per ARM potrebbe significare anche l’ingresso in nuovi mercati, quali ad esempio quello dei server specializzati. La società Marvell Technology, vende già soluzioni server basate su CPU ARM, ma al momento queste sfruttano tutte processori a 32 bit.
Il Cortex A15, la più veloce CPU mai prodotta da ARM sarà ancora un processore a 32 bit. AMD non ha rivelato una roadmap o piani specifici ma è probabile che il passaggio a 64 bit sarà il logico passo successivo. Tra i primi costruttori che già si sono assicurati la licenza ARM per costruire processori Cortex A15 ricordiamo Texas Instruments, Samsung e ST-Ericsson che hanno collaborato allo sviluppo del progetto. Samsung, lo ricordiamo, è molto probabilmente il partner cui Apple ha affidato il compito di ingegnerizzare e produrre il suo A4, un chip basato su tecnologia ARM e fondato sugli elementi fondanti di Hummingbird, un processore sviluppato dalla società Coreana.
[A cura di Mauro Notarianni]












