Bernie Sanders: “Sì alla valutazione dello smantellamento di Facebook, Apple e Google”.

Il senatore Bernie Sanders, candidato alla nomination democratica per le presidenziali del 2020, appoggia l'idea di indagare gruppi hi-tech quali Apple, Google e Facebook, secondo alcuni osservatori diventati monopoli troppo potenti.

Secondo Bernie Sanders il governo USA dovrebbe valutare l’ipotesi di smantellamento di Facebook, Apple e Google
Bernie Sanders

Bernie Sanders, senatore del Vermont candidato alla nomination democratica per le presidenziali del 2020, è d’accordo con quanti ritengono che il governo dovrebbe studiare il potenziale smantellamento di gruppi hi-tech quali Apple, Google e Facebook, per molti osservatori diventati monopoli.

Queste aziende sono diventate troppo grandi e potenti e l’idea dello smantellamento è dividere i gruppi in aziende più piccole non è nuova: è stata promossa nelle settimane passate dalla senatrice democratica Elizabeth Warren, convinta che lo smantellamento di Amazon, Facebook e Google permetterebbe di promuovere una maggiore competizione.

Sanders, riferisce il sito Politico, ritiene che il governo dovrebbe “senza dubbio occuparsi della questione” dello smembramento di Apple e altre aziende, ma non ha esplicitamente chiesto che tali aziende siano smembrate in entità più piccole.

“Mi preoccupano molto le tendenze monopolistiche in tanti settori della nostra economia, incluso l’hi-tech”, ha riferito Sanders. “Credo che dovremmo prendere in seria considerazione il grado con il quale la monopolizzazione in tutti gli aspetti della nostra economia costituisca una minaccia per gli americani”.

Cancella Facebook

Alla richiesta di risposte più esaustive, Sanders ha non ha espressamente detto che lo smembramento debba avvenire ma spiegato che il governo dovrebbe ad ogni modo indagare. Tra le persone che ritengono che aziende come Facebook siano diventate troppo potenti, c’è anche Chris Hughes, co-fondatore del social che ha aiutato Zuckerberg a gestire il colosso odierno. Hughes è convinto che se la sua ex azienda non sarà toccata, il suo monopolio nelle interazioni sociali online “diventerà sempre più consolidato”. A suo dire il governo deve frenare il potere immenso di cui Facebook gode: “Troppo a lungo i legislatori si sono meravigliati della crescita esplosiva di Facebook e ignorato le loro responsabilità per garantire che gli americani siano protetti e i mercati siano competitivi”.