Calo iPhone X più profondo, soffrono tre fornitori Apple

Un fornitore chiave di Apple indica una brusca diminuzione del fatturato. Scattano i timori di un calo iPhone X più profondo del previsto e le quotazioni in borsa arrivano a perdere il 14%. Ma da giugno cambierà tutto

I timori di un calo iPhone X più brusco del previsto fanno tremare le quotazioni in borsa di tre fornitori Apple, in un caso il titolo è arrivato a perdere il 14%, poi ridottosi al -9%. Ancora una volta tutto parte dalle previsioni di un fatturato inferiore alle previsioni per un fornitore chiave di Cupertino: si tratta della società austriaca AMS che produce alcuni dei sensori impiegati per il riconoscimento 3D di Face ID di iPhone X.

Nei primi tre mesi del 2018 AMS aveva registrato un fatturato di 452 milioni di dollari, totale che verrà quasi dimezzato a 220-250 milioni di dollari nelle previsioni per il secondo trimestre in corso. I dirigenti della società non hanno mai pronunciato il nome di Apple, ma dichiarano che il calo superiore al previsto è dovuto al ritardo nella finalizzazione di una nuova linea di prodotti da parte di un importante cliente.

Ancora, sempre riportati da Reuters, i dirigenti indicano che anche se ora una parte consistente della capacità produttiva rimane inutilizzata, non verranno effettuati licenziamenti e che produzione, fatturato e profitti torneranno a crescere in modo consistente nella seconda metà dell’anno.

Gli osservatori non hanno dubbi: metà del fatturato AMS deriva da Apple e le tempistiche sono in linea con il cambio di produzione tra l’attuale iPhone X e i preparativi per i nuovi iPhone 2018. Secondo Barclays l’imminente fine vita di iPhone X porta a un calo più brusco rispetto alle previsioni più caute. Da qui è scattato l’allarme per altri due fornitori Apple: mentre AMS è arrivata a perdere il 14% in borso, poi in parte recuperato, si sono registrate flessioni nelle quotazioni per Dialog Semiconductor fino a -5,4% e anche per STMicro, che ha perso fino al 4% per poi attestarsi intorno al -1%.

Ma fin qui è solo una parte della storia: AMS infatti prevede una crescita cumulata del 60% entro il 2019 e del 30% dal 2019 in poi. Il balzo positivo sarà già visibile a partire dalla seconda metà di quest’anno, quando Apple ordinerà le componenti per i nuovi iPhone 2018: mentre ora Face ID è impiegato solo su iPhone X, ora sono attesi tre nuovi modelli tutti con riconoscimento 3D del volto, con un incremento delle forniture ad Apple ma non solo.

Per ora i sensori di AMS sono impiegati anche nelle auto a guida autonoma, in iPhone X e in altri dispositivi industriali ma le funzionalità offerte fanno gola anche ad altri costruttori di smartphone. Per il momento il mondo Android è ancora escluso dal sofisticato riconoscimento 3D del volto di Apple, ma secondo alcuni analisti tra i prossimi clienti di AMS ci saranno anche Huawei, Xiaomi e forse anche Samsung.