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Doogee Y300, in prova l’Android economico tutto vetro e alluminio

Nell’universo di smartphone Android disponibili sul mercato ad un prezzo piuttosto contenuto ci ha colpito, per design e materiali, Doogee Y300, un telefono che troviamo in vendita su Amazon in tre diverse varianti di colore per soli 115 euro.

Incuriositi da questo dispositivo abbiamo deciso di acquistarne uno sostituendolo in tutto e per tutto al nostro iPhone: per circa una settimana ci ha affiancato nel nostro quotidiano, mostrando tutti i suoi limiti che tuttavia svaniscono quando si torna a pensare alla spesa affrontata per metterselo in tasca.

Con la premessa che è stata la prima esperienza Android di chi scrive e consapevoli del fatto che il paragone con l’iPhone 6 Plus che ha sostituito non avrebbe senso per caratteristiche tecniche e rapporto qualità / prezzo, vi raccontiamo la nostra esperienza con questo convincente smartphone Android.

Doogee Y300

Com’è fatto

Uno dei punti a favore di Doogee Y300 è nei materiali utilizzati dal produttore. Contrariamente a molti altri telefoni che abbiamo visto in mano a nostri colleghi ed amici, qui, di plastica, cen’è ben poca. Il corpo è infatti realizzato interamente in alluminio con due superfici in vetro, una frontale a coprire il display, ed una sul guscio posteriore. Se vogliamo esagerare nel paragone, potremmo dire che la sensazione in mano ci ha ricordato per certi versi il caro e buon iPhone 4.

I bordi laterali sono però fortemente arrotondati, lo spessore è di molto inferiore (appena 6,7 millimetri) e le due superfici in vetro sono leggermente convesse ai bordi. Gli unici due lati, completamente piatti, sono quello inferiore e superiore, dove rispettivamente troviamo speaker, microfono e presa microUSB da uno e connettore jack da 3,5 mm dall’altro. Lungo il lato tondeggiante destro trova posto il vassoio per schede SIM e microSD, sul sinistro invece il bilanciere del volume ed il tasto di Standby. Sul retro, infine, la fotocamera ed il Flash LED, mentre sulla facciata anteriore, in alto, trovano posto l’altoparlante, la fotocamera anteriore ed il sensore di prossimità.

Sensazioni al primo contatto

Quello che ci è piaciuto subito è che si impugna davvero bene. Mentre con iPhone l’alluminio è molto scivoloso e costringe ad utilizzare una custodia per migliorarne la presa, qui si tiene tranquillamente in mano, complice anche il maggiore grip garantito dal retro in vetro. A proposito di custodia: la confezione è ben fornita, con una cover, seppur minimale, in plastica satinata, trasparente e con protezione anche agli angoli, lasciando però completamente esposti i bordi. Il produttore include, oltre al telefono, caricatore, cavo microUSB e cuffie, anche due pellicole per il display di cui una già applicata sul telefono, una scheda microSD da 32 GB ed un adattatore da nanoSIM a microSIM, facilitandoci così l’uso immediato della più piccola scheda SIM.

C’è anche il pin per estrarre il vassoio: con quest’ultimo abbiamo inizialmente avuto qualche perplessità, chiarite poi con un’analisi più approfondita sulle scanalature. Il vassoio infatti ha due aperture: al di sotto vi si sistema la scheda microSIM mentre dall’altro lato, per intenderci quello dalla parte del display, si può inserire una seconda scheda oppure la microSD per aumentare la memoria del telefono.

Doogee Y300

Passando da iPhone 6 Plus, nell’usabilità quotidiana la differenza con lo schermo da 5 pollici di Doogee Y300 non non ci è sembrata poi così evidente. Abbiamo invece notato la migliore tascabilità del telefono, di circa 6 millimetri più stretto e 1,9 centimetri più basso. Risulta poi piuttosto strano non notare alcuna differenza nel peso: in effetti, la nostra bilancia da cucina ci conferma che tra i due ci sono soltanto 10 grammi di differenza (a favore di Doogee Y300), davvero molto pochi se li rapportiamo alle più piccole dimensioni dello smartphone Android.

Lo stesso Lumia 650 (45 grammi meno di Doogee Y300) di un nostro amico, con schermo da 4,7 pollici e guscio in plastica, in mano è risultato di molto più leggero. A parte il peso non c’è però proprio da lamentarsi: a chiunque abbiamo messo in mano il telefono ed abbiamo chiesto di fare una stima del prezzo, ci ha risposto con cifre che non sono mai scese sotto i 300 euro. Qualcuno ha ritrattato il prezzo a 200 euro quando gli abbiamo spiegato che costava meno, ma nessuno ci ha creduto quando abbiamo confermato che la spera era di poco superiore ai 100 euro. In questo senso, Apple insegna: vetro e alluminio sono una combinazione vincente.

Yuri Di Prodo, Macitynet 2016 - IMG_7456 Doogee Y300

Scheda tecnica e prestazioni

Abbiamo eseguito alcuni test con Geekbench 3 e Antutu 6.2.1 per analizzare componenti e prestazioni. Doogee Y300 monta una CPU quad-core ARM MT6735P a 988 MHz, GPU Mali-T720, 1.90 GB di RAM e 32 GB di spazio su disco. E’ installata la versione Android 6.0 Marshmallow.

Nel test single-core ha ottenuto un punteggio di 393 punti, posizionandosi al di sotto di Samsung Galaxy S3 (426 punti) e superiore al Samsung Galaxy Nexus (338 punti). Nel test multi-core ha ottenuto un punteggio di 1.057 punti, leggermente al di sotto di Asus Nexus 7 (1.073 punti).

All’atto pratico, il dispositivo si è comportato molto bene durante l’intera settimana di utilizzo. Lo abbiamo utilizzato senza alcun problema per telefonate, navigazione web, Telegram, Whatsapp, Gmail e tutte le altre applicazioni che utilizziamo normalmente ogni giorno. Non abbiamo rilevato rallentamenti neppure con giochi semplici, come un app di scacchi che usiamo spesso nei tempi morti oppure Candy Crush, con cui passa invece solitamente il tempo un nostro coinquilino.

Per un test più incisivo abbiamo così installato Real Racing 3. Qui vengono fuori i limiti del dispositivo: l’app si avvia piuttosto lentamente (circa 90 secondi) ed anche la corsa il gioco non è completamente fluido. Può essere ancora giocabile, ma si percepisce un lieve rallentamento nelle scene in cui ci sono maggiori contenuti da caricare.

Ottima invece l’apertura delle varie applicazioni, anche quelle che si basano su contenuti Internet come, per esempio, l’applicazione di Amazon. Forse c’è qualche secondo in più da attendere per il caricamento dei contenuti, ma in generale è sempre molto reattivo e scorrevole, senza mai farci rimpiangere il nostro iPhone.

Lo schermo, seppur la risoluzione non sia ai massimi livelli (si parla di HD a 1.280 x 720 pixel e 320 dpi), non fa rimpiangere il retina di iPhone, e si vede molto bene anche sotto al sole nelle ore di punta. Il multi-touch funziona bene, riconosce le gesture disponibili anche a due e tre dita senza mai un intoppo.

Fotocamera

Qui, purtroppo, Doogee Y300 non è riuscito ad accontentare le nostre esigenze. L’applicazione fotocamera è piuttosto lenta nell’avvio, nella messa a fuoco, nello scatto e nell’anteprima della scena su schermo. Per essere chiari, spostando lentamente il telefono da un lato all’altro, si nota un leggero rallentamento della scena: nel momento in cui si ferma in una posizione, prima viene regolata l’esposizione, poi viene attivata la messa a fuoco automatica.

All’atto pratico, in scene comuni impiega all’incirca un secondo, se si trova invece in situazioni con forti differenze nell’esposizione all’interno della stessa scena, come ad esempio una finestra in controluce, allora la regolazione dell’esposizione e la successiva messa a fuoco richiedono all’incirca 2-3 secondi, davvero troppi se si è abituati al punta e scatta: qui una pratica del genere è del tutto impensabile.

Funziona invece meglio con soggetti fermi o dove c’è tutto il tempo di scattare: abbiamo rimpianto la raffica di iPhone, che riusciva a catturare il momento perfetto anche fotografando un bambino in corsa, mentre qui una fotografia del genere bisogna necessariamente dimenticarla.

Doogee Y300

Se il software non è dei migliori, anche la qualità degli scatti non ci ha fatto innamorare della fotocamera. Mai come in questo caso i 13 MP della fotocamera posteriore sono stati la chiara dimostrazione che i megapixel non fanno la differenza. Anche di giorno le immagini finali presentano una leggera grana sulle immagini, mentre per quanto riguarda i colori, generalmente tende a spostare il bilanciamento del bianco su tonalità calde. Non che iPhone 6 Plus faccia meglio, con tonalità spesso leggermente più fredde, tuttavia gli scatti di quest’ultimo offrono comunque un dettaglio maggiore.

Dove ci è piaciuta di più è invece nelle macro con soggetti fermi. Nello scatto del fiammifero che alleghiamo nell’articolo è riuscito anche a mettere a fuoco dove iPhone, invece, non è riuscito. In condizioni di scarsa luminosità, invece, senza il flash la fotocamera è inutilizzabile, con colori impastati ed un aumento considerevole della grana.

Per quanto riguarda invece la fotocamera anteriore, da 8.3 MP, gli scatti sono altrettanto buoni: l’unico punto negativo è nel leggero velo che si nota in particolar modo nel selfie, dettato probabilmente da una minore qualità del componente.

Batteria

Non siamo tra quelli che stanno incollati allo smartphone tutto il giorno. Per capirci, il nostro iPhone 6 Plus mediamente arriva fino a sera con ancora un po’ di carica a disposizione, a volte raggiungiamo anche un giorno e mezzo con una sola carica. In questo senso, Doogee Y300 si è comportato più o meno allo stesso modo, offrendo un’autonomia inferiore solo di poco. Ci sta, visto che si tratta di una batteria da 2.200 mAh, contro i 2.915 mAh di iPhone 6 Plus.

All’atto pratico, in uno dei nostri test con maggiore stress del dispositivo, abbiamo cominciato la giornata alle ore 10:00 con il 100% e siamo arrivati alle 17:20 con il 49% della batteria restante. In questo arco di tempo lo abbiamo usato per:

– 1,3 ore di riproduzione musicale in Bluetooth con un altoparlante
– Scambio di messaggi tramite Telegram e Whatsapp
– Download di 12 applicazioni ed un gioco (Real Racing 3)
– 5 minuti di gioco con Real Racing 3
– 30 minuti di telefonate
– 20 minuti di navigazione web tramite Chrome
– 50 minuti che il sistema indica come “Media Server”
– 20 minuti di navigazione GPS

Alle 22:40 di sera siamo arrivati con il 25% di batteria, con una stima software che assicurava altre 4 ore di utilizzo. Le statistiche riportavano, nel complesso, 3 ore e 34 minuti di telefono in utilizzo, 9 ore in standby e 12,5 ore di WiFi.

Lo abbiamo poi collegato al caricatore raggiungendo il 41% di batteria in circa 20 minuti. Altrettanti hanno portato la batteria al 62%, dopo un’ora la batteria ha raggiunto l’81% e con ancora 25 minuti abbiamo raggiunto il 100% di energia. In media quindi sono necessarie circa 2 ore per ripristinare la batteria completamente scarica.

Durante il processo di carica la batteria assorbe intorno ai 0.75 A (misurata al 6% di energia residua), stabilizzandosi poi tra i 0.55A ed i 0.63A tra il 55% ed il 90% di energia residua.

Doogee Y300

Navigazione GPS

Purtroppo possiamo considerare il chip GPS il tallone d’Achille di Doogee Y300. Non siamo stati in grado di determinare se i problemi riscontrati sono riconducibili unicamente ad un difetto del nostro specifico esemplare o se è proprio un problema comune a questo smartphone. In rete non abbiamo trovato indicazioni relative a malfunzionamenti particolari, con recensioni che lo hanno definito più genericamente “decente”, tuttavia a nostro giudizio è, invece, completamente inusabile.

La navigazione GPS dallo smartphone è una delle funzioni a cui ci affidiamo praticamente ogni giorno per via dei numerosi spostamenti di città in città, ma con Doogee Y300 abbiamo dovuto praticamente rinunciarci per l’intera settimana. Di fatto, il segnale viene perso ogni 5 secondi ed il sistema ne impiega circa 25 per riagganciarsi, scollegandosi nuovamente dopo pochi secondi. Nel peggiore dei casi viene poi individuato a centinaia di chilometri di distanza dal punto in cui ci troviamo realmente.

Così, siamo tornati indietro di qualche anno, affidandoci ai cartelli stradali ed utilizzando Google Maps soltanto per individuare le vie vicino al nostro punto di arrivo, chiedendo occasionalmente informazioni ai passanti. Insomma, per scherzarci un po’ sopra, con il GPS migliora la vita sociale ma aumentano stress e tempo perso.

Doogee Y300

Altre considerazioni d’uso

Nei sette giorni di utilizzo abbiamo notato qualche altro punto a favore e qualche altro difetto che certamente meritano una menzione. Ad esempio, abbiamo particolarmente apprezzato il piccolo LED di notifica che si illumina e lampeggia in modo diverso in base alla situazione che deve segnalare. I colori possono essere personalizzati attraverso un apposito pannello nelle Impostazioni: di default, comunque, si illumina di rosso a luce fissa quando si collega il cavo di ricarica, a segnalare per l’appunto l’avvio della ricarica, e diventa verde a luce fissa nel momento in cui la batteria raggiunge il 100% di carica.
Quando si riceve una notifica, invece, lampeggia di blu. Sia per una chiamata persa, sia per una mail, o un messaggio, è possibile accorgersene a colpo d’occhio, senza dover risvegliare il display o sbloccare il telefono. Ne abbiamo apprezzato i vantaggi in tutte quelle occasioni dove il telefono è silenzioso (senza vibrazione) o lontani da noi: ad esempio, uscendo dalla doccia, potevamo già sapere di aver ricevuto una telefonata proprio grazie al lampeggio del LED.

Meno performante, invece, il sistema di gestione delle notifiche. Il dispositivo infatti raccoglie le notifiche ricevute soltanto nel Centro Notifiche e non nella schermata di blocco, una caratteristica di cui abbiamo sentito la mancanza ma che abbiamo prontamente risolto installando l’applicazione Floatify (a tal proposito segnaliamo che ce ne sono diverse, sul Play Store, che adempiono a questo scopo).

Comoda, inoltre, la modalità orizzontale. In Doogee Y300 non ci sono infatti tasti capacitivi: i tre pulsanti per tornare alla Home, indietro o per aprire il Multitasking sono mostrati con una barra in fondo al display. Così, quando si orienta il telefono in orizzontale, la barra resta visibile sul bordo destro del telefono, lasciando così maggiore spazio al contenuto visualizzato come potrebbe essere, ad esempio, una pagina web.

Doogee Y300

Telefonicamente parlando, lo smartphone funziona molto bene. Non abbiamo mai avuto problemi di ricezione, né di comunicazione durante gli spostamenti, quelli in auto compresi. Se può servire, non va d’accordo con le EarPods di Apple (non ne conosciamo il motivo, con qualsiasi altra cuffia i problemi non ci sono), mentre con la modalità vivavoce l’interlocutore ci ha riferito di percepire un leggero rimbombo della nostra voce.

Pollice in su, invece, per le performance dell’altoparlante. Senza considerare il fatto che collegando delle cuffie (o un qualsiasi jack da 3,5 millimetri, anche tagliandolo da un vecchio auricolare) è possibile sfruttare la radio FM incorporata per ascoltare le stazioni radio preferite con lo speaker, la qualità audio è davvero notevole. Il volume è molto forte, non distorce neanche al massimo livello tanto che in qualche occasione, per l’ascolto occasionale dal divano, abbiamo preferito mantenere alto il nostro livello di pigrizia e rinunciare all’accensione dello speaker Bluetooth, ascoltando la musica dall’altoparlante.

Un ultimo appunto va fatto per la posizione del tasto Standby, al centro del lato sinistro del telefono. Più di una volta lo abbiamo pigiato per errore, abituati ad un posizionamento dello stesso del tutto diverso. Va tenuto in considerazione anche quando si blocca il telefono su uno dei tanti supporti per auto: in un’occasione la pressione della pinza lo ha mantenuto premuto per 10 secondi eseguendo un riavvio forzato del dispositivo (che sarebbe poi continuato all’infinito se non lo avessimo sganciato bloccando poi la pinza alla seconda metà inferiore del telefono).
Il click è anche piuttosto sensibile. Nel confronto con iPhone 6 Plus, l’escursione del tasto è leggermente più corta e richiede una pressione minore. All’atto pratico, qualche volta è capitato di risvegliare lo schermo semplicemente tenendolo nel tascone dei pantaloni.

Doogee Y300

Conclusioni

Doogee Y300, per il prezzo per cui è proposto, è un’interessante soluzione economica per chi è alla ricerca di uno smartphone Android del tutto funzionale nel quotidiano. I materiali sono eccellenti, spessore e dimensioni lo rendono del tutto maneggevole e facile da impugnare anche senza una custodia.

A livello di prestazioni ha i suoi limiti, che diventano importanti quando a pesare sul piatto della bilancia mettiamo GPS e gaming di medio-alto livello, mentre si rivela un ottimo smartphone quando le priorità, oltre quelle telefoniche, sono circoscritte a giochi meno esigenti in termini di hardware, email, Whatsapp, messaggi e navigazione web.

Può essere considerato anche una valida alternativa al secondo telefono, specialmente per via delle sue funzionalità Dual SIM o per i 32 GB di spazio che, insieme ai 32 GB aggiuntivi disponibili grazie alla microSD inclusa nella confezione, mettono in mano tanto spazio per portare con sé documenti e file multimediali.

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Pro

– Materiali di qualità
– Ottima maneggevolezza
– LED di notifica
– Ampio kit di accessori inclusi nella confezione
– Radio FM
– Ottima qualità dell’altoparlante
– Pratica modalità orizzontale

Contro

– Back cover inclusa migliorabile
– Non è tra i più leggeri
– Foto appena accettabili
– GPS inutilizzabile
– Vivavoce poco funzionale
– Posizione scomoda del tasto Standby

Prezzo al pubblico

Doogee Y300 è in vendita su Amazon per 114,99 euro nelle tre colorazioni nera (come quella dei nostri test), bianca e oro.

Doogee Y300

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