Durata batteria dei MacBook Pro 2016, un caso come l’antennagate di iPhone 4?

Apple per verificare la durata della batteria dei MacBook Pro 2016 lavorerà con Consumer Reports. Lo dice Schiller, dopo che l'associazione, come accadde con iPhone 4, ha espresso un giudizio di non raccomandazione per le macchine della Mela.

La durata della batteria dei nuovi MacBook Pro 2016 sarà terreno di confronto tra Apple e Consumer Reports. È Phil Schiller, capo del marketing della Mela, a farlo sapere con un tweet che arriva a margine del risultato dei test dell’associazione dei consumatori americani che ha rilevato un imprevedibile e incostante autonomia delle macchine e che fa tornare alla mente quanto accaduto anni fa, quando Consumer Reports bocciò iPhone 4 dando vita al cosiddetto Antennagate

La decisione di Apple fa seguito al ben noto e per alcuni aspetti controverso, risultato delle prove della macchina di cui abbiamo parlato ieri. L’autonomia misurata sarebbe del tutto inconsistente, varierebbe da vette altissime, quasi venti ore, a pochissime ore, molto meno di quanto Apple scrive nelle specifiche. L’aspetto controverso della prova deriverebbe dal fatto che Consumer Reports sembra essere incappata in un bug di Safari; il problema non si sarebbe infatti manifestato usando per la batteria di test, incentrati proprio intorno al caricamento di pagine web, il browser Chrome. In ogni caso, nonostante alcuni dubbi avanzati dagli stessi tecnici sulla natura del problema, Consumer Report ha deciso di bocciare i nuovi MacBook Pro esprimendo per la prima volta nella storia dei suoi test su Mac portatili un giudizio negativo, di non raccomandazione.

La posizione dell’associazione dei consumatori americani ha prima dato luogo solo ad un “no comment” da parte di Apple, ma il peso dei test e l’opinione di Consumer Reports erano fin dall’inizio evidentemente troppo influenti per essere ignorati, di qui la decisione di Cupertino di “collaborare” per fare delle verifiche in merito.

batteria macbook pro touch bar

Il messaggio, apparso questa notte, come nello spirito di Twitter, è stringatissimo per cui non possibile sapere che cosa si intende con “lavorare con Consumer Reports”. Schiller fa solo sapere che i dati non sono congrui con quelli che Apple ha ottenuto in laboratorio e che ricava dall’uso quotidiano dei suoi clienti.

 

La vicenda, come accennato, ricorda molto quella di iPhone 4 e i suoi problemi di ricezione. Allora fu proprio Consumer Reports con una “non raccomandazione” dopo le prove del dispositivo che faceva cadere le comunicazioni se impugnato in maniera da “cortocircuitare” le antenne, a far muovere Apple. Steve Jobs, con un atto di comunicazione magistrale dal punto di vista del marketing, convocò una conferenza stampa per precisare la posizione dell’azienda in merito e regalò a tutti i clienti un bumper in gomma. Nello stesso tempo presentò dati ed informazioni pubbliche sui sistemi di test dei telefoni e fece fare anche un tour ad alcune testate giornalistiche nei laboratori. Cupertino risolse poi il problema cambiando il design delle antenne dando la possibilità a Consumer Report di presentare un pollice alzato e spegnendo le polemiche. Sarà così anche per i MacBook Pro?