Home Hi-Tech Finanza e Mercato Sette fornitori Apple avrebbero impiegato lavoratori forzati

Sette fornitori Apple avrebbero impiegato lavoratori forzati

Ancora una volta emergono indizi e prove che suggeriscono il possibile impiego di lavoratori forzati di enia Uiguri presso sette fornitori Apple in Cina. I resoconti realizzati da alcuni gruppi di difesa dei diritti umani descrivono complessi simili a prigioni adiacenti alle fabbriche, dove i lavoratori forzati vivono e lavorano, completamente recintati, con una sola via per ingresso e uscita, torri di guardia incluse.

Ancora una volta i report indicano che la minoranza musulmana degli Uiguri cinesi è sottoposta a lavoro forzato camuffato sotto forma di programmi statali per la riduzione della povertà. Tra i fornitori Apple accusati di impiegare lavoratori forzati viene citato Advanced-Connectek per uno stabilimento nei pressi dei deserti dello Xinjiang, nell’ovest della Cina, area in cui la popolazione è in prevalenza Uiguri.

Tra le società indicate nel report ci sono fornitori di componenti, assemblatori e anche società che effettuato rivestimenti non solo per Apple ma anche per altri colossi IT tra cui Amazon, Facebook, Google, Microsoft e altri ancora. Paradossalmente la maggior parte di foto, immagini satellitari e prove sono materiali ufficiali forniti da funzionari delle autorità locali per dimostrare al governo centrale di Pechino gli sforzi in corso per i programmi di riduzione della povertà.

Fornitori Apple coinvolti nei rapporti sui lavori forzati uiguri in Cina

Mentre la Cina dichiara che si tratta di offerte di lavoro facoltativo per gli abitanti delle zone più povere del Paese, i difensori dei diritti umani, citati da The Information, sostengono che la situazione è completamente diversa. Gli osservatori ritengono infatti che si tratta di lavoro obbligatorio perché nessun cittadino delle minoranze può rifiutare di partecipare.

Al nuovo report che denuncia il possibile impiego di lavoratori forzati da parte dei fornitori di Apple, Cupertino risponde che effettua regolari ispezioni e che al momento non risultano infrazioni al proprio codice di condotta. Secondo le associazioni per i diritti umani questo è possibile perché Apple si basa molto sulle interviste dirette ai lavoratori, ma questi ultimi non sono liberi di parlare liberamente.

Ricordiamo che Apple esclude completamente dai suoi ordinativi le società che non rispettano il codice di condotta cui i fornitori di Cupertino devono attenersi, vietando lavoro minorile, schiavitù e detenzione, orari eccessivi, oltre che fornire condizioni di lavoro più sicure, formazione sui propri diritti e professionale.

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