FoundationDB di Apple ha reso open source il Record Layer usato nel CloudKit

Un altro pezzo del database che muove iCloud è stato reso open source. FoundationDB ha annunciato il rilascio come open source di FoundationDB Record Layer, tecnologia di relational database management che permette il funzionamento di CloudKit

FoundationDB

FoundationDB, l’azienda specializzata in database che Apple ha acquisito nel 2015, ha annunciato il rilascio come open source di FoundationDB Record Layer, tecnologia di relational database management che permette il funzionamento di CloudKit, soluzione back-end completa e scalabile che permette agli sviluppatori di non dover scrivere codice server e gestire la manutenzione dei server.

In un post sul blog di FoundationDB, riferisce il sito AppleInsider, si spiega che il FoundationDB Record Layer offre funzionalità di schema management (Gestione schema), infrastrutture per l’indicizzazione e funzionalità di query per il data store fisicamente distribuito.

Oltre a funzionalità tipiche dei database relazionali, Record Layer offre supporto per complessi tipi di dati annidati, l’indicizzazione sul tempo di commit dei record, e indicizzazione di query che riguardano diversi tipi di record. In quanto layer creato su FoundationDB, il rilascio come open source integra la semantica delle proprietà ACID e la semantica per l’elaborazione di tipo transazionale, quest’ultima il modello che consente il data store distribuito di tipo massivo.

Record Layers è un protocollo “stateless”, ovvero privo di stato, elemento che consente implementazioni altamente scalabili e veloci funzionalità. Secondo quanto riportato da FoundationDB, la creazione di istanze e successive operazioni è possibile in “millisecondi”.

Apple, come accennato, ha acquisito FoundationDB nel 2015, azienda nota per lo sviluppo di una piattaforma database tra i migliori del mercato per velocità e bassi costi di gestione. FoundationDB è stato inizialmente concepito come database NoSQL con dati facilmente accessibili da qualsiasi destinazione dell’implementazione e la possibilità di eseguire più operazioni di datastore in singole transazioni. Ad aprile dello scorso anno, il FoundationDB core è stato reso open source, con l’obiettivo di creare una comunità aperta, consentire personalizzazioni ed espansioni della piattaforma.