GameStop vuole comprare eBay. L’offerta è da 56 miliardi di dollari, un premio del 20% sul prezzo di venerdì, e l’obiettivo è costruire un rivale credibile di Amazon.
È Ryan Cohen, CEO di GameStop, a spiegare strategia e finalità dell’operazione in un’intervista al Wall Street Journal: «vogliamo diventare un vero competitor di Amazon».
La strada che Gamestop immagina passa dall’integrazione dei negozi fisici di GameStop con la piattaforma online di eBay. I negozi diventerebbero centri di raccolta e autenticazione per i venditori, un layer fisico che eBay non ha mai avuto. Si aggiungerebbe una spinta decisa sul live commerce, le vendite in diretta streaming, dove eBay è oggi sostanzialmente assente.
Collezionabili, ciclo di vita e complementarità
Il terreno comune c’è già: entrambe le aziende hanno puntato forte sui collezionabili, dalle carte da gioco ai videogiochi vintage. GameStop ha registrato 1,06 miliardi di dollari di ricavi solo nel segmento collezionabili nell’ultimo anno fiscale, mentre eBay opera su tutt’altra scala — 79,6 miliardi di dollari in volume di transazioni e 135 milioni di acquirenti attivi. La sovrapposizione è reale, la complementarità anche.
Come nota Motley Fool su Yahoo Finance, Cohen immagina di possedere l’intero ciclo di vita di un videogioco: dalla vendita iniziale alla rivendita sul mercato secondario, con i negozi fisici come hub locali per spedizioni e verifiche. Una combinazione del genere darebbe a GameStop accesso a una rete di venditori più ampia, ricavi da commissioni più diversificati e capacità tecnologiche difficili da costruire organicamente.

I rischi però sono altrettanto concreti. Fondere due culture aziendali distinte — una radicata nel retail fisico, l’altra nel puro digitale — presenta rischi operativi che potrebbero facilmente sfuggire di mano. C’è anche il problema d’identità: GameStop ha passato un decennio a scrollarsi di dosso l’immagine di negozio in crisi nei centri commerciali, mentre eBay ha affinato la propria operatività per competere con Amazon e marketplace specializzati come StockX. Una fusione potrebbe confondere entrambi i brand.
Mercati e analisti: i dubbi restano
Cohen ha già costruito una posizione del 5% in eBay ed è pronto a una battaglia per deleghe se la società non si mostrerà ricettiva.
Il mercato ha reagito con entusiasmo nell’after-hours, ma eBay si è fermata ben sotto il prezzo offerto: gli investitori scontano già gli ostacoli. Gli analisti di Bernstein sono lapidari — «il turnaround sta funzionando, perché destabilizzarlo?» — mentre quelli di Bloomberg Intelligence parlano di bassa probabilità di accordo per via del rischio esecutivo. Dan Ives è diretto: «Quando una società più piccola tenta di acquisire una molto più grande, i mercati tendono a mettere in dubbio sia il finanziamento che la logica strategica».
Cohen ha però un incentivo personale enorme: il suo pacchetto di compensazione scatta solo se porta GameStop a una capitalizzazione di 100 miliardi di dollari. Da solo, non ci arriverà mai.












