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Google vuole i brevetti per la telefonia mobile di Nortel

La canadese Nortel è in liquidazione e il suo interessante portfolio di brevetti vale moltissimo essendo per lo più tecnologie essenziali nel mercato della telefonia mobile (3D e 4G LTE). Tra i tanti giganti del settore interessanti ai brevetti l’onnipresente Google: l’azienda di Mountain View ha annunciato l’intenzione di acquisire le proprietà intellettuali di Nortel.

Nel blog ufficiale la grande “G” è possibile leggere: “Il mondo tecnologico ha recentemente conosciuto un boom nel contenzioso sui brevetti, concessioni che riguardano spesso brevetti software di bassa qualità, che minacciano soltanto di soffocare l’innovazione. Alcune di queste cause sono state presentate da persone o aziende che non hanno mai creato nulla di fatto; altri ancora sono motivati ‘€‹’€‹dal desiderio di bloccare i prodotti degli avversari o approfittare del successo di tecnologie concorrenti. Il sistema dei brevetti dovrebbe premiare chi crea le innovazioni più utili per la società, non coloro che chi si mettono in gioco slealmente o trovano scuse per intentare cause discutibili. Sono queste le ragioni per le quali Google ha a lungo sostenuto una vera riforma dei brevetti, della quale potrebbero beneficiare gli utenti e l’economia americana nel suo complesso”.

“Per come stanno le cose oggi, la migliori difesa contro questo tipo di attacchi è (ironicamente) disporre di un più ampio possibile portafoglio di brevetti. Questo aiuta a essere liberi e sviluppare nuovi prodotti e servizi. Google è una società relativamente giovane e, benché possieda un crescente numero di brevetti, molti dei competitor hanno un numero brevetti più elevati, per via del loro passato”. “Abbiamo deciso di presentare un’offerta per il portafoglio di brevetti Nortel: l’eventuale successo sarà un disincentivo per non fare cause pretestuose a Google, ai nostri partner, ai membri della nostra comunità coinvolti in progetti come Android e Chrome e continuare a innovare in modo efficace, la soluzione a lungo termine migliore per Google, i nostri utenti e i nostri partner”.

 

[A cura di Mauro Notarianni]

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