I cinque signori del telefono low cost

Sono cinque i marchi che dominano il mercato degli “feature phone”. Da Nokia-Hdm a Samsung, ma ci sono anche altre aziende. E con apparecchi 4G con Whatsapp, batterie che durano una settimana e scocche industruttibili, anche il futuro sembra roseo

I cinque signori del telefono low cost

Li vendono in Africa. Li vendono in America Latina. Li vendono nel ventre molle della Cina e nelle aree più povere dell’Asia. Ma li vendono anche in Russia, in Europa. Da noi, per dire, il remake del Nokia 3310, un telefono 2G che costa 50 euro, è stato un successo epocale. Benvenuti nel mondo dei feature phone. E delle cinque aziende che lo dominano.

Chi sono? Le aziende che vendono la maggior parte dei telefoni low cost a livello globale non sono tutte uguali. Quattro devono fare i conti con la regina indiscussa del settore, la cinese HMD che gestisce il marchio Nokia per il settore della telefonia mobile, anche se è solo la seconda sul mercato. È Nokia infatti la forza con cui fare i conti nel mercato globale della telefonia non solo di qualità (HMD-Nokia realizza dei buoni smartphone di cui abbiamo più volte parlato) ma anche dei telefoni molto, molto economici.

Secondo l’ultimo Market Monitor di Counterpoint, le spedizioni di apparecchi telefonici low cost sono cresciute per il quarto trimestre consecutivo. Come da analisi, il ritorno di Nokia HMD ha alimentato la domanda di feature phone sul mercato. Nokia 3310 è stato un successo planetario. Nostalgia combinata con la buona qualità costruttiva ha aiutato Nokia a diventare il secondo più grande fornitore di telefonia mobile a livello mondiale durante il terzo trimestre (Q3) del 2018.

I cinque signori del telefono low cost

Il leader mondiale nel mercato della telefonia low cost continua ad essere Itel. I prodotti della società cinese sono diventati popolari nel mercato africano: il continente nero ha aiutato Itel a diventare il più grande marchio di telefonia low cost a livello globale.

I primi cinque attori nel segmento della telefonia low cost a livello globale, comunque, sono: Itel, HMD Global (proprietario del marchio Nokia), Reliance Jio, Samsung e Techno. La classifica delle quote segue infatti questo stesso ordine. Attualmente, sia Itel che Nokia di HMD detengono una quota del 14% del mercato globale. Segue Reliance Jio con una quota dell’11%, mentre Samsung si posiziona al quarto posto con una quota di mercato dell’8%. Il player numero cinque è Techno, che detiene una quota di mercato globale del 6%. Insieme, fanno circa il 53% del mercato.

Il resto? In mano a una infinità di attori di qualsiasi livello e dimensione, basta che siano minuscoli. Producono assemblati realizzati da fabbriche cinesi che sfruttano il cosiddetto “dividendo di pace della guerra della telefonia mobile”, cioè la grandissima disponibilità di componentistica standardizzata a basso, bassissimo costo. Un apparecchio con un piccolo display a colori, fotovideocamera da 2 megapixel, dual sim, slot per sd, processore quasi smart e blocco dati 2G oppure 3G o 4G costa al produttore da 2 a 8 euro. Il resto è tutto ricarico, facendo però caso a una industria globale di dimensioni enormi. Che movimenta qualsiasi cosa.

I cinque signori del telefono low cost

Il rapporto di ricerca di Counterpoint aggiunge inoltre che, considerando i mercati emergenti sottoutilizzati e sottoserviti, i telefoni cellulari rimarranno rilevanti per almeno i prossimi cinque anni. I nuovi utenti a basso reddito, che sperimentano il cellulare per la prima volta, lo faranno probabilmente prima attraverso un feature phone che non uno smartphone. Anche se qui, la nicchia diventa interessante perché produttori di software realizzano sistemi operativi che sono più di un firmware e che fanno girare le app, come ad esempio KaiOS, il sistema operativo d’ordinanza in India, che si vanta di avere “Snake preinstallato”.

Come gli smartphone, anche i telefoni low cost stanno passando da 2G a 3G e ora anche 4G. Le applicazioni e le componenti, le architetture che erano solo disponibili per gli smartphone, adesso stanno facendo capolino anche negli apparecchi telefonici low cost. E questa tendenza è destinata a continuare, dato che sempre più operatori e OEM cercano di monetizzare la considerevole base di funzionalità del telefono.

La crescita del mercato dei feature phone è in contrasto con il mercato degli smartphone che, secondo la ricerca di Counterpoint, sta registrando tassi di crescita negativi. I telefoni low cost hanno contribuito al 23% del totale delle spedizioni di telefoni cellulari nel terzo trimestre del 2018 e rimangono un mercato considerevole.

I cinque signori del telefono low cost

Dopo il rallentamento delle spedizioni da Reliance Jio in India, gran parte di questa crescita è venuta dal Medio Oriente e Africa (MEA), che è emerso come il più grande mercato di telefonia low cost a livello globale. Le spedizioni in MEA sono cresciute ad un tasso del 32%.

Per quanto riguarda la popolarità del segmento feature phone, la ricerca afferma che è dovuto alla durata della batteria offerta da questi telefoni. «In alcuni dei paesi emergenti – scrivono gli analisti – come l’Africa e l’India, infrastrutture per l’elettricità non sono ancora accessibili in modo sistematico ad una ampia parte della popolazione».

«Secondo i dati della banca mondiale – dice ancora il rapporto – risalenti al 2014, solo in Africa circa 600 milioni di persone non hanno l’elettricità. C’è un uso crescente dei pagamenti mobili in Africa, ma per le aree remote senza elettricità la popolazione dipende dalle stazioni di ricarica (negozi che danno la possibilità di addebitare il numero del telefono per un pagamento). La durata della batteria diventa un fattore sempre più importante per la scelta del telefono cellulare, e i telefoni dotati di funzionalità hanno una durata della batteria molto migliore rispetto agli smartphone. I feature phone sono anche utilizzati come dispositivo secondario per le chiamate di emergenza o per la seconda linea proprio a causa della elevata durata della loro batteria», dice il rapporto.

I cinque signori del telefono low cost

Un altro motivo, secondo Counterpoint, per il successo dei feature phone è la sua considerevole base di utenti. Come dice il rapporto, «Mentre c’è stata una tendenza a migrare verso gli smartphone, ci sono varie ragioni se interi segmenti di utenti preferiscono i telefoni low cost. A parte il prezzo, questi apparecchi sono ancora i migliori per gli utenti meno esperti di tecnologia, oppure che utilizzano un telefono per la prima volta oppure per la popolazione anziana, che richiede facilità d’uso. Inoltre, la qualità veramente scarsa degli smartphone entry-level fa preferire i feature phone che invece sono ben fatti e resistenti. E poi certamente c’è anche il basso potere d’acquisto degli utenti nei mercati emergenti ma bisogna contare anche la robustezza con cui sono costruiti molti feature phone: queste ultime due sono alcune delle ragioni che rendono il telefono low cost e non smart ancora una scelta popolare tra gli utenti».

Inoltre, bisogna notare che con i feature phone 4G sul mercato, le applicazioni più popolari come WhatsApp, Facebook e YouTube stanno diventando disponibili anche su questi dispositivi di base, il che è sufficiente per un segmento di utenti che non sono disposti a passare allo smartphone.