Intelligenza artificiale, la paura è di perdere il posto di lavoro

Il 44% degli italiani teme che i robot possano sostituire l’uomo ma resta ottimista nei confronti dei trasporti e dell’applicazione delle nuove tecnologie alla medicina

Intelligenza artificiale, la paura è di perdere il posto di lavoro

Quasi la metà degli italiani (44%) teme l’applicazione dell’Intelligenza artificiale in ambito lavorativo, nonostante il giudizio generale sia neutro o tendenzialmente positivo. «L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando anche i flussi di lavoro tipici nei contact center» spiega Enrico Giannotti, vice presidente del gruppo Cedat 85 «Nel corso dell’ultimo lustro sono stati introdotti diversi applicativi per monitorare e dunque migliorare il rapporto tra le aziende ed i loro clienti. Nell’immediato futuro i clienti interagiranno con soluzioni software automatiche in grado di interfacciarsi con i clienti in modo sempre più naturale e umano» (vedi chatbot e intelligenza artificiale).

Secondo quanto emerge dalla ricerca di Chorally, che ha osservato le discussioni sui principali canali social e fonti nella rete in Italia, il 52% degli italiani ha un atteggiamento neutrale nei confronti dell’AI. La situazione cambia scendendo nel dettaglio degli ambiti di applicazione.

Intelligenza artificiale, la paura è di perdere il posto di lavoro

Il lavoro è il tema che raccoglie le maggiori perplessità: il sentimento espresso dal 44% degli intervistati risulta essere negativo, con particolare preoccupazione nei confronti dei posti di lavoro che saranno messi a rischio dall’AI e dalla robotica. Le opinioni positive (14%) sono orientate invece verso il miglioramento della qualità del lavoro e sulla nascita di nuove professionalità. Il restante 42% ha un atteggiamento neutrale.

Maggiore positività invece in ambito salute e trasporti. Il 71% degli italiani ha un atteggiamento di fiducia e speranza nei benefici della tecnologia in ambito medico, della salute e del benessere in generale. Anche in questo caso i commenti negativi (14%) riguardano preoccupazioni sulla ricaduta occupazionale.

Intelligenza artificiale, la paura è di perdere il posto di lavoro

Per quanto riguarda la mobilità, il 60% delle opinioni è positiva e orientata verso i benefici che l’innovazione tecnologica portata dall’intelligenza artificiale potrà avere in ambito urbano. Minore traffico, minore inquinamento, maggiore rapidità negli spostamenti e la possibilità di ridurre il numero degli incidenti sono i focus al centro dell’atteggiamento positivo. Il 33% esprime invece preoccupazione nei confronti di mezzi totalmente automatici e la perdita del lavoro di categorie come tassisti, autisti e piloti.

L’atteggiamento degli italiani resta neutrale sui temi del divertimento (93%) e dell’etica (92%), quest’ultima percepita come un campo molto complesso ed emerge la volontà di formarsi un’opinione e capire le applicazioni future dell’AI prima di esprimere un giudizio. Le discussioni si concentrano prevalentemente sui limiti che si dovranno porre e sull’applicazione dell’AI in ambito bellico. Non manca chi esprime fiducia (6%) nell’impossibilità dell’uomo di essere superato dalla macchina e chi invece esprime paura (2%).