Abbiamo già dato uno sguardo allo scenario globale del 2026 di Apple e approfondito quello degli iPhone, in particolare iPhone Pro e iPhone Fold. Poi abbiamo raccontato il domani dei Mac, con dietro l’angolo i MacBook Pro M5. Ma gli iPad? I tablet, un tempo gemma del diadema dell’offerta Apple, oggi elemento di secondo piano, non avranno un anno particolarmente brillante.
Nel 2026 non sono previste rivoluzioni per iPad, ma l’anno potrebbe comunque rivelarsi importante dal punto di vista strategico. Apple si prepara a rimettere mano a quasi tutta la gamma con una sequenza di aggiornamenti mirati che ridisegnano ruoli, prezzi e aspettative dei diversi modelli.
iPad Pro nessun aggiornamento
Il punto di partenza è l’iPad Pro, arrivato nell’autunno 2025, che ha già fissato un parametro in termini di prestazioni e qualità dei componenti, in particolare del display. Tutto quello che arriverà nel corso del 2026 dovrà essere calibrato su questo riferimento che resterà immutato salvo, come diremo, per il processore.
Nel 2026 è probabile che l’iPad Pro M5 non riceva aggiornamenti di sostanza, ed è una conseguenza diretta delle scelte fatte da Apple nell’autunno 2025. Con il passaggio al chip M5, l’adozione del display OLED Tandem con Retina XDR Apple ha già portato il modello Pro su un livello che non richiede interventi a breve termine. Del resto il processore M6 è ancora molto distante.
In questo scenario, l’assenza di novità rilevanti non va letta come un segnale di stallo, ma come la conferma che l’iPad Pro ha già anticipato le principali scelte tecnologiche che Apple distribuirà in modo graduale sugli altri modelli.
Roadmap in due tempi che guarda in basso
La strategia Apple per il 2026 si svilupperà, quindi, lontana da iPad Pro e in due fasi ben distinte. In primavera toccherà ai modelli di volume, iPad base e iPad Air. Nella seconda metà dell’anno arriverà invece l’aggiornamento più interessante, quello dell’iPad mini, che da tempo aspettava qualcosa di più di un semplice cambio di chip.
È una scelta che riflette bene lo stato del mercato tablet, oggi maturo e meno incline agli aggiornamenti impulsivi, dove il rapporto tra prezzo, prestazioni e durata nel tempo conta più dell’effetto novità rivoluzionarie, per altro impossibili a questo punto della evoluzione della nicchia.
L’iPad base resta il modello più venduto della famiglia. Il refresh è atteso tra marzo e aprile 2026 e, secondo diversi indizi emersi dal codice di iOS 26, potrebbe arrivare con una novità tutt’altro che secondaria.
L’ipotesi più accreditata è infatti che questo modello, restando identico all’attuale, adotti il chip A19, lo stesso degli iPhone 17. Sarebbe una scelta insolita per Apple, che in passato ha sempre tenuto i chip più recenti lontani dai modelli di ingresso. Se confermata, significherebbe un salto molto importante rispetto all’attuale A16, con un incremento prestazionale stimato intorno al 50%.
Il passaggio è obbligato: questo modello è l’unico a non avere il supporto di Apple Intelligence, un fattore che diventerebbe difficilmente sostenibile nello scenario secondo il quale, dalla primavera o inizio estate, arriva la nuova piattaforma di AI. In assenza di un passo in quella direzione, l’iPad base rischierebbe di essere messo sotto pressione dalla concorrenza di Chromebook e dispositivi Windows ma anche escuso da molte delle funzioni di iOS 26 aggiornato.
iPad Air 2026, evoluzione del processore
L’iPad Air continuerà a occupare la fascia intermedia della gamma, quella che Apple, in assenza di veri concorrenti diretti e grazie a un’evoluzione costante, può gestire con maggiore prudenza.
L’aggiornamento previsto per la primavera 2026 porterà il chip M4, mantenendo così una distanza ben definita dall’iPad Pro M5 ed evitando sovrapposizioni difficili da spiegare ai clienti.

Le novità più rilevanti non riguarderanno tanto le prestazioni pure, quanto la connettività. L’arrivo del chip di rete N1 e del Wi-Fi 7 avvicinerà l’Air a scenari di utilizzo più avoluti, con vantaggi concreti in termini di velocità e stabilità delle connessioni.
L’iPad Air 2026 resta invece distante dall’adozione di un display OLED. Apple avrebbe scelto di rimandare questo passaggio al 2027 o forse addirittura al 2028, sia per contenere i costi sia per preservare una distinzione netta rispetto ai modelli Pro attualmente in commercio.
iPad mini 8, il cambiamento più atteso
Se c’è un modello che merita attenzione nel 2026, è l’iPad mini. Dopo anni di aggiornamenti minimi, la prossima generazione è attesa come una vera svolta. Il lancio è previsto tra il terzo e il quarto trimestre dell’anno e porterà con sé due novità di peso.
La prima è il display OLED da 8,4 pollici, il primo in assoluto su un iPad di questa fascia consumer. Non sarà lo stesso pannello usato sugli iPad Pro, ma una soluzione più semplice che rinuncia ai 120 Hz, puntando su contrasto elevato ed efficienza energetica. Le dimensioni complessive dovrebbero restare simili grazie a cornici più sottili.
La seconda novità è il chip A19 Pro, lo stesso degli iPhone 17 Pro. Una scelta che trasformerebbe il mini in un dispositivo molto potente in formato compatto, ideale per chi cerca prestazioni elevate senza passare a schermi più grandi. A questo si aggiungerebbero una maggiore resistenza all’acqua e un sistema audio aggiornato.

Tutto questo avrà impatto inevitabile sul prezzo. Le stime parlano di un possibile aumento fino a 599 dollari, contro i 499 attuali, una mossa che in Europa potrebbe tradursi in un incremento di circa 100 euro, una soglia che rischia di restringere un pubblico già non particolarmente ampio.
iPadOS 26 e Apple Intelligence, che significano per iPad
Tutti i nuovi modelli del 2026 faranno leva su iPadOS 26, che diventa un elemento centrale della strategia iPad molto più di quanto non sia stato il sistema operativo in passato. Il nuovo multitasking a finestre, il design Liquid Glass e soprattutto l’evoluzione di Apple Intelligence non sono semplici aggiunte funzionali, ma tasselli di un disegno più ampio che punta a ridefinire il ruolo del tablet all’interno dell’ecosistema Apple.
Il multitasking windowed, con la possibilità di gestire fino a dodici app attive e controlli ispirati a macOS, sposta l’iPad verso scenari di utilizzo in precedenza impensabili. Non è un portatile tradizionale, ma un dispositivo più credibile come strumento di lavoro, soprattutto sui modelli dotati di chip più potenti.
Il vero perno di questa trasformazione resta però Apple Intelligence. Con iPadOS 26, dalla primavera, l’intelligenza artificiale smetterà di essere una funzione accessoria per diventare una componente trasversale del sistema.
Dalla gestione dei documenti alle scorciatoie intelligenti, fino agli strumenti di scrittura, sintesi e analisi dei contenuti, l’iPad potrà ripositionarsi come assistente digitale continuo.
Gli scenari di utilizzo che emergono sono molto più ampi rispetto al passato. L’iPad potrà essere centrale in ambito education, nel lavoro creativo e anche in contesti enterprise, soprattutto con iPad Air con il suo schermo da 13″, dove l’unione tra multitasking avanzato e AI apre spazi prima riservati quasi esclusivamente al Mac.
L’orizzonte è quello di rafforzare l’identità dell’iPad come dispositivo autonomo, non più percepito solo come un grande iPhone o come un Mac incompleto. iPadOS 26 e Apple Intelligence lavoreranno insieme per costruire un’esperienza che ha senso soprattutto sul tablet, sfruttandone dimensioni, interazione touch e Apple Pencil.
È una scommessa che richiederà tempo, ma che nel 2026 inizia finalmente ad affiorare come prospettiva di medio termine.
Un anno di transizione che prepara il futuro
Il 2026 sarà quindi un anno di transizione ma non senso più pieno del termine, quello di un anno dove non succede nulla. Se saranno poche, quasi nessuna, le sorprese sul piano tecnologico, l’evoluzione punta ad effetti importanti nel medio periodo.
Per chi deve scegliere oggi, l’iPad Pro M5 resta l’opzione più solida in prospettiva futura. Per chi può aspettare, soprattutto sul fronte del rapporto tra prestazioni e prezzo, il nuovo iPad di dodicesima generazione potrebbe diventare il riferimento da tenere d’occhio e una scelta interessante per l’intera famiglia. Se lo scopo è il lavoro è possibile che l’Air sia più che sufficiente per la stragrande maggioranza di chi legge




















