La notizia della fine di Apple è fortemente esagerata

Le previsioni negative sulle vendite iPhone XR e i cali previsti di alcuni fornitori hanno scatenato una corsa al ribasso sul titolo Apple in borsa. Ma per alcuni analisti allarme e pessimismo sono eccessivi e ingiustificati per diverse ragioni

La notizia della fine di Apple è fortemente esagerata

Il temuto crollo delle vendite iPhone, e la possibile fine di Apple così come la conosciamo, non solo è una notizia ricorrente ma anche notevolmente esagerata. Il richiamo alla leggendaria frase di Mark Twain pronunciata dopo che era circolata la notizia (fake) della sua morte, riassume perfettamente le osservazioni di alcuni analisti secondo i quali allarmismo e pessimismo sulle vendite di iPhone e sul futuro di Cupertino sono eccessivi e mal riposti. E questo per diverse ragioni ben documentate.
fine di apple - foto iPhone XS e  iPhone XRTra questi Ross Gerber di Gerber Kawasaki che non rileva un cambio di percezione tra i consumatori cinesi su Apple e per i suoi prodotti. «Comprano i prodotti Apple senza alcuna esitazione dovuta ai problemi dei dazi» dichiara Gerber riportato dalla CNN che dimostra la sua analisi con un esempio: gli iPhone sono i terminali più venduti su Alibaba nel giorno della corsa agli acquisti del Single Day, ormai una tradizione importante tanto quanto il Black Friday e, in Cina anche di più in termini di fatturato. In questo caso Apple ha fatto anche meglio dei costruttori concorrenti locali.

Altri notano che ormai da mesi il mercato smartphone mondiale è piatto, con crescita ridotta o stazionaria rispetto al passato, ragione che potrebbe aver spinto Apple a non annunciare più i numeri dei telefoni venduti. Ma questo è un problema di breve periodo, mentre Cupertino punta a lungo termine. Nell’immediato Apple continua a sostenere il fatturato con prezzi sostenuti dei propri prodotti, massimizzando le vendite nei mercati in cui già opera, come accadrà per gli attesi nuovi AirPods, nuove cuffie Apple e altro ancora. Nel lungo periodo invece Apple trarrà beneficio soprattutto dai paesi emergenti e a quel punto i numeri degli iPhone venduti torneranno a crescere in modo più visibile.

iPhone XR ora in vendita negli Apple Store, ma niente custodie ufficialiDaniel Ives analista di Wedbush rileva il periodico apparire di notizie allarmanti e pessimismo sulla fine di Apple «La fine della crescita di Apple è stata notevolmente esagerata» un richiamo alla celebre frase di Twain che nel caso di Cupertino è stato riportato infinite volta Dale testate di tecnologia così come da quelle di economia.

Vale comunque sempre l’avvertimento di Tim Cook espresso in più occasioni durante le presentazioni dei risultati finanziari trimestrali. Ricordiamo che i timori sulle vendite iPhone X inferiori al previsto sono circolati per settimane e mesi, anche dopo che Apple ha annunciato vendite e record per il terminale top del 2017, uno dei più venduti al mondo. Per il Ceo di Apple è difficile se non impossibile stabilire l’andamento della domanda di iPhone o di altri prodotti Apple basandosi esclusivamente sulle notizie provenienti da singoli fornitori di Cupertino.

Questo è lo stesso punto evidenziato da Gene Munster, analista meno attendibile nel prevedere futuri prodotti della Mela ma che vanta una esperienza più che decennale nel seguire e analizzare il business di Cupertino. «Interpretare i dati relativamente alla domanda della catena di approvvigionamento è un’arte pericolosa» dichiara Munster precisando «Storicamente gli investitori hanno tratto la conclusione corretta tante volte quanto quella sbagliata».

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