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L’app Immuni ora è scaricabile

Immuni, l’app per iPhone e dispositivi Android creata per aiutare a tracciare le epidemie a partire dal COVID-19, ora è scaricabile. Inizialmente dovrebbe essere proposta in una sorta di fase sperimentale in quattro regioni: Puglia, Abruzzo, Marche e Liguria, ma ovviamente è già scaricabile da tutti, indipendentemente dalla regione di residenza.

“L’app”, si legge nella descrizione, “si propone di avvertire gli utenti potenzialmente contagiati il prima possibile, anche quando sono asintomatici. Questi utenti possono poi isolarsi per evitare di contagiare altri. Questo minimizza la diffusione del virus e, allo stesso tempo, velocizza il ritorno a una vita normale per la maggiorparte della popolazione. Venendo informati tempestivamente, gli utenti possono anche contattare il proprio medico di medicina generale prima e ridurre così il rischio di complicanze”.

L’app su iPhone richiede iOS 13.5; sui dispositivi Android bisogna avere almeno la versione 6 del sistema operativo, e Google Play Service nella versione 20.18.13.

Il sistema di notifiche di esposizione di Immuni mira ad avvertire gli utenti quando sono stati esposti a un utente potenzialmente contagioso. Gli sviluppatori spiegano che il sistema è basato sulla tecnologia Bluetooth Low Energy e non utilizza dati di geolocalizzazione di alcun genere, inclusi quelli del GPS. L’app non raccoglie e non è in grado di ottenere alcun dato identificativo dell’utente, quali nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero di telefono o indirizzo email. Immuni riesce quindi a determinare che un contatto fra due utenti è avvenuto, ma non chi siano effettivamente i due utenti o dove si siano incontrati.

Di seguito, una spiegazione semplificata di come funziona il sistema, da parte degli sviluppatori. “Consideriamo l’esempio di Alice e Marco, due ipotetici utenti. Una volta installata da Alice, l’app fa sì che il suo smartphone emetta continuativamente un segnale Bluetooth Low Energy che include un codice casuale. Lo stesso vale per Marco. Quando Alice si avvicina a Marco, gli smartphone dei due utenti registrano nella propria memoria il codice casuale dell’altro, tenendo quindi traccia di quel contatto. Registrano anche quanto è durato il contatto e a che distanza erano i due smartphone approssimativamente”.

“I codici sono generati del tutto casualmente, senza contenere alcuna informazione sul dispositivo o l’utente. Inoltre, sono modificati diverse volte ogni ora, in modo da proteggere ulteriormente la privacy degli utenti”.

“Supponiamo che, successivamente, Marco risulti positivo al SARS-CoV-2. Con l’aiuto di un operatore sanitario, Marco potrà caricare su un server delle chiavi crittografiche dalle quali è possibile derivare i suoi codici casuali. Per ogni utente, l’app scarica periodicamente dal server le nuove chiavi crittografiche inviate dagli utenti che sono risultati positivi al virus. L’app usa queste chiavi per derivare i loro codici casuali e controlla se qualcuno di quei codici corrisponde a quelli registrati nella memoria dello smartphone nei giorni precedenti. In questo caso, l’app di Alice troverà il codice casuale di Marco, verificherà se la durata e la distanza del contatto siano state tali da aver potuto causare un contagio e, se sì, avvertirà Alice”.

Gli sviluppatori spiegano perché Immuni è rilevante: “Tutti noi desideriamo ridurre la diffusione dell’epidemia, ridurre il rischio alla salute dei nostri cari e tornare al più presto a una vita normale”. Immuni gioca un ruolo importante nella realizzazione di questi obiettivi. “Grazie al sistema di notifiche di esposizione, l’app permette di avvertire rapidamente gli utenti che sono stati in prossimità di un utente contagioso, suggerendo l’isolamento e di contattare il proprio medico di medicina generale. Tutto questo è di cruciale importanza per minimizzare il numero di contagi e assicurarsi che gli utenti possano ricevere le giuste attenzioni mediche il prima possibile, minimizzando il rischio di complicanze”.

L’app Immuni ora è scaricabile

Per conoscere quello che sappiamo ora sull’app Immuni, fate riferimento a questo nostro articolo dedicato. Da questo indirizzo potete scaricare la versione per iPhone; da questo indirizzo la versione per Android.


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