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Le fotocamere a rullino tornano a nuova vita digitale grazie a “I’m back 35”

«Nostalgia mia, fatti capanna»: concedeteci la parziale mutazione di questo famoso detto popolare perché a ben guardare il progetto denominato “I’m back 35”, alla fine sempre di fame si tratta. Non di cibo ma di fotografia tradizionale, quella analogica che si tocca con mano, che ha un suo odore e un fascino che nessuna fotocamera digitale, neanche quella dal look più vintage, è in grado di eguagliare.

Ok, non siamo proprio tornati agli anni ’90, quando si era nel pieno di un’epoca in cui per vedere se la foto appena scattata era venuta bene bisognava portare a sviluppare il rullino dal fotografo vicino casa, con un’attesa che poteva durare anche giorni e un inevitabile investimento economico che generava una maggiore consapevolezza nell’uso della fotocamera, con conseguente ricerca e studio per la realizzazione dello scatto unico e perfetto.

Non c’è stato un viaggio nel tempo, dicevamo, perché non bisogna acquistare i rullini (per chi se lo stesse chiedendo: si, esistono ancora e non è neanche difficile comprarli: sono perfino su Amazon) né mettere in piedi una camera oscura in casa. L’accessorio che c’è dietro il sopracitato progetto infatti combina la potenza del digitale con il sapore dell’analogico: è cioè in grado di rimettere in funzione la vecchia reflex a rullino, promettendo scatti dal sapore vintage senza usare la pellicola, per buona pace dei fotografi analogici più tradizionalisti che staranno già borbottando contrariati.

le vecchie fotocamere a rullino tornano in vita grazie a i'm back 35

Innanzitutto, il nome: I’m back 35 (che d’ora in avanti abbrevieremo in IMB35) ci dice appunto che “”è tornato il formato a 35mm” ma va precisato che non è il primo tentativo dell’omonima azienda svizzera: già nel 2017 aveva infatti lanciato un primo modello, rinnovato poi con una seconda edizione nel luglio dello scorso anno.

Ora: avete presente il Winder, quella sorta di “impugnatura” che si montava al di sotto della fotocamera a rullino? Ai tempi serviva per effettuare l’avanzamento della pellicola e il riarmo dell’otturatore subito dopo lo scatto, molto utile per eseguire fino a due fotogrammi al secondo, che all’epoca sembrava quasi fantascienza mentre oggi, con la funzione di raffica a disposizione delle applicazioni sugli smartphone, scappa quasi un sorriso. Ebbene, IMB35 si monta allo stesso modo, ma fa tutt’altro.

Grazie all’impiego di un particolare sistema di specchi, l’immagine acquisita dall’obiettivo viene proiettata su uno schermo di messa a fuoco interno – per intenderci, nelle fotocamere digitali l’immagine che passa per l’obiettivo viene invece proiettata direttamente sul sensore – per poi essere registrata dal sensore attraverso l’elaborazione di un processore. Per i più avvezzi alla terminologia tecnica, il sensore utilizzato da IMB35 è il Panasonic 34112: è grande 1/2.3 pollici, da 14 MP e di tipo CMOS ed è lo stesso che attualmente troviamo in diverse action camere, mentre il processore è il Novatek 96660, anche questo particolarmente apprezzato dai produttori delle action cam (tanto per citarne una che abbiamo recensito, lo trovate nella Andoer AN1).

le vecchie fotocamere a rullino tornano in vita grazie a i'm back 35

Nonostante dietro ci sia una moderna tecnologia digitale dev’essere chiaro che la qualità degli scatti non sarà neanche lontanamente vicina a quella di uno smartphone di ultima generazione, anche se si utilizza IMB35 con una Leica. Ma la risoluzione è comunque molto buona, tanto più che attraverso il display touch incorporato da 2 pollici, dal quale si controlla tutto il sistema regolando ISO, bilanciamento del bianco e tutto il resto, è possibile scegliere di realizzare scatti da 2 a 20 MP, con tanto di HDR e senza dimenticare che si può scattare in JPEG oppure in RAW, per elaborare poi il tutto con il proprio software di fotoritocco preferito. Le immagini vengono archiviate su microSD (fino a 128 GB) ed eventualmente si possono trasferire al volo su computer, smartphone e tablet attraverso il modulo WiFi integrato. Ah, e registra pure video in 4K.

Per finire, le compatibilità: IMB35 si può usare con Canon A/A1/AE1/F1/FT/FTB/EOS300, Contax II/RTS/G1/G2, Diana F/F mini, Leica M1/M2/M3/M4/M6/M7/Leicaflex SL/R4/R5/R6, Minolta Dinaxx 7000i/Maxxum 7000/SRT/XD, Nikon EM/F/FA/FE/FE2/FG/FM/FM2/FM3a/F2/F3 F4/F70/F90x/F100/S2/S3/Nikkormat FTN/EL, Olympus OM1/OM2/OM3/OM4/OM10, Pentax ME/ME super/K1000/Spotomatic, Praktica b200/MTL, Ricoh KR10 e Yashica JP/FX3.

Come avrete notato, non abbiamo ancora parlato di prodotto finito ma di progetto perché effettivamente al momento l’azienda sta raccogliendo fondi su Kickstarter per finanziarne la produzione di massa. La buona notizia è che dei 10.000 dollari e spicci necessari per partire, nel momento in cui scriviamo ne sono stati raccolti oltre 400mila, il che significa che salvo imprevisti dell’ultimo minuto i primi sostenitori del progetto riceveranno la propria unità il prossimo mese.

Il prezzo minimo è 281 euro, circa 50 euro in meno dei 329 necessari per acquistarlo quando sarà un vero e proprio prodotto immesso sul mercato.

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