Logitech, nuova strategia: meno mouse, più design

Logitech vuole trasformarsi in un brand che crea prodotti unici e riconoscibili. Meno investimenti sui dispositivi di puntamento. Alastair Curtis, l'ex Chief Designer di Nokia, diventerà il primo Chief Design Officer dell'azienda dopo oltre venti anni.

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Logitech è la società che vende più mouse di qualsiasi altra società al mondo, dispositivi responsabili della larga maggioranza delle sue entrate, ma il CEO Bracken Darrell (uomo arrivato nel 2012 dopo esperienze in Whirlpool, Procter & Gamble e General Electric) spiega di non essere stato chiamato per capire come vendere più dispositivi di puntamento. “Siamo un esempio di quintessenza di società legata ai PC e i nostri profitti erano in discesa” ha dichiarato a Fast Company; “voglio creare una meravigliosa azienda e una società di design. È per questo che fondamentalmente sono arrivato qui”.

Negli ultimi due anni Darrell ha predisposto grandi cambiamenti ai piani aziendali, destinando l’85% del budget annuale di 100 milioni di dollari ai team di ricerca e sviluppo; l’importo che prima era dedicato esclusivamente ai mouse è stato sfruttato per creare speaker Bluetooth, sistemi per teleconferenze e accessori per tablet. Le nuove categorie di prodotti hanno permesso a Logitech di creare un business di 400 milioni di dollari l’anno, grazie anche al successo di prodotti come gli speaker wireless UE Boom e Megaboom.

Darrell vuole trasformare Logitech in una società di design, nel senso che sia n grado di competere con prodotti di successo come le cuffie e gli accessori Beats che così tanto successo sono riusciti ad ottenere in breve tempo. Per questo compito è stato chiamato Alastair Curtis, l’ex Chief Designer di Nokia, manager che diventerà il primo Chief Design Officer dell’azienda dopo oltre venti anni. “Un corteggiamento durato a lungo” dice Darrel; “Lui ed io andiamo molto d’accordo”. “È venuto qua, facendo molto più di quello che pensavo fosse possibile fare in un breve periodo”.

Darrell spiega che sotto la guida di Curtis, gli uffici di Logitech hanno abbracciato l’open space e la collaborazione, filosofie di lavoro sostenute da tante società che si occupano di design. Curtis ha anche rafforzato il personale, assumendo circa due dozzine di progettisti specializzati in industrial design, interfacce e branding. L’obiettivo è progettare i dispositivi “in casa”, collaborando con gli studi di design esterni partendo da indicazioni più specifiche.

I prossimi 12 mesi permetteranno al team di attuare la trasformazione, ma la società non slegherà i rapporti che la legano con partner quali Nonobject e mnml per continuare a progettare dispositivi dal design innovativo. Curtis spiega che alcuni risultati non si vedranno subito ma nel frattempo lavora per capire in che modo rendere riconoscibile e unici i dispositivi Logitech, stilando una sorta di decalogo interno dei principi del buon design di Dieter Rams (il designer tedesco padre del “Less, but better“, famoso per alcuni prodotti leggendari e per avere scritto una serie di linee guida indirizzate ai designer).

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